MotoGP, Jorge Lorenzo sulla polemica Rossi-Marquez: “La Direzione Gara deve tutelare i piloti corretti”

Pubblicato il autore: Davide Curti Segui

Jorge Lorenzo – Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Maggiore responsabilità. Jorge Lorenzo è tornato a parlare di quanto successo nel gran premio d’Argentina tra Valentino Rossi e Marc Marquez. Lo spagnolo della Ducati ha puntato ancora una volta il dito sui regolamenti della MotoGP e sulla loro reale applicazione da parte della Direzione Gara, provando a tracciare una via da seguire affinchè certi episodi non si ripetano.

“Solo i piloti che si sono fatti male veramente in pista possono capire quello che può succedere in pista – spiega Lorenzo – Nel calcio ci sono provvedimenti severi quando un calciatore fa un’entrata violenta su un altro, per questo in uno sport molto più pericoloso, come le gare di moto, l’obiettivo primario è quello di proteggere i piloti. La mia opinione a riguardo è che l’arbitro debba essere severo, una penalizzazione forte è l’unico modo per far capire a un piota aggressivo che ci sono dei limiti da rispettare. A me è successo nel 2005, quando ero un ‘pazzo’ e ho dovuto cambiare la mia percezione del rischio”.

Le parole del tre volte campione del mondo della MotoGP hanno un destinatario ben preciso, la Direzione Gara, rea di non aver utilizzato il pugno di ferro nei vari episodi controversi che hanno caratterizzato il weekend di Rio Hondo. Questo il suo passaggio in merito: Dal mio punto di vista la Direzione Gara deve essere maggiormente responsabile verso quei piloti che sono vittime di manovre causate da altri. Puoi contare sulle dita di una mano i piloti che si comportano correttamente; mi vengono in mente solo Dani Pedrosa, Dovizioso e me. Alla fine, le cose non accadono in maniera casuale”.

Infine un commento sull’imminente gran premio delle Americhe, ad Austin: “La mia mentalità era di fare una bella gara anche in Qatar e in Argentina, ma non è successo. Prima o poi accadrà, forse anche qui in Texas: sto lavorando duramente sulla mia preparazione e sulla moto, che è competitiva. Questa è una pista – la sua conclusione – che mette a dura prova il fisico e per chi guida una Ducati, ancora di più. Ma mi sto allenando molto e mi sento meglio che mai”. Ora è necessario tradurre le intenzioni in fatti concreti. E in Ducati non aspettano altro.

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