MotoGP, il caldo di Austin manda in crisi Lorenzo e rallenta Rossi

Pubblicato il autore: Davide Curti Segui

Il gran premio di Austin, in Texas, è stato condizionato da temperature più elevate rispetto a quelle con cui i piloti della MotoGP si erano confrontati nelle qualifiche, mettendo a dura prova quanto elaborato all’interno dei box in vista della gara. Una variabile di non poco conto. E se questo discorso non sembra riguardare Marc Marquez, che ha messo in mostra sulla pista statunitense una superiorità schiacciante, centrando la sesta vittoria in altrettante apparizioni ad Austin, tanto non può dirsi per gli altri. A partire da Valentino Rossi, che non è riuscito a risolvere nel migliore dei modi il rebus sulla gomme da utilizzare in gara in considerazione delle mutate condizioni dell’asfalto.

E’ stato lo stesso pilota di Tavullia ad ammettere dopo la bandiera a scacchi, quanto la scelta delle gomme sia stata complicata. Queste le sue parole: “Dopo le qualifiche ufficiali ero contento, avevo un buon passo, ma ero al limite con la media al posteriore. Con l’innalzamento della temperaturale parole del Dottoresiamo stati indecisi fino all’ultimo se cambiare in favore della dura: alla fine abbiamo scelto di non cambiare, e penso sia stata la decisione giusta. Sono però andato in crisi con l’anteriore ed era per me difficile spingere in frenata e riuscire a guidare come in prova”. La delusione più grande per Rossi è quella di non essere riuscito a salire sul podio, e di aver preso paga, oltre che dal compagno di squadra, anche dalla Suzuki dell’eccellente Andrea Iannone: “Nel complesso è stato un gran premio positivo, perchè sono sempre stato nelle prime posizioni, ma speravo di lottare per il podio e non essendoci riuscito, sono un po’ deluso. Sapevo che Marquez e Vinales avevano un passo superiore al mio, ma ero convinto di giocarmi il terzo gradino del podio con Iannone, Zarco e Crutchlow. Gli ultimi due sono riuscito a batterli, ma Iannone no, è stato più veloce di me”.

Stesso discorso, ma in tinte più scure rispetto al quarto posto di Valentino Rossi, per Jorge Lorenzo, soltanto undicesimo al traguardo e preceduto anche dalle Ducati ‘private’ di Jack Miller e Tito Rabat. Il Maiorchino al termine dell’appuntamento di Austin si trova sicuramente nel punto più basso della sua avventura con la moto di Borgo Panigale, avvolto ormai da una crisi da cui non riesce ad uscire. Eppure in prova il numero 99 aveva lanciato qualche segnale incoraggiante, riuscendo a chiudere sesto davanti al compagno di squadra Andrea Dovizioso e mettendo in mostra un buon feeling con la GP18.
Ma la gara ha posto fine a ogni velleitaria illusione di ripresa, facendo sprofondare il pilota spagnolo nell’abisso di una crisi tecnica senza precedenti. Queste le parole del tre volte campione del mondo della MotoGP: “Nella seconda metà della gara ho sofferto sia di un calo di gomme sia di un calo fisico: questa è una delle piste più dispendiose dal punto di vista fisico e io ho pagato le difficoltà nella guida della mia moto. Sinceramente – ammette Lorenzo – sono triste e scoraggiato, questo è il momento più difficile da quando sono in Ducati. Ma sono un professionista, non mollerò mai”.

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