Volley, coppa Italia: Trento-Perugia, le pagelle del match

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

Trento-Perugia, le pagelle della Diatec Trentino

Simone Giannelli 5,5: i suoi compagni non lo aiutano di certo con ricezioni difficoltose e che lo costringono a correre su e giù per il campo da gioco. Lui si impegna e prova a variare il più possibile la distribuzione, ma alla fine è costretto ad affidarsi spesso alle bande con Kovacevic che è l’unico a reggere i ritmi chiesti dalla gara(e, ma solo nella seconda parte del terzo set, anche Vettori). Ci sono però anche delle gravi sbavature ed errori di comunicazione con i suoi compagni in alcune occasioni che hanno pregiudicato talvolta le azioni d’attacco.
Luca Vettori 5: inizio in piena difficoltà e finale in crescendo per l’opposto italiano che comincia decisamente male la gara non riuscendo a scalfire il sistema di muro e difesa avversario(e le 5 murate subite lo dimostrano). Lorenzetti, come spesso accade, è costretto anche a farlo uscire per inserire Hoag. Si riprende solamente nel terzo set quando alza le sue percentuali in attacco. Ma è troppo tardi per dare una speranza alla Diatec.
Filippo Lanza 5: il capitano di Trento è forse la persona che è più mancata all’interno del match. Il trascinatore della Diatec, anche nei momenti più complicati, non è stato lo stesso. Anche dai 9 metri, una delle sue specialità, è poco aggressivo e sbaglia ben 3 battute su 6 non mettendo mai in vera crisi la ricezione della Sir. In attacco riesce a trovare i suoi adorati tocchi del muro ma, in diverse occasioni, si dimostra impreciso e poco in partita.
Uros Kovacevic 6,5: il martello serbo ha rappresentato la speranza della Diatec di strappare almeno un set alla forza d’urto perugina. Kovacevic si è rivelato il migliore del campo trentino con i suoi attacchi e la sua cattiveria agonistica. A un certo punto della partita Giannelli si è affidato solamente a lui per riuscire ad avere un cambio palla pulito e sicuro. Una certezza per Lorenzetti. Una delle poche, al momento.
Eder Carbonera 6: sotto tono rispetto al solito il centrale brasiliano che però dà il suo contributo. Non viene servito molto in attacco(solo 5 palloni per lui) per via di una ricezione traballante, e a muro dovrebbe essere più reattivo, ma suona la carica nel secondo set aprendo il parziale con ben 2 ace. Non seguito, però, dai compagni.
Jan Kozamernik 5,5; Lorenzetti sceglie il centrale sloveno e la scelta lo ripaga solo in parte. Giannelli lo serve(4 punti in primo tempo), ma a muro non legge mai le traiettorie degli attaccanti perugini.
Adam Zingel 5: entra in partita in alcuni momenti per Kozamernik, ma è completamente impalpabile. Non si vede né in attacco né a muro e il suo tabellino è sconsolatamente vuoto. Dove è finito quel bel centrale solido ammirato a Verona?
Matteo Chiappa 5,5: sostituire De Pandis non è un compito facile, soprattutto in partite così difficili. Chiappa ci mette molta buona volontà e, all’inizio, regge bene sia in ricezione sia, a volte, in difesa. Poi cala alla distanza e si spegne nel grigiore generale: ma non era certo lui a dover suonare la carica.
Nicholas Hoag 5: in campo come prima riserva(sia come opposto, sia come martello) non riesce a dare il suo contributo in set ormai compromessi. Solo 2 punti per lui con un efficacia offensiva del 17%: decisamente troppo poco.

Trento-Perugia, le pagelle della Sir Safety Perugia

Luciano De Cecco 7: il regista argentino si conferma uno dei palleggiatori più intelligenti e abili della Superlega. Al netto di un paio di errori di concetto nel primo set(che costringono Atanasijevic a mandare la palla oltre la rete in palleggio), è sempre inappuntabile nelle scelte e nelle misure. Capisce il momento di ognuno dei suoi attaccanti e concede attacchi solo se hanno il braccio caldo. E, in più, si sacrifica in difesa con dei tuffi da vero libero.
Aleksandar Atanasijevic 7,5: l’opposto serbo si accende lentamente ma, quando parte, non lo ferma più nessuno. Chiude la gara con 16 punti e il 57% di efficacia, una percentuale che si alza nel terzo set quando De Cecco lo chiama spesso in causa per pulire il cambio palla e guadagnare dei break point. E poi sfodera una schiacciata nei due metri dopo un’azione esaltante che infiamma squadra e tifoseria
Ivan Zaytsev 8: lo Zar è il migliore in campo per presenza, continuità e potenza. Lo si trova dappertutto, fa tutto e lo fa alla perfezione. Da obbiettivo preferito della battuta avversaria si difende benissimo con ricezioni in gran parte positive se non perfette(58% di positività, il migliore dei suoi), dai nove metri sfodera la potenza del suo braccio e, quando chiamato in causa, non sbaglia in attacco. In un primo momento il suo terreno di caccia preferito sono le pipe, poi De Cecco lo cerca anche in prima linea. E risponde presente.
Aaron Russell 7: Ottima partita anche per il martello statunitense che, però, cala alla distanza. All’inizio è l’attaccante più caldo e risponde presente, ma poi si rilassa abbassando il livello dei suoi colpi. I 9 punti finali sono un bottino in particolare dei primi 2 set. Nel terzo viene letteralmente trascinato dai compagni che strapazzano Trento.
Marko Podrascanin 7,5: partita di estrema sostanza per il centrale serbo che concede pochissimo agli avversari. Uno dei segreti della vittoria di Perugia è stato il muro che, toccando quasi tutti gli attacchi trentini, ha reso possibili molte difese. E Podrascanin ha comandato questo muro dall’alto della sua esperienza. Il punto della vittoria, poi, è emblematico della sua bravura anche in attacco, un fondamentale in cui non è mai mancato nel corso del match.
Simone Anzani 6,5: si nota di meno il centrale italiano, ma non è meno importante. Nel terzo set con 3 muri ravvicinati ferma il ritorno di Trento, frustrandone i tentativi di prolungare la partita. Da non sottovalutare, poi, la battuta che, pur in salto float, ha messo in gran difficoltà la ricezione avversaria.
Max Colaci 7: ancora una volta quando vede la sua ex squadra Colaci si scatena. Grande prestazione per il libero italiano che vola dove può in ogni zona del campo. In seconda linea è sempre più una certezza. Molte azioni di contrattacco della Sir partono proprio dalle sue difese o coperture, alcune veramente di puro istinto.
James Shaw e Alexander Berger s.v.: entrano in scampoli di set contribuendo al trionfo finale.

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