I signori della F1: Lewis Hamilton

Pubblicato il autore: Mattia Dalmazio Segui

Lewis Hamilton è il quarto personaggio analizzato nella rubrica “i signori della F1”

La nascita  e la frase di Denis Jekinson

Lewis Carl Davidson Hamilton nasce a Stevenage il 7 gennaio 1985 è un pilota automobilistico britannico, sette volte campione del mondo di Formula 1, nel 2008 con la McLaren e nel 2014, 2015, 2017 ,2018, 2019 e 2020 con la Mercedes. Nel 1961 in occasione del GP di Monaco il giornalista Denis Jekinson scrisse:“Dopo la gara ho valutato tutti i partenti sul mio taccuino, classificandoli in: senza speranza, forti, disordinati, molto buoni, lodevoli, rilassati. È un artista” , Jekinson parlò di Stirling Moss che conquistò il GP di Monaco nel 1961. L’artista di questa era turboibrida è Lewis Hamilton, basti pensare ad esempio la bravura e la maestria dimostrata ad  nella pole position conquistata a Silverstone nel 2018 o oppure quando ha  messo in trappola le due Ferrari di Vettel e Raikkonen  a Monza nel 2018  che sembravano in quel weekend superiori alla Mercedes del numero 44.

Il passaggio in Mclaren e il titolo mondiale del 2008

Ron Dennis, il “padre” agonistico che l’ha portato con cura fino in F.1 dopo che a soli 12 anni, incontrandolo a una premiazione, Hamilton gli aveva intimato: “Un giorno correrò per te nei Gran Premi”. In quella sicurezza, ai limiti della sfacciataggine, Dennis ha intuito qualcosa di grande e ha accompagnato Lewis fino al volante della McLaren. Nel 2007 rappresentava una gran bella porta di ingresso nei GP. Tanto che Hamilton, e qui ci sono i segnali del predestinato, arrivò a un pelo dal conquistare il Mondiale nell’anno di esordio. Battendo, nella stessa squadra, un certo Fernando Alonso, reduce dai due titoli vinti con la Renault.
Il 2 novembre 2008 Hamilton inizia la sua leggenda ad Interlagos:Massa si presenta all’ultima gara con 7 punti di ritardo da Hamilton. Con il vecchio sistema di punteggio, occorre un mezzo miracolo al ferrarista per aggiudicarsi il titolo. Il pilota di San Paolo, spinto anche dai propri tifosi, centra la pole, mentre il britannico della McLaren si accontenta della 4.a piazza. D’altronde a Lewis basterebbe un 5° posto in gara, indipendentemente dal risultato di Felipe.

Leggi anche:  Mick Schumacher e il primo match point per diventare Campione del Mondo F2. Ecco le possibilità

Il meteo condiziona la partenza, ritardata di 10′ a causa di un forte acquazzone. Massa cerca subito la fuga, mentre Hamilton, tra un cambio gomme e l’altro, non riesce mai a portarsi in zona sicura, stazionando fra il 5° e il 7° posto.

La pioggia intanto cade a intermittenza, creando molto caos al muretto: ogni strategia studiata a tavolino è ufficialmente saltata.giro numero 50, il promettente tedesco della Toro Rosso, Sebastian Vettel, rientra dai box subito dietro Hamilton, al momento 4° e virtualmente campione. A sei tornate dalla fine, comincia a piovere incessantemente: il britannico, accompagnato da Alonso e Raikkonen, si ferma per il cambio gomme. Massa attende due ulteriori giri, restando però saldamente in vetta alla gara. Hamilton torna in pista ed è 6°, dietro a Glock (Toyota), che monta ancora gomme da asciutto.

Leggi anche:  Mick Schumacher e il primo match point per diventare Campione del Mondo F2. Ecco le possibilità

Massa vince il Gp e nel suo box scatta la festa iridata, che però dura solo 38”. Glock, in crisi con le gomme, resiste fino alla terz’ultima curva, quando viene passato da Hamilton, che con il 5° posto diventa il campione del mondo più giovane della storia.

A Massa non restano che le lacrime, le coccole del suo pubblico e il titolo Costruttori vinto con la Ferrari, al termine di una delle giornate più emozionanti che la L’addio alla Mclaren, l’arrivo in Mercedes e la conquista dei sette titoli mondialiF1 abbia mai vissuto

L’addio alla McLaren, l’arrivo alla Mercedes e la conquista dei sette titoli mondiali

Dennis, grande visionario ma uomo fatto anche di convinzioni granitiche, non incoraggiava certo Lewis a esprimere la personalità che un ragazzo curioso e affamato della vita voleva sviluppare. Anche per questo Hamilton, a fine 2012, se n’è andato alla Mercedes. Una robusta scommessa, in quel momento. Hamilton ha trovato due persone molto importanti che l’hanno capito, assecondato, consigliato e aiutato. Toto Wolff, il team principal, gli ha concesso la libertà di scoprire una vita nuova, fatta di giri per il mondo, di frequentazioni di personaggi dello spettacolo e della moda, consigliandolo e aiutandolo nei momenti più difficili. L’altra figura fondamentale per lui è rappresentata da Niki Lauda. Il tre volte iridato, presidente non esecutivo della Mercedes di F.1, prima l’ha convinto a lasciare la McLaren e poi ha lavorato sui pochi difetti di un pilota velocissimo e, in qualche modo, desideroso di mostrare sempre il suo grande talento, di vincere anche quando non si poteva. Niki, maestro di strategia, forza mentale e intelligenza al volante, ha saputo toccare le corde giuste e oggi l’inglese è ancora più forte perché ha imparato a non buttare via niente, a raccogliere punti preziosi quando la giornata non è propizia, quando la monoposto non è al massimo. Così si vincono i Mondiali e lui lo sta dimostrando. Sette titoli in F.1 sono un’enormità. Non devono stupire. Hamilton in questo momento mette insieme il talento eccezionale di partenza, la maturità acquisita in quattordici anni di Gran Premi, la personalità coltivata cercando ostinatamente di aprire i suoi orizzonti. Lewis Hamilton è semplicemente la perfezione.

  •   
  •  
  •  
  •