F1, caso Racing Point, la Ferrari conferma l’appello

Pubblicato il autore: Fosco Taccini Segui

Prosegue la vicenda del caso Racing Point. Williams e McLaren hanno deciso di non proseguire sulla strada dell’appello contro le decisioni della Fia in riferimento ai condotti-freni che la Racing Point avrebbe copiato dalla Mercedes. Mentre, l’appello verrà portato avanti da Ferrari e Renault, i due team mirano a un ampliamento dell’indagine su tutta la monoposto rosa. Inoltre i due team vogliono fare luce sul ruolo avuto nella vicenda dalla Mercedes. Probabilmente i due team inglesi (Williams e McLaren) hanno deciso di non proseguire l’appello perché entrambi i team utilizzano propulsori della stella a tre punte. Si deve tenere presente, in questa decisione, l’importanza delle power unit impiegata.

Formula 1, Ferrari e Renault decidono di proseguire l’appello contro la Racing Point

Permangono ancora degli elementi poco chiari in riferimento al caso Racing Point. Primo fra tutti, in questa situazione dovrebbe essere proprio il team Mercedes segnalare ai commissari Fia la violazione di una proprietà intellettuale. Invece, proseguendo nelle stranezze, Toto Wolff, oltre a possedere quote dell’Aston Martin – il marchio che prenderà il posto di Racing Point nel 2021 – ha espresso il appoggio a Lawrence Stroll.
Allo stato dei fatti i punti fermi sono: un’infrazione accertata, una Corte d’Appello con il compito di approfondire la questione, macchine sanzionate che proseguono a scendere in pista e il nuovo Patto della Concordia da firmare.
La sentenza è un punto di partenza importante perché riconosce un’infrazione delle regole. Ma noi siamo convinti che copiare non sia il processo giusto, che non sia legale” ha dichiarato team principal Ferrari, Mattia Binotto. “Il giudizio peraltro riguarda solo le prese d’aria – ha sottolineato Binotto -, noi vogliamo riflettere se allargare il concetto all’intera macchina“.

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