Dakar 2020: prova n°4 a "Mr.Dakar". Sainz leader. Alonso precipita.

Peterhansel ha conquistato la quarta tappa del Raid nonostante un errore. Sainz si difende e resta primo nella generale. Alonso non si ripete e perde terreno.

Stephan Peterhansel lascia il segno nella quarta tappa di questa Dakar saudita e così facendo marca la 77esima vittoria nella gara fuoristradistica più famosa del mondo. Il francese ha condotto la classifica di giornata a partire dal secondo intermedio e non ha perso il comando delle operazioni neanche quando, negli ultimi chilometri della prova, ha commesso un errore di navigazione subendo anche il dechappamento di una gomma.
"Mr. Dakar" è stato a lungo in lotta con Orlando Terranova, compagno di marca su MINI ALL4 Racing, poi, sempre negli ultimi, complicatissimi chilometri della tappa Neom - Al Ula, la classifica è cambiata in modo repentino con Terranova che ha lasciato la seconda posizione a Nasser Al-Attiyah, il quale, rimontando, è giunto a soli 2 minuti e 26 secondi da Peterhansel. Mentre il medagliato olimpico provava a conquistare la prima prova cronometrata sul suolo arabo, Terranova precipitava in classifica fino alla decima posizione assoluta. Questo scambio di posizioni portava sul podio di giornata Carlos Sainz, terzo al termine, bravo a conservare la leadership nella classifica generale proprio ai danni dell'alfiere Toyota, rimasto secondo a 3 minuti dal "Matador". Da precisare che Al-Attiyah ha scontato anche una penalità prima della partenza della prova, sempre di 3 minuti, per non aver concesso strada ad un concorrente nel corso della tappa numero 3 disputata martedì 7 gennaio nei dintorni di Neom.
La sfida della Dakar 2020 sta assumendo sempre di più i contorni di un triello tra Sainz, Al-Attiyah e Peterhansel ma la presenza di comprimari di lusso molto veloci e compagni di squadra dal piede pesante potrà fare la differenza e favorire, a seconda delle giornate, sia gli equipaggi Toyota che gli equipaggi MINI. Senza contare i padroni di casa dell'Arabia Saudita; due di questi, Yazeed Al Rajhi e Yasir Seaidan, stanno facendo emozionare un'intera nazione. Se nella tappa di ieri era stato Seidan, pilota MINI, a fare la voce grossa classificandosi nella Top5, oggi il più titolato Al Rajhi ha continuato a dimostrare le proprie doti velocistiche chiudendo quello che per molti è stato il tratto cronometrato più duro sinora affrontato dalla carovana auto, in quarta posizione assoluta su Toyota Hilux. Dietro Al Rajhi si conferma costante e letale Mathieu Serradori, affiancato da Fabian Lurquin sul Buggy Century. Il duo francofono partiva sconfitto nella lotta con i grandi nomi e le grandi Case costruttrici, ma nessuno poteva immaginare che tenacia, preparazione e tattica avrebbero permesso a questo equipaggio di arrampicarsi fino alla quinta piazza di giornata che si somma alla quinta posizione nella generale, con ancora tutto da giocare.
Dietro Serradori provano a risalire posizioni i due portacolori Toyota Giniel De Villiers e Bernhard Ten Brinke, rispettivamente sesto e settimo al termine delle ostilità. Dietro di loro non riesce a replicare quanto di buono fatto nella giornata precedente Jakub Przygonski: per il polacco, al volante della MINI 4X4 del team X-Raid, la prova odierna è stata caratterizzata da due forature subite proprio durante l'attraversamento del tratto più duro, quello contrassegnato dalle cosiddette "pietre nere". L'ottavo posto finale è quindi il risultato di una tappa superata con tenacia ma senza prestazioni degne di nota. Dietro Przygonski compare per la prima volta un concorrente cinese: si tratta di Wei Han, navigato da Min Liao sul Buggy a trazione posteriore 2WD della Hanwei Motorsport. Chiude la Top10 Orlando Terranova che ha vissuto una quarta tappa dai due volti: dopo aver lottato con Peterhansel per 3/4 della prova, l'argentino ha perso in pochi chilometri tutto il vantaggio accumulato venendo risucchiato dalla carovana degli avversari a causa di problemi tecnici al suo MINI ALL4 Racing.

Dakar 2020: Alonso fatica e accumula distacco.

Capitolo a parte per Fernando Alonso: dopo aver vissuto una terza giornata da incoriniciare, il bicampione di Formula1 ha condotto una quarta tappa molto guardinga chiudendo 13esimo con un distacco da Peterhansel che supera i 26 minuti. Lo spagnolo ha vissuto una sfida di mera sopravvivenza, specialmente quando nell'ultimo tratto di gara anche l'ultimo pneumatico a disposizione dell'equipaggio n°310 ha esalato l'ultimo respiro; a quel punto la visione del traguardo ha simboleggiato per Alonso e il navigatore Marc Coma la fine di un incubo e la certezza di poter continuare a lottare.
Qualche informazione sulla quinta prova, quella di giovedì 9 gennaio, da Al Ula a Ha'il. Sono previsti 353km cronometrati e il ritorno delle dune. Si tratta di una tappa dalla doppia anima: la prima caratterizzata da pietre, rocce e terra, la seconda dall'immersione nel "mare di sabbia".