Aggressione Daisy Osakue. Paola Egonu: “Non parlerei di razzismo”

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui
NANJING, CHINA - AUGUST 06: #5 Ofelia Malinov, #6 Moncia De Gennaro, #7 Raphaela Folie, #9 Caterina Bosetti and team mates of Italy celebrate a point during the final match between Brazil and Italy during 2017 Nanjing FIVB World Grand Prix Finals on August 6, 2017 in Nanjing, China. (Photo by Zhong Zhi/Getty Images)

Foto professionale Getty Images© selezionata da SuperNewsolley

Continua a far discutere l’aggressione subita da Daisy Osakue a Torino, tanto da far scendere in campo anche la schiacciatrice azzurra Paola Egonu, a favore della sportiva di origini nigeriane colpita da un uovo sull’occhio lanciato da un’auto in corsa. La procura ha aperto un provvedimento contro ignoti, poiché non è stato possibile risalire a chi ha compiuto tale gesto.

Per gli addetti alle indagini non c’è, almeno per il momento l’aggravante razziale, Il pm Patrizia Caputo, che coordina l’inchiesta spiega che non si tratta di razzismo, anche se l’atleta la pensa diversamente:

“L’hanno fatto apposta. Non volevano colpire me come Daisy, ma volevano colpire me come ragazza di colore”.

Queste sono state le dichiarazioni di Daisy appena uscita dall’ospedale Oftlamico dov’è stata medicata. Dopo di che, magari riflettendo,

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l’atleta ha poi spiegato al telefono al premier Giuseppe Conte che l’aggressione non può essere considerata di matrice razziale. Il Presidente del Consiglio ha affermato infatti:

“Lei stessa mi ha detto che non ci sarebbe matrice razzista”.

Anche l’arcivescovo di Torino monsignor Cesare Nosiglia, molto vicino ai problemi degli immigrati e fortemente critico contro questi atteggiamenti xenofobi ha deciso di lanciare un appello:

“tocca a tutti noi educarci al rispetto reciproco. Gli altri non sono diversi, sono il nostro prossimo. Certi titoloni finiscono per amplificare il clima di insicurezza in cui sembra ci siamo immersi”.

Paola Eognu su aggressione Daisy Osakue: “Siamo tutte con lei”

La pallavolista azzurra Paola Egonu, punta di diamante della nazionale italiana guidata dal coach Mazzanti, anch’essa di colore, non manca di esprimere solidarietà alla collega, gettando però acqua sul fuoco e cercando di non favorire troppo il clima razzista che potrebbe crescere generando fazioni:

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“Siamo tutte con lei. Eviterei di parlare di razzismo, ma preferirei parlare solo di una brutta coincidenza. Mi dispiace molto per quanto è successo, anche perché sarebbe potuto accadere pure a me. Siamo tutte con lei. Viviamo in un questo mondo composto anche da brutte persone, per fortuna è solo una piccola parte. Bisogna guardare il lato positivo e fare sì che queste cose non ci buttino giù. Se mi è successo qualcosa di simile? Sì, ma preferisco non parlarne”.

Episodi simili quindi ci sono, ed è inutile negarli, nonostante si voglia essere diplomatici occorre non abbassare la guardia contro simili violenze, generando non una specie di caccia alle streghe ma almeno favorendo la crescita dell’opinione pubblica, che deve imparare a maturare e a non crescere con odio e con indifferenza verso chi non ha lo stesso colore delle pelle.

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Come anche Valentina Diouf, la Egonu pone la sua attenzione su atteggiamenti brutti che non si dovrebbero vedere in un Paese civile e che invece dilagano, tutto perché non ci si vuole confrontare né mettersi in discussione, dimostrandosi solo ostili verso individui considerati forse una minaccia o forse solo un capro espiatorio per poter dormire tranquilli pensando che la colpa di ciò che accade nel mondo possa essere attribuita a queste persone e non a se stessi. Strada semplice per perone semplici, e sciocche.


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