Hamilton shock: “Bullizzato perché di colore”

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui

Un lungo post su Instagram, un lungo sfogo quello di Lewis Hamilton, fenomeno della Formula uno e pilota Mercedes, sceso in campo in prima linea sulla vicenda George Floyd, cittadino statunitense balzato agli ordini della cronaca per essere stato ucciso da un poliziotto, nonostante stesse gridando “non riesco a respirare” e non avesse mai opposto resistenza. Il video della sua esecuzione ha fatto il giro del mondo, portando negli Stati Uniti un clima surreale, fatto di rivolte da parte dei cittadini di colore e non solo. Sono tanti i casi di persone di colore bullizzate e/o uccise da chi non accettava la loro pelle, come Hamilton che su Instagram ha ammesso: “Da piccolo venivo bullizzato e picchiato perché di colore“.

Una dichiarazione shock quella del campione britannico, avvenuta in un lunghissimo post su Instagram dove sfoga tutta la frustrazione del momento e si lascia andare a confessioni mai fatte prima: “Ho letto ogni giorno di tutto per cercare di tenermi informato il più possibile su ciò che sta succedendo in questa nostra lotta contro il razzismo e questo ha riportato alla memoria tanti dolorosi ricordi della mia infanzia. Memorie intense delle sfide che ho affrontato quando ero bambino, come quelle che sicuramente hanno affrontato molti di voi – afferma Hamilton -. Ho sempre parlato poco delle mie esperienze personali. Ho cercato di tenerle dentro, di non mostrare debolezza, di distruggerle con l’amore e di batterle in pista, ma da piccolo, lontano dai circuiti, sono stato bullizzato e picchiato per il colore della mia pelle“.

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Ricordi dolori per Hamilton che, nel suo lungo sfogo, parla apertamente di come ha affrontato e poi superato tutto quello che ha subito: “Gli effetti negativi non si possono calcolare. Ecco perché guido come faccio io – sottolinea Lewis Hamilton nel suo post in inglese -. E’ molto più profondo che fare sport, io sto ancora combattendo. Grazie a Dio avevo mio padre, una forte figura nera a cui potevo sempre guardare, che sapevo capiva e sarebbe stato al mio fianco, qualunue cosa fosse accaduta. Non tutti ce l’abbiamo, ma dobbiamo rimanere vicini a chi non ha un eroe a cui appoggiarsi e sentirsi protetto. Mi sono chiesto perché il 2020 è un anno così, ma penso che possa essere un anno importante della nostra vita, per iniziare finalmente a cambiare l’oppressione sistematica delle minoranze. Vogliamo solo vivere, avere le stesse possibilità nella vita, di camminare per strada, andare a scuola o entrare in un negozio senza temere nulla. Ce lo meritiamo come tutti. L’uguaglianza è fondamentale per il nostro futuro, non dobbiamo smettere di combattere, io non smetterò mai, io non mi arrendo” conclude il pilota britannico.

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