MotoGp, Dorna: “Probabile cancellazione Motomondiale”

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui

La notizia era nell’aria. Dopo lo stop dei campionati calcistici causati dal Coronavirus, anche la MotoGp potrebbe subire le conseguenze della Pandemia, portando alla cancellazione del motomondiale 2020. Lo ha fatto sapere la Dorna in una nota ufficiale in cui afferma: “Le competizioni sono la nostra massima priorità nel 2020 – si legge in una nota ufficiale della società che organizza il Motomondiale – Ma se la pandemia di coronavirus continuerà a tenere le nostre vite e lo sport in attesa più di quanto tutti noi possiamo immaginare e se le restrizioni relative agli spostamenti resteranno le stesse, si potrebbe discutere di un’eventuale cancellazione della stagione“.

La decisione è arrivata dopo i tanti rinvii causati dallo stato d’emergenza che la nostra comunità sta vivendo, per ultimi i GP d’Italia e Catalogna. Già i giorni scorsi il CEO di Dorna, Carmelo Ezpeleta si era dimostrato poco fiducioso sull’avvio della stagione 2020 della MotoGP.

Alla fine la decisione sembra essere presa, figlia di un’emergenza che ha colpito l’intero pianeta. Sui canali social della MotoGp sono stati comunicati ulteriori dettagli: “La pandemia di Covid-19 ha già costretto ad una revisione del calendario 2020 del campionato del mondo, rinviando o riprogrammando una serie di eventi. Trovandoci in una situazione ancora incerta, Dorna Sports desidera riaffermare che le competizioni sono la nostra massima priorità nel 2020. Siamo in costante contatto con i promotori dei Gran Premi, FIM, IRTA, MSMA e insieme monitoriamo la situazione. L’interesse delle parti è quello di ricominciare a competere non appena sarà sicuro farlo” afferma la Dorna. “Il nostro principale intento – spiega – è quello di disputare il maggior numero di Gran Premi, concludendo il campionato entro la fine di quest’anno solare. Tuttavia agiremo sempre in linea con i consigli per la salute e sicurezza stabiliti dai singoli governi e dalle autorità sanitarie competenti“. Il discorso non vale soltanto per la MotoGP, ma colpisce anche il Mondiale Superbike.

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