Rugby, Quattro Nazioni: riscatto Australia, ma gli All Blacks dominano

Pubblicato il autore: Mario Grasso Segui

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Dopo due delusioni arriva il primo sorriso per la nazionale di rugby dell’Australia nel Rugby Championship, meglio noto come Quattro Nazioni, il torneo di cui fanno parte anche Nuova Zelanda, Sudafrica e Argentina. A Brisbane, contro il Sudafrica, i Wallabies superano col punteggio finale di 23-17 il Sudafrica.

Una vittoria che permette agli australiani di salire a 4 punti in classifica, mentre gli Springboks riescono comunque a guadagnare un punto, salendo a quota 6, avendo perso con meno di sette punti di scarto. Merito, questo, del complicato sistema di assegnazione punti, che prevede 4 punti in caso di vittoria, 2 in caso di pareggio, 0 in caso di sconfitta, 1 punto bonus per sconfitte con meno di sette punti di scarto e 1 punto bonus per vittorie ottenute realizzando almeno tre mete. Grazie a questo sistema la Nuova Zelanda sta monopolizzando il torneo più celebre dell’emisfero australe. Gli All Blacks infatti hanno vinto tutte le tre gare finora disputate e sempre con almeno tre mete all’attivo, quindi a metà torneo sono già a 15 punti. Un vantaggio di +9 sul Sudafrica, +10 sull’Argentina e +11 sull’Australia. Sarà quantomeno difficile che la concorrenza riesca a strappare ai neozelandesi il ritorno sul gradino più alto del podio, dopo la delusione di un anno fa, quando fu proprio l’Australia a triofare.

L’albo d’oro del Tri Nations prima e del Rugby Champions poi vede comandare proprio gli All Blacks con 13 titoli, con Australia e Sudafrica a dividersi le restanti edizioni con un parziale di 4-3 per i Wallabies. Quest’anno, stando all’attuale situazione, dovrebbe tornare tutto alla normalità, con la Nuova Zelanda pronta a far festa.

Quanto alla partita di Brisbane, questo è stato, in sintesi, il suo andamento. Parte bene il Sudafrica, che con cariche furiose, pick and go in avanzamento, impatti sulla verticale con giusto angolo e timing, trovano la meta con Whiteley. I padroni di casa, però, si riorganizzano e con Foley trovano anche loro i primi tre punti. Al minuto 17, è Goosen che, indisturbato,  corre per 50 metri e schiaccia. E’ il preludio a una nuova meta, quella di  Coleman, ben servito da Genia. I primi quaranta minuti si chiudono sul 14-13 Sudafrica.

In avvio di ripresa i Wallabies impongono ancora il proprio ritmo, con gli Springboks in 14 per il giallo ad Etzebeth. Arrivano prima il calcio di Foley che vale il vantaggio australiano e poi la bella manovra da prima fase che porta Kerevi in meta, non convalidata dopo consulto con il TMO. La partita è rotta e dal minuto 46 al 49 inoltrato va in scena una lunghissima azione: triplo turnover, calci mal portati, gioco rotto e un paio di crampi quando finalmente Coleman entra di lato e costringe al fischio Nigel Owens.  Ma all’ora di gioco sono i padroni di casa ad avere la partita in pugno, con Foley in prima linea. Il Sudafrica fiuta il nemico ma non ha il carattere, il fiato e le mani per riprendere in mano la partita. Gli ultimi possessi degli Springboks non sortiscono particolari effetti e alla fine si impone l’Australia col punteggio finale di 23-17. Non basterà forse per far paura alla Nuova Zelanda, ma è un segnale che i Wallabies ci sono.

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