Powervolley Milano: Petric,uno schiacciatore a tutto campo

Pubblicato il autore: Raffaele Mileo Segui

Nemanja Petric lo schiacciatore serbo a tutto campo durante l#Ask To “Il mio idolo era Vujevic. Mi piacerebbe allargare la famiglia”.

Esperienza da veterano ed entusiasmo da ragazzino questo è Nemanja Petric lo schiacciatore serbo campione sempre, dentro e fuori dal campo. Anche quando si mette in gioco rispondendo alle domande dei tifosi della Allianz Powervolley Milano durante il live di #Ask Petric in diretta su facebook, instagram, twitter e youtube.
Mi manca molto la pallavolo – commenta subito lo schiacciatore serbo – come è normale che sia. Qui a casa  però ho la mia famiglia, sono con mia moglie e mio figlio Uros quindi per me è un po’ più facile. Giochiamo con il bambino ed il tempo passa più velocemente”. E famiglia lo è stata anche l’Allianz Powervolley Milano quest’anno. “Si, è vero. Ho trovato un’atmosfera bellissima, i ragazzi sono stupendi e secondo me siamo un bellissimo gruppo”. E che ci sia feeling lo dimostrano subito le incursioni in diretta di Clevenot che definisce Petric “Leyenda” cui si aggiunge l’approvazione di Nimir e capitan Piano. “Trevor è un bravissimo ragazzo, gli voglio veramente un gran bene. Però sarà lui a spiegare il significato, magari durante l’AskClevenot”. Sono tanti gli anni di esperienza del campione serbo, trascorsi prima del ritorno in Italia dalla Turchia e dalla Russia che a ragione gli fanno dire: “C’è molta differenza tra la pallavolo in Italia e negli altri Paesi: qui ci sono i giocatori importanti ma soprattutto c’è una cultura di pallavolo più radicata, c’è più storia e questo fa la differenza”.

A proposito di storia: il rapporto tra la pallavolo e Petric inizia da bambino e raggiunge il suo punto più alto con l’oro agli Europei che lo vede vestire la maglia di capitano della Serbia che lui ama raccontare così: “Ho iniziato a giocare da bambino nel mio paese, il livello era abbastanza buono. A chi mi ispiravo? Ammiravo gli atleti che nel 2000 hanno vinto l’oro alle olimpiadi, il mio idolo è stato Goran Vujevic, con il quale ho avuto la possibilità di giocare 3 anni a Perugia e con cui sono diventato molto amico”. Ma cosa direbbe oggi Nemanja Pertic ai giovani: “Devono credere sempre nei loro sogni, sapendo che durante un percorso ci sono ostacoli, senza mai mollare perché ogni sacrificio sarà ripagato”. Aprendo, invece, il cassetto dei sogni di Petric si scopre che ci sono ancora tante cose da realizzare: “Mi piacerebbe allargare la mia famiglia. Se invece penso agli aspetti sportivi, finchè gioco il mio sogno è vincere sempre”. Magari con la maglia di Milano, un progetto che Petric ha sposato l’estate scorsa: “Questa squadra negli ultimi anni ha fatto dei passi avanti come nessun altra. Ho accettato questa
sfida con entusiasmo, dimostrando di poter dare ancora il mio contributo”.
A chiusura della chiacchierata due ulteriori spunti: da una parte l stagione della sua Allianz Powervolley e dall’altra i tre schiacciatori che Petric reputa tra i più forti.
Parto dalla fine – conclude il serbo – : sicuramente Ngapeth, Leon e Kovacevic. Per quanto riguarda la stagione, siamo stati bravi a sopperire al’assenza di Piano, che per Milano è un punto di riferimento ed alle difficoltà di Alletti che è stato out due mesi. Abbiamo fatto bene e potevamo continuare a toglierci soddisfazioni. L’unico rimpianto è stato il quarto di finale di Coppa Italia perso contro Trento”.

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