Allianz Powervolley Milano: Fabrizio Gironi a 360°

Pubblicato il autore: Raffaele Mileo Segui

Powervolley Milano, Fabrizio Gironi:”Non volevo giocare a pallavolo! Il Futuro? forse lontano da qui”.


Fabrizio Gironi intervistato da Luca Tallotta per Milano sportiva con il sorriso di chi ha 20 anni e che può permettersi ancora di guardare indietro non troppo lontano e pensare ad un domani più prossimo parla della sua vita tra calcio e pallavolo.
La mia è una storia particolare, fortunosa direi-ricorda Fabrizio Gironi, che poi ammette- non avevo nessuna intenzione di giocare a pallavolo”. E quindi cosa è successo? ” Ho sempre giocato a calcio, qui nel mio paese a pessano con Bornago. Mi divertivo un sacco, ma siccome ero più alto rispetto ad altri ragazzi, il professore di ginnastica mi chiese se mi interessava giocare a pallavolo. Lui aveva ua squadra e mia madre giocava e gioca ancora. Io andavo a vederla, palleggiavo un po’. Sono andato a sostenere un provino all’ Argentia Gorgonzola e per un anno ho giocato a calcio e pallavolo. Solo che a calcio mi impegnavo anche 273 volte a settimana a pallavolo a malapena una”. Poi l’incontro di campionato contro il Segrate. “Mi hanno visto, mi hanno contattato e quando abbiamo parlato ho risposto di pancia, dicendo”Si,vengo”. E da li ho lasciato il calcio, perchè si trattava di un impegno serio, quattro volte a settimana”. Pentito della scelta? “Assolutamente no, mi è bastata mezza stagione per convincermi”. La passione per il calcio è rimasta(Fabrizio centrocampista centrale, è tifoso della Juventus), ma i suoi idoli sono cambiati. “Da piccolo era Del Piero, ora non c’è più una figura di riferimento nel calcio. Mi sono avvicinato molto alla NBA, stimo LeBron James “.
Come passa la quarantena Fabrizio Gironi? “Cerco di occupare il tempo, sicuramente lascio spazio ogni giorno all’allenamento e adesso che si può correre esco n po’. E poi leggo molto e non resto con le mani in mano. Sto anche ristrutturando la mia camera”:

Ma quale è l’obiettivo di Fabrizio Gironi?Continuare nel percorso di crescita intrapreso. E poi c’è il sogno di andare alle Olimpiadi, un giorno. Forse il 2021 è un po’ presto ma mai dire mai”. Nell’Allianz Powervolley Milano c’è chi come Matteo Piano, Riccardo Sbertoli e Nicola Pesaresi, la maglia azzurra l’hanno già indossata ed era pronto per Tokyo 2020. “Sono molto contento per loro e anche un po’ invidioso. Mi piacerebbe essere lì con loro, inutile negarlo”.
Cosa pensi di questa stagione che si è dovuta interrompere? “Un gran peccato, perché stavamo facendo una grande annata. Eravamo tutti felici e soddisfatti, perchè avevamo raggiunto vette impensabili superando tutte le difficoltà che ormai sappiamo. Direi che quando abbiamo giocato, quasi sempre siamo usciti a testa alta. E poi c’era la Challenge Cup, un obiettivo che era alla nostra portata. Però la decisione presa penso sia stata quella giusta”.
Ma in squadra, chi è il più giocherellone? “Trevor Clevenot, sicuramente. Fa scherzi, battute, prende bonariamente in giro tutti , è molto attivo e sorridente. Lui e Matteo Piano si cercano molto, assieme sono un cocktail micidiale”. E il più riservato? “Linus Weber. Io ci abitavo vicino, è un ragazzo simpatico e molto gentile. Il suo problema più grande quest’anno è stato la lingua, gli auguro il meglio”. In arrivo Ishikawa e Patry. “Nn ci ho mai parlato ma li ho visti giocare. Patry nel torneo di qualificazione con la Francia ha disputato partite di altissimo livello e per tutto il campionato di Superlega è stato l’anima di Latina. Ishikawa è forte, mi piace molto”.
E il futuro di Fabrizio Gironi? “Non lo so, stiamo vedendo con il mio procuratore, ad oggi è prematuro. Ma se arriverà una squadra che mi garantirà una certa continuità di rendimento, allora potrei andare in prestito”:

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