F1, Baku, Le Castellet, Hockenheim: Seb che succede? Errori pesanti per Vettel, mentre Hamilton va in fuga

Pubblicato il autore: Martina Gramaglia Segui

La stagione 2018 di Formula 1 è quasi al giro di boa. Domenica sul circuito dell’Hungaroring si correrà il Gran Premio di Ungheria, dodicesimo appuntamento in calendario, prima delle meritate ferie per tutto il Circus. Ma per qualcuno è già tempo di fare i conti con i propri risultati. Già, perché adesso non si può proprio più sbagliare. Quel qualcuno è Sebastian Vettel. Il pilota della Ferrari fino a un paio di giorni fa guardava tutti dall’alto della classifica, ma è stato in grado di sciupare l’ennesimo match point, gettando al vento vittoria e leadership. Una sorta di metaforica staffetta quella con Lewis Hamilton, che adesso si ritrova avanti di 17 punti rispetto all’avversario. Non tantissimi, nulla di incolmabile ma un divario che obbligherà il tedesco a una pronta reazione per non perdere il contatto con l’inglese della Mercedes.

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FERRARI AL TOP, SEB NON SEMPRE

 

ABU DHABI, UNITED ARAB EMIRATES - NOVEMBER 23: Sebastian Vettel of Germany and Ferrari looks on in the Drivers Press Conference during previews for the Abu Dhabi Formula One Grand Prix at Yas Marina Circuit on November 23, 2017 in Abu Dhabi, United Arab Emirates. (Photo by Clive Mason/Getty Images)

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Certamente la Ferrari ha ampiamente dimostrato di aver colmato il gap con le Frecce d’Argento, dominatrici indiscusse degli ultimi anni, capaci di chiudere il campionato con parecchi Gp d’anticipo. La scuderia di Brackley, nelle precedenti stagioni, era nettamente superiore sia sul giro secco che sul passo gara. Quest’anno la tendenza è stata invertita dalle Rosse di Maranello, decisamente più rapide in qualifica e lo testimoniano le cinque pole position del tedesco contro le quattro del britannico. Ma la differenza sostanziale è legata al ritmo in gara della monoposto italiana, dotata di ottima velocità di punta, notevole stabilità nelle parti guidate e scarso degrado delle gomme, oltre a un’evidente affidabilità, aspetto che ha tradito molto più spesso la Mercedes. Dimostrazione di forza che non sempre il numero 5 è riuscito a sfruttare, commettendo errori grossolani. In modo particolare a pesare sulla classifica del tedesco ci sono i Gran Premi di Azerbaijan, Francia e Germania. A Baku, il ferrarista era secondo ma nel tentativo di sorpassare Bottas è andato lungo alla prima staccata, vedendosi sfilare dagli inseguitori e chiudendo col 4° posto. A Le Castellet, si è reso protagonista di un contatto al via con Bottas: gara compromessa e quinta piazza finale. Fino ad arrivare a due giorni fa, nella “sua Hockenheim”, a pochi chilometri dal paesino natale. Dopo metà corsa condotta da leader è arrivata la pioggia a mescolare le carte. Pista umida ma nulla può giustificare uno sbaglio simile da parte di un quattro volte campione del mondo, finito dritto dritto contro le barriere, nel punto in cui la via di fuga è pressoché inesistente. Quando si dice “piove sul bagnato”. Zero in classifica e 25 punti in cassaforte per Hamilton. Anzi dovendo essere precisi, in tutte e tre le occasioni è stato Lewis a trionfare. Casualità? Destino? Chissà. Adesso per Vettel si è aperta una settimana fondamentale, che lo porterà al cruciale appuntamento in terra magiara. Ora non c’è più tempo per gli errori. C’è da scommetterci che il tedesco avrà sulle spalle tanta pressione, ma l’obiettivo può essere solo uno: trasformarla in energia positiva e concentrazione. Solo così l’uomo di punta del Cavallino Rampante eviterà che il rivale possa veramente mettere le ali e volare via verso il suo quinto titolo.

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