F1 GP Monaco: il circuito di Montecarlo, presentazione del tracciato curva per curva

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

MONTE-CARLO, MONACO - MAY 28: Drivers round the hairpin during the Monaco Formula One Grand Prix at Circuit de Monaco on May 28, 2017 in Monte-Carlo, Monaco. (Photo by Shaun Botterill/Getty Images)

Il GP di Monaco è un circuito veramente speciale che si corre nella bella cittadina di Monte Carlo nel principato di Monaco, fu il pilota francese Louis Chiron (pilota tuttora più anziano a prendere parte ad un GP di formula 1), uno dei più grandi piloti dell’anteguerra monegasco, a disegnare il circuito di Montecarlo all’inizio del 1929 e proprio il 14 aprile di quell’anno si disputò la prima edizione della corsa, mentre per la prima gara ufficiale, valida per il campionato mondiale, si è dovuto aspettare il 21 maggio 1950.
La lunghezza del tracciato monegasco è di 3337 km per 78 giri complessivi per un totale di 260,286 km, il più corto della Formula 1 dove è stata fatta un’eccezione perchè per il regolamento FIA la distanza minima da coprire è di 300 km, ma il fascino e la storicità del circuito e della città monegasca hanno fatto chiudere un occhio alla federazione che ogni anno concede la deroga per il tracciato.
La particolarità è che essendo un circuito cittadino gli spazi sono ristretti e vedere i sorpassi che sono il sale di questo sport, è molto complicato e raro, tant’è che solo tre volte nella storia un pilota è riuscito a vincere partendo da una posizione in griglia più bassa della quinta, e capita spesso che il pilota che parte dal primo posto vince la corsa.

A differenza delle altre gare, in cui un pilota se sbaglia può recuperare terreno, a Monaco basta un piccolo errore per ritrovarti fuori; l’esempio più famoso fu quando il 15 maggio 1988 il grandissimo e compianto Ayrton Senna mentre stava dominando la gara con 50 secondi di vantaggio sul secondo, perse per un attimo la concentrazione e si andò a schiantare contro le barriere favorendo il suo compagno di scuderia Alan Prost che vinse la gara al posto suo; oppure quando il 19 maggio 1996  per le condizioni dell’asfalto estremamente bagnato e pericoloso, solo quattro piloti (di cui solo tre a pieni giri) riuscirono a finire la gara: Panis (unica vittoria nella sua carriera), Coulthard ed Herbert.

Questo circuito annovera la curva più lenta del mondiale, quella leggendaria a forma di ferro di cavallo della Vecchia Stazione, affrontata a circa 55 km/h; ma la caratteristica più particolare sono il nome delle curve del circuito (Mirabeau, Sainte Devote, Antony Noghes, Tabaccaio, Rascasse ecc.) che sono tra le più celebri al mondo che un appassionato di formula 1 non può non conoscere. Un’altra pecurialità, è che le prove libere 1 e 2 si corrono il giovedì invece che il venerdì come in tutti gli altri circuiti, questa unicità ha radici storiche da ricercare nel passato quando il giovedì del GP coincideva con la festa dell’Ascensione che consentiva di attirare più turisti nella cittadina monegasca. Ogni anno centomila spettatori circa si assiepano sugli  spalti per ammirare una corsa unica nel suo genere, senza dimenticare la famiglia Reale dei Grimaldi, principi nati con i rombi dei motori che ogni anno aprono le porte del loro regno alla Formula 1.

Purtroppo al circuito monegasco è legato anche un evento tragico: infatti il 7 maggio 1967 Lorenzo Bandini, uno dei migliori piloti italiani dell’epoca, perse la vita quando perse il controllo della sua Ferrari e andò a sbattere e la monoposto prese subito fuoco; il pilota italiano venne trasportato in ospedale in condizioni disperate e dopo tre giorni di agonia Bandini perse la vita e al suo funerale parteciparono centomila persone compreso il Papa dell’epoca Paolo VI che in una sua omelia lo ricordò con una frase carica di affetto.
Infine non si può non ricordare che Montecarlo essendo una città glamour ogni anno al GP ci sono personaggi famosi che per nulla al mondo si perderebbero la corsa: Cameron Diaz, Michael Douglas, David Hasselhoff, Antonio Banderas e Jude Law e tanti altri; inutile dire che i loro posti per assistere alla gara ovviamente sono esclusivi.

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