Formula 1, sfortuna Rossa. Dopo il disastro di Singapore, anche in Malesia Ferrari sotto una cattiva stella. Addio Mondiale?

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui

Discorso mondiale che si complica per Vettel dopo lo sfortunato weekend malese per lui e per la Ferrari

E’ vero, Sebastian Vettel ha combattuto nel gran premio della Malesia di Sepang ed ha ottenuto un ottimo quarto posto dopo una strepitosa rimonta partendo dall’ultima casella. La Ferrari c’è e lo ha dimostrato sia a Singapore che a Kuala Lumpur, dato che a Marina Bay sia Vettel che Kimi Raikkonen hanno ottenuto ottime prestazioni in qualifica ed in Malesia le prove libere hanno fornito grandi risultati per la SF70-H. Peccato che poi la sfortuna si è abbattuta sulla scuderia di Maranello.
Infatti ormai è noto ciò che è accaduto 2 settimane fa a Singapore, quando alla partenza sia Raikkonen che Vettel sono stati coinvolti in un clamoroso incidente che ha costretto a terminare la gara anzitempo sia ai due ferraristi che al pilota della Red Bull Max Verstappen. Niente da fare, il pilota Mercedes Lewis Hamilton vince il gp e incrementa il vantaggio su Vettel in classifica iridata, portandosi a +28.
In quel caso la vittoria è stata agevole, grazie anche alla fortuna che si sa, deve essere conquistata, ma con in pista le due Ferrari difficilmente sarebbe arrivata quella vittoria dato che le Mercedes sul circuito di Marina Bay si è dimostrata inferiore per tutto il weekend.

Purtroppo la sfortuna Ferrari non si è conclusa lì a Singapore. Infatti in Malesia il fine settimana di gara era iniziato sotto i migliori auspici con Vettel e Raikkonen molto veloci nelle prove libere, sia sul giro secco, che sul passo gara, di gran lunga superiore a quello delle Mercedes. Poi dalle terze prove sono emersi i primi problemi per il tedesco, costretto a rientrare ai box in anticipo per riparare i problemi elettrici accusati alla power unit della sua Ferrari, quindi i meccanici hanno sostituito il motore. Durante la prima sessione di qualifica, Vettel è ritornato in pista solo per concludere il giro di installazione, perché poi ha accusato nuovamente problemi al compressore della sua vettura. Niente da fare, si parte dall’ultimo posto, mentre Raikkonen centra con l’altra SF70-H la seconda posizione in griglia a soli 45 millesimi di secondo da Hamilton, davanti alle Red Bull che hanno ben impressionato fin dalle prove libere. Anche in questo caso è stata sfortunata la Ferrari che avrebbe potuto tranquillamente partire in pole position, ma non finisce qui, dato che Raikkonen non riesce nemmeno a schierarsi sulla griglia di partenza che accusa nuovamente problemi, molto simili a quelli accusati da Vettel durante le qualifiche. Ferrari ricoverata ai box e ritiro inevitabile, mentre Sebastian rimonta posizione su posizione arrivando quarto ad un passo dal podio, occupato da Verstappen che vince davanti a Hamilton ed all’altro Red Bull Daniel Ricciardo. Ma il rammarico è ancora maggiore pensando al gran ritmo che aveva la Ferrari durante tutta la gara, costantemente la vettura più veloce in pista.
Un vero peccato, perché Raikkonen avrebbe potuto vincere il primo gran premio a distanza di 4 anni e mezzo (ultima vittoria in Australia nel 2013 quando ancora era pilota della Lotus) e rendere difficile la vita a Lewis.
Al termine della gara, incredibilmente, si chiude il weekend nero per la Ferrari: durante il giro d’onore Vettel viene tamponato da Lance Stroll, pilota della Williams, che gli distrugge la monoposto ed è costretto a rientrare ai box facendosi trasportare da Pascal Wehrlein tedesco della Sauber.

Insomma si può dire che la Ferrari dopo la sosta non ha goduto di una buona sorte dato che Monza, Singapore e Malesia sono stati tre gran premi davvero sfortunati che hanno facilitato il compito di Hamilton, il quale ora si trova con un margine di 34 punti su Vettel, che non arriva sul podio da ormai più di un mese, vedendo così il mondiale allontanarsi. Rimangono ancora 5 gare da sfruttare al massimo per mantenere aperto il discorso mondiale fino al termine del campionato. Certo farebbe comodo anche un po’ di fortuna per la scuderia di Maranello, però bisogna anche guardare avanti e pensare immediatamente alla prossima trasferta asiatica in Giappone del prossimo fine settimana, su una pista teoricamente favorevole alla Ferrari, ma attenzione alla Red Bull, dato che ha praticamente cambiato pelle da un mese a questa parte, e su un circuito come quello di Suzuka potrebbe trovare uno spazio da protagonista o, meglio, da arbitro nella lotta mondiale tra Hamilton e Vettel. E’ necessario anche ricordare che le rimonte sono sì difficili, ma non impossibili, ricordando l’ultimo mondiale piloti vinto dalla Ferrari proprio con Kimi Raikkonen, quando il pilota finlandese ha recuperato ben 20 punti nelle ultime gare proprio a Lewis Hamilton, quando allora la vittoria valeva solo 10 punti, nell’anno 2007.

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