Volley femminile. Paola Egonu: “Ho visto che la pallavolo mi divertiva, ne ho fatto un’opportunità”

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

Italia Volley – Foto Federazione Nazionale Pallavolo Facebook

Si racconta Paola Egonu, eroina dei mondiali in Giappone che ha portato le azzurre ad accarezzare il primo posto e che si è dovuta arrendere solo di fronte a una grandissima Serbia. Racconta della sua delusione dopo la finale mondiale, delle lacrime, dell’affetto della sua ragazza e di come si è innamorata della pallavolo:

“Dopo la finale persa sono tornata in albergo e ho chiamato la mia fidanzata. Piangevo e lei mi ha consolata, mi ha detto che le sconfitte fanno male, ma sono lezioni che vanno imparate. E che ci avrei sofferto, però, poi, sarei stata meglio. Quando sono tornata in Italia, in aeroporto, ho visto un grande affetto da parte dei tifosi che hanno apprezzato il cammino che abbiamo fatto”.

Paola Egonu continua spiegando un lato un po’ introverso del suo carattere e il motivo che ha portato l’Italia di Davide Mazzanti al secondo posto ai mondiali giapponesi:

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“Mi sento terribile nell’impatto, che può sembrare molto scontroso. Dopo, quando riesco ad aprirmi, non sono così terribile. Il nostro cammino in Giappone si può sintetizzare con una parola, Crederci. Dopo il primo allenamento, io che avevo tantissime aspettative non vedevo quello che volevo. Poi, ci abbiamo creduto e siamo cresciute”.

Paola Egonu ha iniziato a giocare a pallavolo non con l’intenzione di diventare una campionessa, ma come sport da praticare dopo scuola. Scelse appunto il volley, nella speranza che un gioco che riteneva divertente potesse diventare un’opportunità:

“Finivo i compiti presto, mi mettevo sul divano. Papà disse: prova uno sport. Ho visto che la pallavolo mi divertiva, ne ho fatto un’opportunità. Lasciare casa a 13 anni fu un grande sacrificio. Lasciavo mamma, papà, fratello, sorella, le amiche, le sicurezze, tutto. L’elogio del residente Mattarella è stato molto bello, perché ha detto che la gente dovrebbe prendere esempio da noi nella voglia di far bene anche in situazioni scomode e sempre mantenendo il rispetto degli altri”.

Volley femminile. Paola Egonu: “Il bimbo non s’accorge del colore che ha finché…”

Si sente italiana, anche se di origine straniera, e spiega che purtroppo anche lei ha dovuto imparare a confrontarsi con il razzismo, che purtroppo è imperante in alcune teste vuote:

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“Nelson Mandela (che ha pubblicato sul suo profilo social) dice che nessuno nasce odiando un’altra persona per il colore della sua pelle. Il bimbo non s’accorge del colore che ha finché, a scuola, una maestra dice che è nero o giallo. Ho vissuto alcuni episodi di razzismo. È normale, ma non dovrebbe esserlo. Penso che l’amore sia in tutto. La telefonata di un amico, le compagne di squadra che si interessano a te e tu a loro. Nasciamo con l’amore, perché nasciamo con nostra madre che ci riempie di baci e ci coccola e vorrebbe che fossimo protetti per tutta la vita. Solo che non sempre è così. Adesso però, almeno per ora, lo è”.

Volley femminile. Paola Egonu: “La Supercoppa è stato un momento difficile”

In ultimo sull’incontro giocato contro Conegliano, che ha visto Paola Egonu protagonista con un’altissima media punti che ha letteralmente devastato le pantere, la giovane schiacciatrice spiega:

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“Stiamo cercando di fare bene le cose semplici, di preparare con attenzione le partite: lavoriamo per sistemare ogni singolo dettaglio. Abbiamo giocato bene e sono contenta perché siamo state in partita anche nei momenti di difficoltà. La Supercoppa è stato un momento difficile e Conegliano ha lavorato bene, ora siamo contente del cammino che stiamo percorrendo come squadra. Il campionato è di livello molto alto, serve il massimo impegno in ogni partita perché sono tutte molto toste, qualsiasi sia l’avversario”.

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