Volley, Superlega: Perugia-Civitanova, il trionfo della Sir in gara 5

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

È arrivato finalmente il tanto sospirato scudetto per la Sir Safety Perugia. Dopo due tentativi andati a vuoto in finale, il PalaEvangelisti non tradisce in gara 5 e consegna lo scudetto ai suoi beniamini autori di una stagione da incorniciare. E dalla parte degli sconfitti ci va la Lube Civitanova come già accaduto nella finale di Supercoppa italiana e di coppa Italia.

Perugia-Civitanova, la battuta che sposta gli equilibri

La battuta è l’unico fondamentale che non è direttamente influenzato dall’avversario. E quindi è importante battere bene, forte e preciso per impedire una costruzione ottimale dall’altra parte della rete. Si è visto ieri come una buona battuta abbia spostato gli equilibri dalla parte della Sir. I numeri in questo senso sono indicativi: ben 8 ace per i padroni di casa, appena la metà per i cucinieri(che di servizi ne hanno sbagliati ben 16, solamente 10 quelli sbagliati da Perugia). In particolare è stato Sokolov ad avere le polveri bagnate dai 9 metri(5 battute a rete o fuori): da un giocatore che fa di questo fondamentale un suo punto di forza ci si aspettava ben altro. Un apporto ben più considerevole che ha trovato la Sir che al servizio ha fatto male con ben 6 giocatori(anche in salto float) e che ha messo in difficoltà la ricezione della Lube spesso e volentieri(ospiti che hanno chiuso la gara con il 32% di ricezioni positive). Inoltre la battuta è stata fondamentale dal punto di vista psicologico perché molti ace sono arrivati in fase di rimonta e hanno spezzato le gambe agli avversari. Come il doppio ace di Russell nel momento chiave del secondo set, quello che ha fatto forse girare definitivamente la gara in favore di Perugia.

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Perugia-Civitanova, errori non da Lube

Ha però sorpreso in negativo la Lube. Una squadra che, tra l’anno scorso e questa stagione, avvea sempre fatto vedere una grande forza mentale, capace di farla resistere alle più forti pressioni. Ieri pomeriggio, però, nella boglia del PalaEvangelisti, le certezze di Christenson e compagni si sono progressivamente sgretolate. Civitanova si è improvvisamente scoperta poco cinica e imprecisa. In una gara così equilibrata e giocata punto a punto è un delitto sciupare anche solo un buon contrattacco per recuperare o conquistare un break. Eppure non si contano le occasioni nelle quali la Lube non ha avuto il classico piglio che l’ha contraddistinta di recente. In più ci sono state almeno due occasioni in cui un malinteso tra palleggiatore e il suo attaccante(una volta Cester e un’altra volta capitan Stankovic) ha causato un punto perso in maniera veramente banale. Errori non da Lube, almeno per come eravamo abituati a vederla ed errori non da Juantorena che, partito molto bene nel primo set, è calato alla distanza perdendo in precisione offensiva e sicurezza difensiva(alla fine solo 10 punti con il 47%).
E ora spazio alle final four di Champions League che chiuderanno la stagione per club e nelle quali saranno ancora impegnate Perugia e  Civitanova a dimostrazione di una stagione molto impegnativa per entrambe le compagini. La Sir se la dovrà vedere con i campioni in carica dello Zenit Kazan, nel remake della finale dello scorso anno a Roma, mentre la Lube aspetta i polacchi dello Zaksa Kedzieryn Kozle.

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