Nations League, top e flop dell’Italvolley

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

Foto da Federazione Italiana Volley Facebook

Dopo ben 5 fine settimana molto intensi si è conclusa la Nations League per l’Italvolley che non è riuscita a rientrare tra le migliori 6 della competizione, ma si è fermata solo all’ottavo posto. Senza dubbio è però andata molto meglio rispetto allo scorso anno nel quale la nostra nazionale era riuscita solamente a raccogliere due striminzite vittorie concludendo nelle retrovie il proprio girone dell’allora World League. Nell’estate che prepara al Mondiale che arriverà a settembre vediamo quali sono stati quindi i migliori e i peggiori dell’Italia in questa competizione.

Nations League, i top dell’Italvolley

Zaytsev e Juantorena: vanno in coppia ormai, i due. L’italo cubano e l’italo russo hanno dato una grandissima mano alla nazionale con la loro classe e la loro tranquillità. Sono stati fondamentali in fase di cambio palla(e quando sono mancati tutta l’impalcatura di gioco ne ha risentito enormemente) perché hanno dato un approdo sicuro alle alzate del palleggiatore dirimendo anche situazioni complicate. Insomma, per fare il salto di qualità, servono giocatori come loro due. E peccato non aver visto, almeno nell’ultimo weekend, la diagonale in posto 4 con Juantorena e Filippo Lanza(assente nei primi due weekend).
Simone Giannelli: l’Italia rimane comunque aggrappata al proprio fuoriclasse in palleggio. Dopo un paio di partite in ombra, Giannelli si è preso in mano la squadra sfoderando tutti i migliori colpi del suo vastissimo repertorio. Quando è salito in cattedra è salito anche il livello complessivo del gioco perché con le sue varianti ha reso tutto più imprevedibile. Un piccolo problema per lui durante il terzo weekend che gli ha fatto saltare anche la trasferta in Corea del Sud, ma è tornato nell’ultimo fine settimana per stupire a Modena.
Simone Anzani: dopo una stagione straordinaria a Perugia dove ha vinto tutto, Anzani non ha risentito della fatica e, senza battere ciglio, si è messo al servizio della nazionale con la solita abnegazione. E subito ha trovato un’intesa vincente con Simone Giannelli al centro diventando così una delle armi più imprevedibili ed efficaci del gioco azzurro. Scalando rapidamente le gerarchie si è subito ritagliato un posto da titolare inamovibile e lì probabilmente lo ritroveremo a settembre.
Gabriele Nelli: menzione d’onore al giovane opposto in questa stagione d stanza a Padova a farsi le ossa. Quando è stato chiamato in causa ha sempre risposto presente fornendo prestazioni di livello. Per Blengini ha rappresentato la prima scelta in caso di assenza di Zaytsev e ha sicuramente fatto meglio di Giulio Sabbi. Forte e potente ha spesso scardinato di prepotenza muri e difese avversarie proponendosi come uno dei volti nuovi e più interessanti del panorama azzurro.

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Nations League, i flop dell’Italvolley

Luigi Randazzo: finisce dietro la lavagna pur dopo una grande stagione disputata a Padova. Ci si aspettava infatti che l’esperienza alla Kioene l’avesse fatto crescere. E invece sono rimasti i limiti dello schiacciatore catanese, cercato quasi sempre dalla battuta avversaria e non di rado in imbarazzo in ricezione. Aveva una buona occasione di mettersi in mostra dato che è sempre mancato uno dei due martelli titolari(prima Lanza e poi Juantorena), ma se voleva mettere in difficoltà Blengini, non gli è riuscito.
Luca Spirito: non bene neanche il secondo palleggiatore, chiamato in causa per sostituire Simone Giannelli. La dimostrazione che la coperta azzurra è corta e, in caso di assenza di uno dei titolari, fatalmente il livello del gioco cala. Se manca poi il palleggiatore il tutto diventa ancor più grave. Spirito quando è stato impiegato non è riuscito a variare i temi del gioco e neanche a sopperire a una ricezione il più delle volte deficitaria. Non è stata insomma solo colpa sua, ma Giannelli è una spanna sopra

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