Antonio Giovinazzi a SN: “Correre ad Imola è sempre speciale ma l’assenza dei tifosi si fa sentire. Kimi? Mi ha aiutato a crescere come pilota”

Pubblicato il autore: Nicolas.gullo Segui

antonio giovinazzi

Dal circuito di Imola, dove questo weekend si correrà il secondo gran premio del mondiale di Formula 1 2021, Antonio Giovinazzi ha rilasciato un’intervista esclusiva a SuperNews. Il pilota italiano si è soffermato sulle sensazioni pre qualifiche e pre gara che sta vivendo in queste ore, sottolineando la mancanza dei tifosi in occasioni come questa. Parole al miele anche per Kimi Raikkonen, suo compagno di squadra per la terza stagione consecutiva.

Questo weekend si corre a Imola, un circuito storico per gli amanti della Formula 1. Che cosa prova un pilota italiano quando corre su un circuito di casa?
Correre in Italia è sempre un’emozione speciale, in particolare quando lo si fa in un posto come Imola che, come Monza, è uno dei tempi sacri dell’automobilismo. Il primo giro è sempre una cosa speciale, e il cuore batte un poco più forte. In macchina, alla fine, un pilota si deve sempre concentrare al massimo e dare il meglio in qualsiasi occasione, ma quando esco dall’abitacolo è sempre bello sapere che sto correndo in casa.

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Il COVID-19 ci sta tenendo lontani dai circuiti, che effetto fa per un pilota non vedere il pubblico e non sentire le urla dei tifosi?
Il pubblico manca, soprattutto quando si corre in Italia. Vedere la gente sugli spalti, con le bandiere e gli striscioni, sentire le urla di incitamento, sono tutte cose che mancano tantissimo. Nonostante il rumore del motore e la concentrazione, noi piloti ci rendiamo conto dei tifosi e vedere le tribune vuote è una tristezza: tuttavia, facciamo il possibile per creare un bello spettacolo per tutti quelli che guardano da casa.

Circa 15 anni fa, muovevi i primi passi nel mondo dei motori con i go kart. Se ripensi a quei momenti avresti mai pensato di arrivare in Formula 1 e di correre per un marchio storico come l’Alfa Romeo?
Il sogno della Formula Uno c’è sempre stato, fin da piccolo, ma sono sempre stato conscio di quanto difficile sia per tutti la scalata. Ora sono all’inizio della mia terza stagione completa, in una scuderia con un nome storico come l’Alfa Romeo, ed è una sensazione fantastica: voglio essere in grado, quest’anno, di raggiungere dei risultati importanti insieme alla squadra.

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Raikkonen è il pilota più esperto del mondiale, cosa stai imparando da lui?
Kimi è un ottimo compagno di squadra: in questi anni, è sempre stato aperto e disponibile con me e ciò mi ha aiutato a crescere come pilota. Ci conoscevamo già dai tempi della Ferrari e forse questo ci ha aiutato. Lavoriamo bene insieme per fare crescere la squadra.

Ci sono molti bambini e ragazzi italiani che ti seguono ogni domenica in tv, e molti di loro sognano di diventare come te. C’è un consiglio o una frase che vorresti dedicare a questi sognatori?
Non c’è un segreto per diventare piloti di Formula Uno, ma come per tutte le altre professioni, la passione e il lavoro duro sono necessari per raggiungerei propri obiettivi. Spero tanto che uno dei bambini che guarderà la gara di domenica in tv possa diventare il prossimo alfiere italiano in Formula Uno.

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