Rugby: minorenni spiano arbitro donna. Squalificati per 15 mesi

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui


Quello che è accaduto in campo di rugby di Roma potrebbe ricordare la sceneggiatura dei film trash che hanno spopolato in Italia a cavallo tra gli anni ’79 e ’80 del secolo scorso. Una squalifica esemplare per un gruppetto di minorenni, autori di un gesto irrispettoso sia del ruolo del direttore di gara, sia della figura femminile. Tre giocatori della Legia invicta (campionato under 16), selezione che raggruppa i talenti dell’Asd Nuova Roma e delle Fiamme Oro sono stati sopresi mentre cercavano il filmare con il telefonino l’arbitro Maria Clotilde Benvenuti, 18 anni, mentre stava facendo la doccia dopo il match tra Legio Invicta e l’Aquila. L’episodio è avvenuto al campo tre Fontane di Roma.

Il direttore di gara è la sorella di Maria Beatrice Benvenuti, noto arbitro internazionale di rugby, volto di Dmax durante il Sei Nazioni 2017, vittima di un’aggressione in campo lo scorso dicembre. In quella circostanza, il giocatore dei Rangers Vicenza, squadra di Serie A di Rugby, fu radiato per aver commesso un gesto completamente ingiustificato. L’episodio, riferito dal quotidiano il Messaggero, è stato denunciato dallo stesso arbitro nel suo dettagliatissimo referto di fine gara. La fattispecie, non prevista da alcun regolamento sportivo di rugby, nè dai codici di giustizia, è stata  rubricata come aggressione nei confronti del direttore di gara. Peccato che oltre a non riuscire nell’intento, scattando solo qualche immagine dello spogliatoio vuoto,  i giovani rugbisti sono stati anche beccati in flagrante. E’ stato proprio l’arbitro, Maria Clotilde Benvenuti a beccare il terzetto malintenzionato e a svelare l’intenzione dei tre facendoli deferire dal giudice sportivo, che li ha squalificati, ora, subiranno per 15 mesi.

Secondo il referto arbitrale, si è trattato di un “ripetuto e doloso tentativo di riprendere con un telefonino l’arbitro mentre era nuda a farsi la doccia, arrampicandosi sul muro divisorio degli spogliatoi, alto 4/5 metri“. L’intento, secondo la stessa Benvenuti e secondo il giudice sportivo, sarebbe stato quello di diffondere sul web “immagini scabrose”. Intanto, fanno discutere le dischiarazioni del direttore sportivo della Legio Invicta Roberto Barillari rilasciate a Il Messaggero. Il dirigente ha condannato il gesto dei ragazzi ma si è detto preoccupato per l’entità della squalifica: ” Sono mortificato per quello che è accaduto ed è giusto che quei ragazzi, che hanno subito ammesso di aver fatto una stupidaggine che non dovrebbe appartenere nè al mondo del rugby nè a quello della società civile, siano stati condannati. Una squalifica del genere, tuttavia, equivale a una radiazione per ragazzi di quell’età”. La società, addirittura, starebbe valutando un ricorso contro la decisione del giudice sportivo. “Forse- ho dichiarato Barillari- quel gesto poteva essere considerato un atto ingiurioso nei confronti dell’arbitro, punito meno severamente”.
Chiedere un ricorso equivale, in qualche modo, a presentare una forma di giustificazione nei confronti di minorenni che hanno agito in maniera irresponsabile. Se la decisione dovesse essere confermata, si tratterebbe di un cattivo esempio e di una mancanza di sensibilità della società nei confronti dei valori dello sport e del ruolo della donna. Una cosa peggiore sempre nel rugby è capitata l’11 dicembre 2016, qualche mese fa, quando il rugbista argentino Andres Doglioni gli fu inflitta la radiazione per aver aggredito l’arbitro donna.

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