Dakar 2020: tappa 3 a Sainz che sale in vetta alla generale. Quinto Alonso.


Il "Matador" lotta con Al-Attiyah per tutta la durata della prova e al termine conquista il primo posto di tappa assieme alla vetta della generale. Alonso mostra i muscoli con un quinto posto da incorniciare.

Carlos Sainz mette la firma sulla Dakar 2020 al terzo tentativo. Il campione del mondo rally 1990 e 1992 ha aspettato la prova a "circuito" di 472km Neom-Neom per conquistare la prima vittoria nella Dakar 2020, la 33esima da quando il "Matador" ha deciso di correre il Raid più famoso del mondo.
Per lo spagnolo, navigato da Lucas Cruz, la terza tappa è stata una sfida nella sfida con il rivale Nasser Al-Attiyah a bordo del Toyota Hilux che lo ha prima avvicinato e poi sorpassato. Nel tratto finale della prova, però, Sainz ha compiuto il controsorpasso, favorito anche dalla foratura del qatariota, la settima patita se si contano anche le sei precedenti, equamente divise tra primo e secondo giorno di gara.
Sainz ha portato a casa la vittoria al terzo tentativo ma sin dalla partenza del Raid era apparso a tutti evidente come solo alcuni errori di "acclimatamento" separavano il madrileno e il suo MINI JCW Buggy dalla vetta della classifica generale che adesso lo vede in testa con un distacco "sottile" di appena 4 minuti e 55 secondi sull'Hilux n°300 di Al-Attiyah.
Propio Nasser Al-Attiyah è stato oggi il rivale più pericoloso per Sainz; al termine della prova l'arabo si è detto comunque piuttosto soddisfatto della seconda posizione di tappa; tra le speranze del 49enne medaglia olimpica c'è quella di ripetersi fino alla fine della prima settimana. Solo a quel punto, ribadisce il qatariota, sarà possibile valutare se continuare a spingere forte o iniziare a gestire il distacco in vista del "mare di dune" che aprirà e chiuderà la seconda parte della competizione fuoristradistica più importante al mondo.
Fino ad oggi la Dakar 2020, per quanto concerne le auto, registra tre vincitori diversi in altrettante prove e molti alti e bassi nelle prestazioni di ogni concorrente. Questo è il caso ad esempio del polacco Jakub Przygonski che è stato capace di concludere in terza posizione la prova Neom-Neom dopo aver rischiato di concludere anzitempo la propria esperienza in Arabia Saudita: il 34enne infatti è stato in grado di rimettere in sesto la propria MINI ALL4 Racing, terminando ultimo la prima giornata di gara, dopo che questa lo aveva piantato in asso sulla strada per Al Wajh. Un altro protagonista sorprendente di questa 42esima edizione del Raid è il saudita Yasir Seaidan, quarto al termine della prova e quarto anche nella generale; il nativo di Riyad è tornato a correre la Dakar dopo quattro anni di assenza e sta dimostrando tutto il suo valore agli occhi dei compatrioti oggi più che mai divisi nel tifo tra il pilota della MINI n°324 e il connazionale Yazeed Al Rajhi, anche lui autore di prestazioni degne di nota e accreditato del sesto riscontro cronometrico. Meno efficace del compagno di squadra Sainz la prestazione di Stephan Peterhansel, solo settimo, nonostante la buona velocità mostrata nella parte centrale della terza tappa. Orlando Terranova e Giniel De Villiers, protagonisti della seconda giornata di gara e partiti davanti a tutti allo start della prova odierna, sono riusciti a contenere il distacco dai primi, terminando rispettivamente in ottava e nona posizione davanti all'olandese Bernhard Ten Brinke che chiude la Top10. Queste le parole del sudafricano:
"Aprire la strada questa mattina è stato molto difficile. Come fare attenzione alle moto che provengono da direzioni opposte alla tua. Ad un certo punto siamo stati ripresi da Nasser e Carlos, quindi Al Qassimi ha cappottato proprio davanti a noi e a quel punto ci siamo fermati per chiamare i soccorsi. La navigazione è stata, ancora una volta, molto difficile. Abbiamo affrontato una nuova sfida e il paesaggio intorno a noi era stupendo. Tappa bellissima".
Da annotare il rischio vissuto dalla coppia Vasilyev-Yevtykhov che hanno visto il fuoco uscire dalla loro MINI ALL4 Racing all'altezza del km 284. Per i due piloti nessun danno fisico ma solo l'amarezza del ritiro che accomuna la loro sorte a quella di Sheikh Khalid Al Qassimi e Xavier Panseri, protagonisti di uno spettacolare cappottamento nei pressi della zona di neutralizzazione.

Dakar 2020: Alonso entra nella Top10. Suo il quinto tempo.

Dopo le disavventure della seconda giornata Fernando Alonso prende bene le misure alla terza tappa, issandosi in quinta posizione assoluta. L'asturiano, bicampione del mondo di Formula1 e vincitore della 24h di LeMans, ha vissuto, come molti suoi colleghi in questo inizio di Dakar, un'altalena di emozioni: lo spagnolo, infatti, prima ha visto passare davanti a sé lo spettro del ritiro, causato da un incidente piuttosto duro con una pietra, ora, invece, può godersi la gioia del traguardo insperato. Ai giornalisti che lo avevano intervistato dopo le problematiche del secondo tratto cronometrato Alonso aveva confidato che, se le cose fossero continuate ad andare secondo i piani, ci sarebbe stata la possibilità di spingere un pò di più sull'acceleratore. Detto, fatto, l'alfiere Toyota ha mostrato, appena avuta la possibilità, un ottimo passo. Difficile, se non impossibile, però, pensare di rimontare dalla 32esima posizione in classifica generale.
Alcuni informazioni sulla prossima tappa: la Neom- Al Ula, prevede 453km cronometrati. Questa prova porterà la carovana di auto, moto, camion, quad e Side by Side verso il sud della penisola araba. Terra, sabbia, pietre e alcuni tratti in asfalto costrigeranno i piloti a cambiare il proprio stile di guida mentre i navigatori dovranno studiare bene i punti di giunzione tra i differenti settori. Nessun aiuto verrà dal profilo altimetrico che resta piuttosto costante tra i 1200 e i 1400 metri sul livello del mare.