MotoGP, Austria: Le Pagelle

Pubblicato il autore: Mirko Pellecchia Segui

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Si è interrotto finalmente il digiuno che durava ormai da quasi sei anni.

La Ducati è riuscita a risalire sul gradino più alto del podio con Andrea Iannone al termine di un weekend perfetto che ha visto le rosse dominare ogni singolo turno di prove grazie anche all’altra super prestazione di Dovizioso, secondo.

Chiude il podio un Lorenzo che riscatta le ultime gare buie mentre Rossi rimane con le mani in mano dopo essere stato annunciato come grande protagonista.

 

ANDREA IANNONE 10 e lode: Alla fine ce l’ha fatta. Dopo aver buttato via due vittorie quanto mai vicine come quelle del Qatar e di Les Mans, the Maniac centra il bersaglio grosso portandosi a casa tutto quello che poteva: pole,giro veloce e vittoria mettendosi dietro il confermato compagno di squadra.

Riesce così a mettere una pezza enorme sui (tanti) danni fatti quest’anno dimostrando che, ancor prima dell’arrivo di Lorenzo, la moto è già competitiva.

 

ANDREA DOVIZIOSO 9 1/2: Probabilmente l’avrebbe meritata lui questa prima vittoria post-Stoner vista la grande mole di lavoro svolta in questi ultimi quattro anni nel dopo Rossi ma alla fine si deve accontentare del secondo posto.

Tuttavia se si guarda il bicchiere mezzo pieno si tratta del secondo podio consecutivo oltre alla consapevolezza che, nonostante la scelta di gomma non azzeccata, la Ducati da lui sviluppata è una moto vincente.

 

JORGE LORENZO 8: In una giornata storica come questa passa in secondo piano il riscatto del pilota di Maiorca. Dopo le ultime disastrose uscite ed un weekend non vissuto di certo nei piani alti, sfodera una grandissima prestazione che lo porta a soli 3.5 secondi di missili rossi riuscendo , oltre a mettersi dietro Valentino Rossi, a recupare anche 11 punti a Marquez in campionato.

Certo, in ottica mondiale cambia ben poco, ma serviva una performance di questo livello.

 

VALENTINO ROSSI 7- : Per come arrivava alla gara è stato di sicuro il più deludente. Sembrava essere l’unico capace di contrastare il dominio delle moto bolognesi ma alla fine, oltre a qualche timido attacco ad inizio gara, non è mai stato nelle condizioni di provare a superare Jorge Lorenzo per il gradino più basso del podio. A questo si aggiunge l’aver perso altri punti proprio nei confronti del compagno che lo precede in classifica. Dopo le ultime tre gare, dove ha totalizzato solo 21 punti, ha bisogno di una boccata d’aria. E quale pista migliore se non la storica Brno…

 

MARC MARQUEZ 7: Come se non bastasse il fatto di essere l’unico, insieme a Pedrosa, a non aver effettutato i test sul RedBull Ring, a questo si aggiunge una lussazione della spalla durante le prove del sabato. Nonostante ciò limita alla grande i danni chiudendo alle spalle dei diretti insigeuitori.

In Austria sono venuti fuori di nuovo tutti i limiti della Honda ma il solco scavato sembra essere lo stesso abbastanza grande.

MAVERICK VINALES 6 1/2: Certo, quello di Spielberg è tutt’altro che un circuito favorevole alla Suzuki ma da lui ci si aspettava di più. I leitmotiv continua ad essere lo stesso ovvero alternare a buone prove delle gare incosistenti. Potrebbe raccogliere molto di più…

 

DANI PEDROSA 6 1/2: La frase “Pedrosa è il vero specchio della Honda” oggi è vera come non mai. Fatica durante tutto il fine settimana con una moto che non vuole proprio saperne di andare nelle curve veloci austriache ma alla fine in gara viene fuori e porta a casa un settimo posto non lontano dai piloti che lo precedono.

SCOTT REDDING 7: Le Ducati ufficiali non sono le uniche ad andar forte a Spielberg. Dopo essersi qualificato come miglior pilota satellite, porta  a casa questo risultato anche in gara chiudendo all’ottavo posto vincendo la bagarre finale con le due Yamaha Tech 3.

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