Formula E a New York: Buemi vince Gara1, Vergne solo 15esimo. Domenica si decide il campionato.

Pubblicato il autore: Andrea Badiali Segui


Sebastien Buemi porta in Casa Nissan la prima vittoria nella stagione del debutto a New York City dopo una Gara1 condotta in testa dallo start fin sotto la bandiera a scacchi. L’ultimo round della quinta stagione di Formula E era iniziato con una pole position perentoria da parte dello svizzero, seguito in griglia di partenza da Wehrlein (Mahindra), Lynn (Jaguar) e Abt (Audi), mentre i principali rivali per il successo finale ossia Vergne (DS Techeetah), Di Grassi (Audi) e Evans (Jaguar) sarebbero scattati rispettivamente dalla decima, 13esima e 14esima piazzola. Allo spegnimento dei semafori Buemi è bravo a contenere la bagarre dietro di sé e in particolare gli attacchi portati prima da Alex Lynn e poi da Alexander Sims che si sostituisce al pilota Jaguar nella lotta per la vittoria quando quest’ultimo è costretto a sventolare bandiera bianca per un improvviso calo di potenza che lo costringe al ritiro. Nel frattempo dietro il podio virtuale succede di tutto: al primo e al secondo giro Wehrlein perde posizioni in favore di Lynn e di Sims (BMW) che ha la meglio anche su Abt, mentre nella stessa tornata la lotta tra Lopez (Dragon), partito benissimo dalla quarta fila, e Sam Bird (Virgin) si risolve in un contatto che coinvolge anche Vergne e il compagno di squadra Lotterer. La sfortuna si abbatte sul team DS Techeetah e i suoi “ghepardi”, con entrambi i musetti da cambiare, si precipitano ai box per poi tentare una rimonta dalle ultime posizioni. Anche Lopez si fa “medicare” la monoposto ai box mentre Bird prosegue ma viene incolpato dell’accaduto con 10 secondi di penalità da scontare sul risultato finale.
La gara prosegue con Buemi, Lynn e Sims che formano un terzetto in lotta per la prima posizione seguiti da Abt, Wehrlein, Gunther e Bird. Si assiste alla rimonta senza soluzione di continuità di Di Grassi che fiuta la giornata no del rivale Vergne e inizia una risalita entusiasmante: passa Massa (Venturi) per la 12esima posizione nel corso dell’ottavo giro, poi sopravanza Paffett (HWA) per l’11esima piazza, infine, entra di diritto in zona punti due passaggi dopo quando ha la meglio su Frijns (Virgin) per la decima posizione. Nel frattempo Vergne naviga in 19esima posizione seguito da Lopez e dal compagno di squadra Lotterer. Uno dei contendenti al titolo, l’olandese Robin Frijns si fa passare da Massa e Mortara nel corso del 12esimo passaggio mentre Bird passa Gunther (Dragon) e il trio di testa si fa sempre più compatto. A Buemi, Lynn e Sims si unisce poco dopo Daniel Abt. Frijns entra ai box nel corso del 17esimo giro, nel frattempo un altro pretendente al titolo, Mitch Evans, inizia a farsi notare nei piani alti della classifica con una manovra decisa ai danni di Gunther.
Superata la metà di gara il primo evento inaspettato è il ritiro di Lynn, in quel momento secondo, con il conseguente intervento della Safety Car, poco prima Frijns si era definitivamente ritirato e Wehrlein arretrava settimo per un doppio sorpasso subito da Evans e Da Costa. Al rientro ai box della vettura della direzione di gara Sims prova l’attacco su Buemi ma è respinto dallo svizzero, Rowland (Nissan) intanto passa Massa e Bird è scalzato dalla quarta e quinta posizione ad opera di Da Costa e Evans che in tandem si portano a tutta velocità verso il podio. Al 24esimo passaggio il kiwi rompe gli indugi e ha la meglio su Da Costa e nello steso momento sfrutta la bagarre tra il portoghese e Abt per salire sul podio virtuale, un doppio sorpasso da vero lottatore che il neozelandese replica tre giri dopo su Sims per la seconda posizione. Un altro pilota con il coltello tra i denti è Di Grassi che, impegnato nella sua personale rimonta, diventa sesto ai danni di Wehrlein nel corso del 28esimo passaggio. Tutto questo mentre Sims con altruismo facilita il compagno di squadra Da Costa a raggiungere la terza posizione virtuale lasciandosi passare.
Altro colpo di scena alla 30esima tornata, ininfluente ai fini della lotta per il titolo, è il contatto con il muro di Mortara (Venturi) che si ritirerà coinvolgendo nella manovra l’incolpevole Rowland, il quale proseguirà la manche privo di una grossa porzione della carrozzeria anteriore. Negli ultimi giri Vergne risale in zona punti agguantando la decima piazza e Di Grassi supera Bird per la quinta piazza mentre Gunther si ritira e Lopez è passato da un Rowland decisamente ammaccato. La sfortuna però è dietro l’angolo per il francese campione in carica, Jean Eric Vergne: all’ultimo giro viene coinvolto in un maxi incidente con Massa, Lotterer, D’Ambrosio e i due piloti della HWA; le conseguenze sono il danneggiamento della vettura e la perdita della decima posizione. Costretto dalle vicende ad attendere Gara2 di domenica per vedere riconfermata la propria posizione nella classifica generale, Vergne taglia il traguardo come può in 15esima piazza e dal fondo della classifica assiste alla vittoria di Buemi, ancora in lizza per l’iride al pari di Evans, secondo, e di Lucas Di Grassi, ottimo quinto alla fine delle ostilità. Le BMW occupano la terza e la quarta piazza finale rispettivamente con Da Costa e Sims mentre Bird si classifica ottavo per aver scontato 10 secondi di penalità inflitti dai commissari spotivi. Abt completa la Top6 seguito da Wehrlein. La vittoria finale è ancora in palio e solo Gara2 di domenica 14 luglio, prevista per le 22 ora italiana, decreterà il campione di una stagione di Formula E decisamente emozionante e imprevedibile. Quattro piloti, come detto, restano in lizza per il successo finale e sono, nell’ordine, Vergne, Di Grassi, Evans e Buemi. Non resta che attendere.

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