Sir Safety Conad Perugia Supercoppa, Grbic: “È stata una bella lezione per noi”

Pubblicato il autore: Fosco Taccini Segui

Dopo la parentesi di Supercoppa, torna a tuffarsi nella Superlega la Sir Safety Conad Perugia. Due giorni di riposo concessi da Nikola Grbic ai suoi ragazzi e ritrovo per tutti stamattina al PalaBarton per iniziare una nuova settimana di lavoro. Settimana che non avrà il consueto epilogo del match domenicale per i Block Devils che domenica 31 ottobre effettueranno il loro turno di riposo (figlio del torneo a tredici squadre) e che torneranno in campo per il prossimo match ufficiale mercoledì 3 novembre a Taranto per la quarta giornata di campionato.
Saranno dunque giorni di importante lavoro per il gruppo bianconero. La Final Four di Supercoppa, vinta con merito da Trento, ha evidenziato che quello di Perugia è ancora un cantiere aperto. Un cantiere con grandissimi margini di miglioramento certamente, ma ancora in costruzione.
Il tecnico serbo ed il suo staff faranno sicuramente tesoro della sconfitta maturata in semifinale (“È stata una bella lezione per noi”, le parole proprio di Grbic a caldo sabato sera al termine del match) ed imposteranno questi giorni di lavoro proprio per andare a migliorare le problematiche emerse a Civitanova Marche.
Premesso che sarà ovviamente compito dello staff tecnico entrare nel dettaglio di cosa c’è da mettere a punto, la partita contro l’Itas ha evidenziato alcuni aspetti che possono essere una delle possibili chiavi di lettura.
Partendo da quello che i numeri non dicono, cioè una necessità di trovare ancora i corretti automatismi. Il discorso è molto ampio e tocca diversi aspetti e diverse zone del campo perché riguarda il collegamento tra giocatori a muro e tra muro e difesa, il timing e la distanza da rete tra alzata ed attacco, le zone di competenza tra i ricettori, la giusta spartizione delle zone di copertura. Sono aspetti che, presi singolarmente, possono essere anche definiti “banali”, ma che poi, quando il livello è quello altissimo proposto da Trento, finiscono per fare la differenza tra conquistare un punto e non farlo. E sono tutte situazioni che necessitano di lavoro, di conoscenza (magari anche solo con uno sguardo), di amalgama, tutte situazioni che solo l’allenamento quotidiano può sistemare.
Sono poi venute in superficie alcune problematiche più strettamente suffragate dai numeri, anche se poi in parte dipendenti da quanto detto sopra. Il tabellino finale ha evidenziato difficoltà di Perugia a muro. 3 dei 4 vincenti sono arrivati nel terzo set, ma a parte i punti diretti è stato in generale il fondamentale a soffrire di più, naturalmente anche per merito degli attaccanti trentini. La linea di ricezione, tranne un passaggio a vuoto in parte del secondo set, ha retto tutto sommato bene, il servizio ha svolto un buon lavoro tenendo una ricezione forte come quella Itas al 15% di perfetta così come la squadra ha saputo contenere il numero degli errori diretti. L’attacco invece, e si intende il gioco d’attacco in generale, ha faticato a trovare soluzioni soprattutto nei contrattacchi con muro e difesa avversari schierati.
Queste alcune possibili letture di una Supercoppa che si è chiusa anzitempo per i Block Devils. Una Supercoppa che adesso va lasciata subito alle spalle mettendo la testa nello scatolone perché, anche queste sono le parole di Grbic, “Abbiamo lavoro da fare, in allenamento lo stiamo facendo bene, dobbiamo cominciare a farlo anche in partita”.

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