Superlega volley, i top e i flop di gara 2 delle semifinali

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui


Gara due delle semifinali di playoff Superlega volley non ha tradito le attese. Le sfide sono tornate in parità, sull’1-1 e da notare c’è anche il fattore casa che finora si è rivelato determinante: infatti nelle quattro gare giocate nelle semifinali ha sempre vinto quella che si trovava in casa. Ma ecco i migliori e i peggiori del fine settimana.

Superlega volley, top di gara 2 delle semifinali playoff

  1. Aleksandar Atanasijevic: a inizio partita, Marco Fantasia, il commentatore di Rai sport ipotizzava che lo scarso coinvolgimento da parte di De Cecco dell’opposto serbo all’azione d’attacco era al fine di risparmiarlo in vista dei momenti caldi del set. Ed è stato profetico. Quando le palle sono state pesanti, lui le ha messe a terra. Nel primo set è stato determinante nella rimonta di Perugia con i suoi attacchi al fulmicotone. E poi è stato infallibile anche negli altri parziali chiudendo con 22 punti e il 58% di efficacia. Nella sua partita ci sono anche 3 muri vincenti; manca l’acuto in battuta, è vero, ma per questa volta Bernardi e i tifosi si possono accontentare.
  2. Mladen Petric: l’orgoglio del capitano. Probabilmente la migliore partita in stagione del martello di Modena. Nel primo set è quasi eroico nel tentativo, anche se alla fine inutile, di strappare break alla Lube con attacchi a segno da tutte le posizioni. Nel secondo invece trascina tutti i compagni e la partita cambia volto. Sedici punti totali per lui, ma soprattutto ben 7 break point(solo Ngapeth ne ha fatti di più): segno che quando bisogna essere decisivi, la tempra del capitano c’è. A stupire però sono stati i colpi che i freddi dati della statistica non raccontano. Petric ha spesso attaccato e bene delle palle staccate, larghe, frutto di azioni di difesa disperate. E lui le ha trasformate tutte in oro.
  3. Maxwell Holt: ha da poco compiuto trent’anni, e di lui si conosce la passione per l’Italia e per la chitarra. Quello che continua a sorprendere è la sua lettura di gioco. Ben cinque muri per lui(replicata gara 1 di Civitanova)e un messaggio per gli attaccanti avversari: con una contraerea così, è difficile passare. In più Orduna, doverosa menzione per lui, lo chiama spesso in causa con i tempi giusti. E così alla fine i punti sono 13, frutto anche di un ace(su Grebennikov, uno che non li prende così facilmente). Trascinatore anche lui.
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Superlega volley, flop di gara 2 delle semifinali playoff

  1. Micah Christenson: male domenica il giovane palleggiatore della Lube. Eppure lo statunitense era partito bene con un gran turno di battuta all’inizio. Poi dopo il gran primo set si perde e sbaglia molti palloni. Errori brutti da vedere e inusuali per un alzatore della sua qualità. Gli vengono fischiati dei falli in palleggio e addirittura in un’occasione si intende male con Juantorena che era partito troppo velocemente. Presto non si rialza più e anche il suo apporto in battuta diminuisce di efficacia. Una serata storta.
  2. Osmany Juantorena: partita no anche per il martello italo-cubano. Anche nel set vinto all’inizio la scena gli viene rubata da Jiri Kovar decisamente più efficace in attacco. Poi nel secondo set dopo una schiacciata litiga a distanza con Ngapeth e da lì perde la concentrazione. Infatti lo score finale di 9 punti in 4 set è uno dei peggiori stagionali. I soli 7 punti in attacco con il 37% sono numeri non da lui. Alla fine è forse stato il protagonista che più è mancato ai cucinieri per poter allungare nella serie.
  3. Tine Urnaut: nominato MVP del match di gara 1, sabato non ripete la prova del Palaolimpia. Non entra bene in campo dall’inizio, mostre grandi difficoltà in ricezione e anche in attacco non si fa sentire come dovrebbe. Raccoglie un misero 36% di efficacia e un 13% di ricezioni perfette: troppo poco per lo sloveno. La pressione del Palaevangelisti si è fatta sentire e lui ha ceduto. Forse la presenza di Antonov gli avrebbe giovato perché avrebbe dato la possibilità a Lorenzetti di farlo rifiatare con più tranquillità. Ma è inutile piangere sul latte versato; bisogna subito pensare ai prossimi impegni di campionato e CEV cup
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