Volley Bergamo, siamo ai titoli di coda?

Pubblicato il autore: Damir Cesarec Segui


Salvo clamorosi ribaltoni dell’ultima ora, il mondo della pallavolo sta per perdere una realtà che ha fatto la storia del movimento sottorete italiano e internazionale, la Foppapedretti Bergamo. Al termine della scorsa stagione il presidente della società orobica Luciano Bonetti aveva annunciato il suo addio al volley alla fine del campionato in corso, dando così tutto il tempo necessario a chi volesse subentrare di rilevare la Foppa. A distanza di dieci mesi però nessuno si è fatto avanti e Bonetti ha quindi deciso di accelerare i tempi e di mettere la parola fine a un’avventura iniziata nell’ormai lontano 1991 e che in 27 anni di storia ha portato in bacheca la bellezza di 30 trofei: 8 scudetti, 7 Champions League, 6 Coppe Italia, 6 Supercoppe italiane, 2 Coppe di Lega Serie B e 1 Coppa Cev.

“Chi vuole la Foppapedretti ha 10/15 giorni di tempo, dopodiché dovrò avviare il processo di chiusura del Volley Bergamo – queste le amare parole del presidente, ospite della trasmissione “Sottorete con la Foppapedretti” andata in onda giovedì scorso su Bergamo Tv -. I tempi sono questi, devono essere questi: per una questione di correttezza, sia nei confronti del personale che lavora nella società che verso le giocatrici. Qui si sta parlando di lavoro, tutti hanno il diritto di potersi guardare attorno”.

Già a partire dalla stagione 2012/13 Bonetti si era detto disposto di farsi da parte nel caso qualcuno avesse presentato un progetto concreto. Nessuno però ha bussato alla porta forse anche a causa di una certa “ingombranza” del marchio Foppapedretti.
“Anche con un nuovo sponsor – prosegue il dirigente bergamasco – per i tifosi e gli appassionati di volley questa squadra continuerà a essere la ‘Foppa’. Ci vorrebbero infatti un anno o due per abituarsi alla nuova denominazione”.

L’Atalanta alla finestra?

Negli ultimi giorni però alcuni rumors stanno ipotizzando un presunto interessamento da parte del presidente dell’Atalanta Antonio Percassi. Una possibilità peraltro nemmeno tanto remota visto che già due anni fa il numero uno atalantino, grazie alla mediazione del sindaco di Bergamo Giorgio Gori, affiancò la famiglia Foppapedretti in qualità co-sponsor e non a caso in quell’annata la Foppa alzò al cielo il suo ultimo trofeo, la Coppa Italia. Il tempo tuttavia stringe.
“Non è cambiato quasi niente – confessa Bonetti -. Qualcuno che ha chiesto informazioni c’è stato, ma nessuno si è fatto avanti con un progetto serio. Mi chiedo: ma come si fa a perdere un’occasione del genere? La squadra dà notorietà all’azienda che le fornisce il nome e come è successo a noi può succedere anche ad altri. Oltretutto chi subentra ha il vantaggio di non avere alcuna pressione perché eredita una squadra non più vincente come una volta”.

Ma quanto serve per rilevare la società?
“Per la società non c’è bisogno di sborsare nulla, semplicemente bisogna trovare 600/700 mila euro di sponsor e poi tocca ai nuovi proprietari decidere quanto investire per essere vincenti. Questa squadra è un progetto per la città, a noi non cambia nulla in termini economici perché quello che avevamo da dare per questa avventura è già stato dato e io non sono uno che torna sui suoi passi. Mi auguro che la favola continui. Ripeto, non per noi, per Bergamo” – ha concluso il presidente Luciano Bonetti.

Insomma, siamo ai titoli di coda di una società che ha scritto pagine indimenticabili della pallavolo italiana e internazionale. E dispiace in particolare per i tifosi, la Nobiltà Rossoblù, sempre corretti, mai pretenziosi e soprattutto sempre vicini alla società anche in questi momenti difficili.
Laddove in tanti vedono il buio, noi vediamo la luce“, recitava uno striscione apparso alcune domeniche fa sugli spalti del PalaNorda. E chissà se il prossimo ottobre lo storico palazzetto di Piazzale Tiraboschi tornerà nuovamente a illuminarsi e ad accogliere le sue stelle.

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