F1, il congelamento regolamentare condanna Ferrari a un altro anno catastrofico?

Pubblicato il autore: Simone Pietro SF98 Segui

La stagione 2020 rappresenta un incubo terribile per tutto l’ambiente Ferrari. Mai e poi mai qualcuno avrebbe potuto prevedere un’annata così fallimentare per il Cavallino, incapace non solo di competere con le dirette rivali per il titolo iridato, ma anche contro le squadre di centro classifica. La SF1000 arranca sotto tutti i punti di vista, costringendo Lelcerc e Vettel a lottare contro le Alfa Romeo, le Haas e le Williams. L’auspicio per la Rossa è quello di concludere il prima possibile la stagione, rimanere concentrati e accantonare il prima possibile tale flagello, magari con l’intento di replicare la ripresa avuta nel 2015, dopo un 2014 sottotono e opaco. Ma c’è un grosso, enorme problema per gli uomini di Maranello: il congelamento regolamentare delle componenti delle monoposto.

Per ovviare alla grossa crisi economica causata dall’emergenza Covid-19, la F1 ha lavorato duramente per sostenere economicamente i team, rinviando al 2022 la rivoluzione tecnica e apportando il congelamento delle parti delle vetture, vale a dire bloccare lo sviluppo di specifici elementi presenti sulle auto del Circus. Tale operazione era stata avviata fin dal GP d’Austria, quando la Federazione congelò lo sviluppo di telaio, motore, cambio e impianto di raffreddamento. Nel mese di settembre la lista è stata ulteriormente allungata, aggiungendo il muso, la parte interna della scocca delle sospensioni, anteriori e posteriori, e l’impianto frenante, riguardante pinze, dischi e campana.

I team avevano tempo fino al 15 settembre per introdurre nuove parti senza infrangere i nuovi vincoli imposti, e qualcuno si è mosso alla svelta: per esempio, McLaren ha sperimentato un nuovo muso anteriore, in pieno stile Mercedes, durante le prove libere del Mugello. Al contrario, Ferrari sembra aver cambiato poco o nulla sulla SF1000, un aspetto notevolmente preoccupante: la vettura 2020 funge da base per quella 2021, e gli sviluppi per farla progredire sono limitati. Ogni team può sfruttare 2 gettoni chiamati token per apportare delle migliore sulle monoposto 2021 e ogni token consente di intervenire su un’area congelata dal regolamento.

Ma a Maranello i cambiamenti necessari non riguardano solo 2 aree, e la SF1000 potrà quindi essere migliorata, ma gran parte della monoposto rimarrà invariata e costituirà la struttura per quella del 2021. Si vocifera che già da parecchio tempo Ferrari stia sperimentando al banco di prova il motore per il prossimo anno, il quale sarebbe addirittura pronto e in grado di fornire tutti i cavalli persi quest’anno, ma non può essere testato sulla vettura 2020 per ovvie motivazioni regolamentari. In questo caso, quindi, in team di Mattia Binotto potrebbe risparmiare uno dei 2 token, il quale sarebbe stato necessario per intervenire sul propulsore poco competitivo del Cavallino, ma certo serve un miracolo, o un lavoro sbalorditivo dei tecnici Ferrari, affinché bastino solo due aree modificate per trasformare una monoposto disastrosa in una vettura competitiva, in grado di tener testa al resto della concorrenza.

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