Volley, Mondiali 2018: la solidità del Belgio supera i limiti dell’Argentina

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

Il titolo più giornalistico sarebbe senza dubbio “Anastasi batte Velasco 3-1” portando in primo piano due figure giustamente celebrate del nostro passato glorioso pallavolistico che si scontravano nella propria  prima gara dei Mondiali 2018. Ma quel titolo non renderebbe giustizia al mentore della generazione dei fenomeni, né renderebbe i giusti meriti alla squadra dell’altro. Il Belgio, infatti, ha dimostrato di essere una squadra estremamente solida e con grandi mezzi fisici, e quindi superiore all’Argentina. I set vinti dai diavoli rossi sono stati, infatti, molto simili con un sostanziale equilibrio fino alla metà del parziale e poi delle accelerazioni violente dei belgi che si assicuravano i break di vantaggio necessari per mandare in porto il set. Con l’unica eccezione del terzo nel quale l’Argentina reagiva con orgoglio e riusciva(seppur con brivido finale, a portare a casa il parziale.

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Mondiali 2018, la solidità del Belgio

Come detto, il Belgio si è dimostrato una squadra veramente solida. Non ci si deve però stupire perché basti ricordare l’Europeo dello scorso anno. Rispetto a quella competizione non è cambiato quasi nulla(a parte ill possessore della panchina) e le qualità del sestetto sono rimaste immutate. La fisicità della squadra è rimasta immutata con il muro che  ha avuto la meglio sugli attacchi argentini in ben 15 occasioni. Il solo Van de Voorde ha effettuato 7 muri vincenti in soli 4 set. Dimostrazione dell’abilità in questo fondamentale: quando il Belgio si è piazzato con il muro a 3, l’albiceleste è stata quasi sempre rimbalzata con gravi perdite. Inoltre grande importanza va data anche alla fase di contrattacco nella quale Deroo e compagni sono stati efficaci e sempre molto lucidi. Proprio Deroo è l’uomo chiave del Belgio. Sfogo principale di D’Hulst, è stato il top scorer della sua squadra con ben 21 punti messi a referto. Ma ha impressionato soprattutto la varietà dei colpi giocati: da diagonali strette a parallele lunghe fino a pallonetti più o meno spinti. E non è un caso se il suo oscuro terzo set sia conciso con un vistoso calo di tutto il sestetto.

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Modiali 2018, i limiti dell’Argentina

Veniamo ora all’Argentina. L’albiceleste è un mix di buoni prospetti(il centrale classe ’97 Loser su tutti), diversi giocatori esperti e di qualità(Solè e Facundo Conte) e un fuoriclasse che risponde al nome di Luciano De Cecco. Manca però quella potenza e quell’imprevedibilità che altre squadre hanno. E, in mancanza di queste qualità, manca anche un’abilità difensiva che dovrebbe essere d’obbligo in una squadra con i limiti sopracitati. Invece più volte si è riscontrata una mancanza di comunicazione in seconda linea o errori grossolani su palloni anche banali(una difesa su tutte, quella sbucciata da Gonzalez in palleggio nella parte finale del secondo set). Per questo la squadra di Velasco è raramente riuscita a recuperare qualche break di svantaggio puntando piuttosto su qualche ricezione errata nel campo avversario.

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Si sono comunque scontrate le due principali avversarie dell’Italia. Il Belgio in particolare ha dimostrato di essere un gruppo temibile e già la partita di domani sarà un banco di prova importante per gli azzurri che, dopo la partenza sprint contro il Giappone, devono salutare a dovere il pubblico di Firenze.

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