F1 GP Singapore: le Red Bull alleate di Hamilton e della Mercedes?

Pubblicato il autore: Armando Cheula Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Mentre le Red Bull fanno la voce grossa sul circuito amico di Marina Bay nelle prove libere del venerdì del GP di Singapore, con l’australiano Ricciardo a precedere il compagno di squadra Verstappen, la notizia del  prossimo avvicendamento in Ferrari presta il fianco ad una serie di considerazioni inerenti il tanto atteso  finale di stagione.
Oramai ufficializzato in pompa magna il passaggio al team di Maranello del pilota monegasco, Charles Leclerc, classe 1997, astro nascente della Formula Uno di domani.

Il pilota transalpino si è affrettato a ringraziare l’Academy della Ferrari e a ricordare l’amico e collega Jules Bianchi, vittima di un tragico incidente nel Gran Premio del Sol Levante di ormai quattro anni fa. Troppo forte la sponsorizzazione del presidente Sergio Marchionne perchè potesse affievolirsi e non concretarsi dopo la inattesa notizia della sua scomparsa.

Ragionando sul finale di questa stagione, ancora sette le gare in calendario, l’imminente addio di Kimi Raikkonen, ultimo iridato rosso vestito in quell’ormai trapassato remoto del 2007, ha tutta l’aria di potersi  rivelare un clamoroso autogol. Se fino alla gara tenutasi tra le mure amiche dell’autodromo di Monza, i due piloti della Rossa hanno corso in piena autonomia senza dover sottostare ad antipatici ordini di scuderia, ora che il finlandese ha firmato un biennale con la Sauber, risulta ancora più improbabile pensare che possa dedicarsi anima e corpo al sogno mondiale del compagno di squadra.

La decisione di “tagliare” Kimi Raikkonen appare molto più rischiosa oggi di quanto non lo fosse quando è stata maturata con a capo Marchionne, se non altro perchè la chiarezza d’intenti di ieri ha lasciato spazio a un continuo è snervante ping pong fino allo strappo definitivo dei giorni nostri: con il rinnovo anche solo di un anno, la corsa al titolo di Vettel avrebbe potuto godere di un’ arma in più.
La sostanziale bocciatura invece non apre a scenari di idem sentire nella lotta per il titolo: Kimi, si è sempre mostrato sofferente a favorire il compagno di squadra pure quando era in odore di rinnovo, che lo faccia da epurato per un compagno al quale tra l’altro non lo lega neanche un rapporto di profonda amicizia nè stima ma solo di professionale collaborazione sarebbe da allocchi pensarlo, tanto più che l’ex iridato non si è mai considerato inferiore al partner tedesco nei confronti del quale può pure fregiarsi del titolo di campione.

Appare più a portata di mano paradossalmente l’obiettivo del titolo costruttori: al momento il team di Maranello paga un ritardo colmabile di 25 punti dai rivali delle Mercedes. Se le rosse appaiono maggiormente competitive da ormai qualche gran premio, il fatto poi di correre con entrambe le macchine in grado di vincere le singole gare, aumenta le possibilità non solo di diminuire il gap ma anche di operare da qui alla fine l’allungo decisivo in ottica mondiale di squadra. La strategia di vassallaggio adottata dai rivali della Mercedes può comportare infatti un potenziale sperpero di punti che potrebbe rivelarsi determinante ai fini dell’assegnazione del Mondiale.

Le Red Bull poi possono costituire un ago nella bilancia non indifferente: se si è portati a credere che la competitività ritrovata dalla casa austriaca possa fungere da alleata della casa di Maranello, è vero semmai il contrario. La coppia Ricciardo-Verstappen potrebbe rivelarsi alleata insospettabile del team tedesco se da qui alla fine vincerà almeno un paio di gran premi ostacolando così la rincorsa del tedesco. La differenza sta proprio qui: Sebastian non solo non deve più sbagliare ma deve assolutamente inanellare più gare vincenti possibile. Solo in questo modo può veramente ambire ad azzerare lo svantaggio colpevolmente accumulato, viceversa Lewis avrà strada libera verso il quinto titolo iridato anche solamente grazie a piazzamenti intelligenti.

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