Superlega volley, in Trento-Lube è un monologo marchigiano

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

Fonte foto: sito ufficiale Lega volley

Tanti i temi che Trento-Lube, piatto forte della quinta giornata di ritorno di Superlega, toccava e poteva aiutare a dipanare. La Lube che aveva bisogno di vincere per rimanere agganciata a Perugia(vincente ieri sera contro Monza), la Diatec alla prova di maturità dopo l’ultimo filotto di vittorie e la capacità di tenere alto il livello del gioco, da entrambe le parti, nonostante acciacchi e infortuni vari. Medei rinuncia ancora a Sander titolare, ma schiera Juantorena, seppur non al meglio, mentre Lorenzetti deve fare a meno di De Pandis, sostituito da Chiappa, mentre ci sono in campo Vettori e Kovacevic.

Trento-Lube, la partita

Il racconto del primo set è molto semplice. La Lube, dopo alcuni scambi piuttosto equilibrati, nei quali comunque i marchigiani sembrano in controllo della gara, prende il largo con i turni al servizio prima di Cester e poi di Christenson. Il centrale prende di mira la zona di conflitto tra Kovacevic e Chiappa, rendendo a Giannelli difficile il compito di organizzare l’attacco, mentre il palleggiatore tira forte a tutto campo con i medesimi risultati. Tra ace, e soprattutto muri(a fine set saranno ben 6), in pochi minuti gli ospiti doppiano i padroni di casa, portando alla fine a casa il parziale con il clamoroso parziale di 13-25.
L’inizio di secondo set dà però più fiducia alla Diatec con Eder che comincia con un muro e Vettori che mette a terra un pallone molto difficile. E i buoni segnali vengono confermati da una ricezione che migliora e con essa il cambio palla. Kovacevic diventa lo schiacciatore preferito da Giannelli che a lui affida anche i punti per scappare sul +4 a metà set. La Lube, però, rientra in partita ancora con il muro e soprattutto un Sokolov che sbaglia pochissimi attacchi. E, al momento decisivo, passa avanti, vincendo il parziale ai vantaggi.
L’inizio del terzo set è simile a quello del set precedente con i padroni di casa bravi a portarsi subito in vantaggio. Eder con un ace rinvigorisce la spinta dei suoi e Kovacevic dà fiducia con i suoi colpi. La battuta flottante di Cester mette sempre in difficoltà la ricezione avversaria, ma nella Lube calano le prestazioni di Kovar, Stankovic e Grebennikov(i primi due sostituiti da Sander e Candellaro). Dalla parte di Trento, invece, entra con buon profitto Kozamernik che, al posto di Zingel, attacca e mura. Importantissimo quello che chiude il set sul pallonetto di Sander.
Ma nel quarto set la Lube entra in campo per vincere, senza prolungare oltre la partita. E lo fa con grandissima autorità. Muro e battuta sono ancora gli ingredienti preferiti della squadra di Medei che mettono alla frusta gli avversari dai nove metri. Sokolov e Juantorena colpiscono duro, così come Cester, mentre Christenson continua la serata perfetta in regia. Il distacco si fa subito importante e la Diatec non dà mai l’impressione di poter rimontare. E così il parziale viene chiuso da Kovar con un pipe molto potente.
La Lube si conferma al secondo posto, a solo un punto da Perugia, mentre Trento mantiene la quinta piazza e solo la sconfitta di Verona evita che il quarto posto si allontani.

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Trento-Lube, la capacità di adattarsi

La pallavolo è uno sport di situazioni nel quale vince chi riesce ad adattarsi meglio a ciò che accade in campo. Più il livello è alto e più la capacità decisionale deve crescere di livello e di velocità insieme con la tecnica, sempre e comunque indispensabile. La grande forza della Lube sta proprio qua. Oltre ad avere una squadra composta da giocatori di indiscusso valore, ha atleti capaci di scegliere il colpo, la posizione o la soluzione migliore, nel momento giusto. Grebennikov ha avuto un posizionamento quasi sempre perfetto, Sokolov è stato straordinario nell’alternare schiacciate potenti a morbide carezze e Christenson è stato abile a giocare col muro avversario, nascondendo la palla per farla apparire precisa, davanti all’attaccante migliore. Perché le grandi partite si vincono soprattutto con la testa

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Trento-Lube, mancanza di alternative

Discorso collegato a quello sopra bisogna fare per Trento. La squadra di Lorenzetti ha sofferto in ogni fondamentale e non è riuscita a trovare le soluzioni per uscire dai momenti difficili. Al netto di una ricezione in difficoltà per tutto il corso della partita, si è notato come il gioco della Diatec abbia poche soluzioni sul cambio palla. Anche nei momenti maggiormente positivi del secondo e terzo set, infatti, Giannelli si è affidato prevalentemente in banda per cercare il cambio-palla. Kovacevic e Lanza hanno tenuto alto il livello dell’attacco finché hanno potuto. Ma le difficoltà sorgono ancora con Vettori e con un gioco al centro che ha visto un buon Eder, ma un impalpabile Zingel(che ha chiuso con soli 2 punti).

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