I mondiali di nuoto giovanili all’insegna dei fenomeni a stelle e strisce

Pubblicato il autore: daniele conti Segui


Che il movimento americano fosse quello più prolifico riguardo alle discipline acquatiche da piscina lo si sapeva da parecchio, ma i mondiali di nuoto giovanili 2019 tenutisi a Budapest lo hanno confermato in modo schiacciante. Gli Stati Uniti hanno dominato la manifestazione portando a casa 37 medaglie, quasi il doppio delle 22 della Russia giunta alle loro spalle.

Il dominio degli Stati Uniti in Ungheria

La scena è stata presa quasi totalmente dalle due stelline emergenti degli States: Luca Urlando con 5 ori tra gli uomini, e Gretchen Walsh con 6 ori tra le donne. A completare il trionfo a stelle e strisce il dominio in quasi tutte le staffette, con la sola 4×100 misti maschile che è andata ai russi, con gli statunitensi secondi. Parliamo dunque di 8 medaglie d’oro sulle 9 a disposizione. Facendo un mero calcolo matematico è facile capire che i 18 ori americani sono valsi il 33% del totale, così come le 37 medagli circa il 30% di quelle complessive nell’intera manifestazione.

Il bilancio italiano sorride in vista del futuro

Grazie a 12 medaglie di cui 3 ori, 2 argenti e 7 bronzi, l’Italia esce a testa alta da questi mondiali di nuoto giovanili 2019. La parte del leone l’hanno fatta senza dubbio Thomas Ceccon e Benedetta Pilato, quest’ultima reduce anche dalle medaglie nei mondiali senior in Corea. Fa impressione parlare di nuoto dei grandi per una quindicenne che ha stupito il mondo meno di un mese fa. La ranista ha partecipato solo ai 50m vincendoli sull’inglese Van der Merwe e sull’americana Dobler.

I segnali incoraggianti sono stati tanti altri però, e ben spalmati tra quasi tutte le discipline natatorie. Se Ceccon ha brillato nel dorso e nella farfalla, in quest’ultimo stile è stato ben affiancato da Federico Burdisso, argento nei 100 e bronzo nei 200. Il duo maschile ha trascinato alla medaglia anche la staffetta 4×100 stile libero, con un terzo posto davvero insperato alla vigilia.

Tra le fanciulle l’exploit di Giulia Salin, bronzo negli 800 e argento nei 1500 stile, conferma l’ottimo trend del movimento azzurro nelle lunghe distanze, considerando quanto la Quadarella sia dominante nel panorama dei grandi. Infine una menzione per il metallo individuale la merita anche Erika Gaetani che ha fatto bronzo nei 200 dorso.

  •   
  •  
  •  
  •