I nuovi nostri: Taylor Sander, esperienza e potenza al servizio della Lube

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

Ricezione di Taylor Sander(fonte foto: sito FIVB World League)

Il miglior ritratto di Taylor Sander lo ha fornito forse Gianlorenzo Blengini, che, tra parentesi, sarà il suo prossimo allenatore, durante un time out del match di World League a Pau tra l’Italvolley e gli Stati Uniti. Il c.t., infatti, raccomandava ai battitori di evitare tassativamente la zona Sander dai nove metri perché “ha comunque esperienza e se la cava in un modo o nell’altro”. Ecco, esattamente: Taylor Sander in un modo o nell’altro se la cava sempre. E a 25 anni, compiuti a marzo, l’esperienza internazionale non gli manca di certo. Cresciuto in patria, ed entrato nel giro della pallavolo con la squadra della sua università, la Brigham Young University, Sander sbarca successivamente proprio nel bel paese dove veste per un biennio la maglia della Blu volley Verona. In veneto vince anche una Challenge cup venendo premiato come MVP della competizione, prima di andare a esplorare il continente asiatico. Va in Cina, al Beijing, dove rimane solo una stagione raggiungendo le finali scudetto. Terminato il campionato firma con l’Al Arabi, squadra qatariota con la quale arricchisce il suo palmares con la Qatar cup (e in finale è protagonista con 21 punti complessivi). Quindi la decisione di tornare nello stivale italico, ma questa volta un po’ più a sud di Verona: si è fermato infatti a Civitanova nelle Marche dove vestirà la maglia della Lube.

Leggi anche:  Allianz Powervolley Milano: il post Cisterna secondo Sbertoli ed Ishikawa

I suoi nuovi tifosi lo hanno però già potuto vedere all’opera con la maglia della sua nazionale nell’ultima World League nella quale è arrivato al quarto posto dopo l’approdo alle final six di Curitiba in Brasile. Con gli USA ha già peraltro conquistato, da protagonista, un bronzo nelle Olimpiadi dello scorso anno a Rio, un bronzo nella World League del 2015 e soprattutto un oro a Firenze, sempre alla World League, del 2014. In una squadra più giovane rispetto a quella medagliata ai giochi olimpici, e senza Holt e Anderson lasciati a casa, Sander si è preso sulle spalle ancora più responsabilità trascinando i suoi compagni a risultati veramente inaspettati. A parte il primo weekend delle pool(nel quale gli USA hanno raccolto ben 3 sconfitte), i suoi numeri sono sempre stati di alto livello. A cominciare proprio dalla sfida con l’Italia nel già citato weekend di Pau(nel secco 3-0 inflitto ai nostri dagli statunitensi). Ma il suo apporto è stato particolarmente decisivo nelle fasi finali della competizione. Lì le sue capacità hanno avuto la possibilità di mostrarsi appieno. Lì la sua personalità è stata determinante ai fini del risultato. Decisivo nel 3-2 alla Serbia, che ha consentito agli USA di andare alle semifinali, ha fatto 22 punti con percentuali in attacco superiori al 60%; ha tenuto inoltre su la squadra anche contro il Brasile(con 20 punti e un’efficacia intorno al 60% ancora), dove però è stato accompagnato poco dai suoi compagni. Sander non ha mai paura di attaccare. La sua altezza è leggermente inferiore alla media, ma ripara con una lettura di gioco notevole che gli consente di evitare il muro avversario. Non è un caso che Micah Christenson gli abbia dato tutte le palle decisive nel corso dei set. Proprio il palleggiatore un anno più giovane lo ritroverà nella sua avventura alla Lube. Dove la concorrenza sarà folta e di livello. Al momento attuale il parco martelli è di qualità eccelsa. Se sta bene, un posto assicurato lo ha Osmany Juantorena; in diagonale con lui il ballottaggio Kovar-Sander che Blengini dovrà districare ogni fine settimana. Ma avercene di questi dilemmi…

  •   
  •  
  •  
  •