Volley, Mondiali 2018: Italia-Giappone, le pagelle della prima gara

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

Gianlorenzo Blengini – Foto Getty Images© per SuperNews

Italia-Giappone, le pagelle dell’Italia

Simone Giannelli 7: prima partita, solito grande Giannelli. La personalità la ha sempre avuta, unita ora anche a un’intelligenza di gioco notevole. Mai un errore, sempre grande sensibilità nel tocco e nelle scelte. E oggi, visto che al centro si poteva osare un po’ di più(visti i centrali avversari non proprio irreprensibili), ha osato. Ed è andata bene.
Ivan Zaytsev 7: lo Zar si sta scaldando. Alla fine è il top scorer dell’Italia con 13 punti, ma la sensazione è che debba ancora prendere le misure. Giannelli non lo sovraccarica, giustamente, e lui si concentra sulla qualità dei colpi piuttosto che sulla quantità. E ciliegina sulla torta è l’unico a siglare 2 ace.
Osmany Juantorena 6,5: l’italocubano ha sempre una freddezza glaciale. Prova ne è che è lui il protagonista del punto decisivo sia nel primo set, sia nel terzo. In mezzo, però, qualche errore di precisione in attacco non da lui. In seconda linea, invece, ben posizionato spesso in difesa, apporta il consueto contributo
Filippo Lanza 6: anche lui si sta sciogliendo. Per il neo-martello di Perugia l’emozione è visibile e ci sta sbagliare qualche pallone in più, non riuscendo a trovare le mani avversarie. Ma alla fine termina in doppia cifra con diversi attacchi importanti. Peccato per non aver trovato nemmeno un ace: la specialità della casa, la tiene per momenti più importanti.
Simone Anzani 7: una certezza ormai. Lui è il centrale titolare di Blengini che non rinuncerebbe mai ad Anzani proprio per la solidità che dà in cambio palla. A muro c’è ancora da migliorare(soprattutto in vista del Belgio), ma con Giannelli si vede e si trova. E la sua velocità nei primi tempi è un fattore.
Daniele Mazzone 6,5: partita in crescendo per lui. Il centrale di Modena parte col freno a mano tirato, ma poi piazza un paio di muri importanti e trova fiducia. Da lì Giannelli lo cerca con più frequenza e risponde presente: e alla fine i suoi punti saranno ben 9(con 7 attacchi e 2 muri).
Max Colaci 7: se la fascia da capitano la porta fisicamente Zaytsev, in lui è insita. Carisma e determinazione per uno dei migliori liberi al mondo. Da vedere e rivedere la ricezione nel primo set: il punto alla fine sarà di Anzani in primo tempo, ma tutta la squadra lo va ad abbracciare. Leader.

Italia-Giappone: le pagelle del Giappone

Masahiro Sekita 6: il palleggiatore del Giappone sconta degli oggettivi problemi a muro che però spesso non vengono messi a nudo dall’Italia in attacco. Dal punto di vista della regia, invece, è molto lineare senza colpi ad effetto, ma sbagliando poco. In più la sua battuta è sempre molto ficcante, con un ace a referto in piena zona di conflitto.
Issei Otake 7: di gran lunga il migliore del Giappone. Tanti palloni attaccati, tutti in diagonale, ma estremamente efficaci(anche per colpe del muro azzurro). L’opposto nipponico toglie spesso le castagne dal fuoco alla sua squadra e alla fine il suo score recita 11 punti complessivi.
Yuki Ishikawa 5,5: il clima italiano già lo conosceva il martello nipponico passato in estate a Siena dopo l’esperienza a Latina. Ma il Foro Italico così pieno, crediamo non lo avesse mai visto. Paga perciò un po’ all’emozione che non gli consente di rendere al meglio, Tanti attacchi, ben 22 tentativi, ma solo 8 vanno a segno: percentuali un po’ basse.
Masahiro Yanagida 6: tra i due schiacciatori di palla alta, lui si distingue per la capacità di andare a segno anche in situazioni più complicate. Riesce anche a realizzare un ace, ma quando l’Italia si allontana in ogni set, sparisce dal gioco.
Akijiro Yamamuchi 5,5: quando Sekita comincia a giocare al centro l’Italia si trova spiazzata a muro. E a trarne beneficio è Yamamuchi che trova direzioni e colpi interessanti. Ma, appena vengono prese le misure, viene coinvolto meno spesso.
Haku Ri 5: un solo punto per lui in 3 set, simbolo di una partita che non ha girato nel verso giusto. A muro non prende mai nell’1vs1 i centrali azzurri che vanno troppo veloci per lui. In attacco viene chiamato in causa troppo poco risultando evanescente.
Satoshi Tsuiki 5: se la specialità giapponese è la difesa, non si è visto.
Hiroaki Asano s.v.: viene messo in campo per cambiare qualcosa nel primo e terzo set, ma può poco con la barca che affonda.
Taishi Onodera s.v.: anche lui entra dalla panchina, soprattutto in battuta, ma non ha l’effetto sperato.

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