F1, il 2022 delle speranze e delle incertezze

Pubblicato il autore: Simone Pietro SF98 Segui

La stagione 2020 del Mondiale di F1 è giunta ormai a metà del percorso totale, ma già si guarda al futuro.

Mercedes domina, come ormai di consueto negli ultimi anni, senza lasciar spazio ad altre scuderia, lasciando pochi dubbi su quale sia il verdetto finale, ma la grossa novità, negativa ovviamente per tutti gli inseguitori, è il congelamento regolamentare, con il quale viene limitato in maniera quasi totale lo sviluppo in vista anche del 2021; è palese quindi che la Stella a Tre Punte ricoprirà un ruolo di dominatrice assoluta anche nella prossima annata, grazie al vantaggio tecnico di cui gode adesso, senza che nessuno possa concretamente provare a ricucire il gap, viste le misure regolamentari prese dalla Federazione per limitare i danni economici provocati dal Covid-19.

Il 2021 funge quindi da anno di transizione, con i team pienamente focalizzati sul 2022 e sulla tanto bramata rivoluzione regolamentare, la quale dovrebbe creare una nuova era per il Circus, consentendo molta più azione in pista e un livellamento delle prestazioni tra scuderie: secondo il CEO McLaren Zak Brown tra 2 anni molti più team potranno ambire alla vittoria, rendendo ogni gara spettacolare e incerta, aspetto che potrebbe comportare ad anni fantastici per la Formula 1.

La stessa Mercedes ha un futuro incerto nella categoria: il gruppo tedesco Daimler, padrone del marchio Mercedes-Benz, è completamente schiacciato dalla questione dieselgate, la quale comporta miliardi e miliardi di dollari di rimborso richiesti dai vari azionisti, e i dubbi sulla permanenza del team in Formula 1 continuano ad essere alimentati.

Altri non sembrano dare importanza a queste voci, come per esempio Jacques Villeneuve, il quale sostiene fermamente che il copione nel 2022 non cambierà, sottolinenando che il team di Brackley continuerà a ricoprire il ruolo di riferimento all’interno del Paddock.

Tante teorie, nessuna certezza, ma forse qualche indizio è possibile già interpretarlo: fa strano, ad esempio, che Lewis Hamilton e Toto Wolff non abbiano ancora rinnovato con il team campione in carica, forse proprio perché non ci sono certezze sul futuro della scuderia anglo-tedesca, la quale potrebbe essere addirittura acquisita completamente dallo sponsor Ineos (stando sempre ai rumors che girano ultimamente) e, qualche mese fa, lo stesso Toto Wolff decise di diventare azionista del team Aston Martin, attuale Racing Point, la quale cambierà denominazione la prossima stagione.

Sono segnali innocui e privi di significato?

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