Bebe Vio al Quirinale: “Importante il bronzo, la squadra è la mia famiglia”

Pubblicato il autore: Giulia Banfi Segui

bebe vio

Bebe Vio portabandiera della nazionale azzurra paralimpica alla cerimonia di chiusura confessa di tenere di più alla medaglia di bronzo conquistata con la sua squadra.

Quando a fare la differenza non è il tipo di medaglia, ma come la ottieni: Beatrice Vio, soprannominata “Bebe” ha davvero dato una lezione a tutti, oltre il suo sport preferito, la scherma.
Alla sua prima Paralimpiade di Rio, la schermitrice veneziana di 19 anni ha già conquistato i riflettori per umiltà e tenacia. In Brasile è stata una delle atlete più seguite grazie alle due vittorie: un oro nel fioretto individuale ottenuto contro la cinese Zhou Jingjing per 15-7; un bronzo nella competizione a squadre insieme alle colleghe  Loredana Trigilia e Andreea Mogos. Ma nonostante al collo sia la medaglia d’oro a pesare di più, Bebe Vio considera più prestigioso il terzo posto ottenuto con le sue connazionali perché: “La squadra è diventata la mia famiglia”.

Nella cerimonia di consegna del tricolore al Quirinale, dove gli atleti medagliati sono stati accolti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Bebe Vio insieme a Federica Pellegrini, portabandiera della delegazione azzurra alle Olimpiadi, hanno dichiarato all’unisono ai microfoni di RaiSport: “Portare il tricolore è davvero un onore e un’emozione grandissima“.
9 anni di differenza, che si sentono in particolare nell’esperienza: da una parte i tanti risultati della Pellegrini nonostante gli ultimi amari ottenuti a Rio; dall’altra, le buone prospettive di una promessa, come Bebe ha saputo dimostrare in Brasile.
L’esperienza c’è, l’età è evidente, ma la grinta non manca. Dopo i Giochi tanti temevano nel ritiro della stella del nuoto azzurro, e forse con il raggiungimento dei risultati sperati questo si sarebbe anche concretizzato, ma Federica sa quello che vuole e lo conferma al termine della cerimonia: “Estate amara, anche se parliamo di centesimi, io però voglio andare avanti e lo farò per altri 4 anni.”

Dalla meningite alla medaglia. “Mi sono emozionata rivedendo le immagini della vittoria di Rio, ho iniziato a piangere, quasi mi vergognavo” ha confessato Beatrice dopo aver visto il video della sua esultanza alla cerimonia al Quirinale. Un sogno che si avvera, per un’atleta che non ha mai mollato.
Bebe aveva 11 anni quando fu colpita da una fulminante meningite che la portò all’amputazione di avambracci e gambe a causa di un’estesa infezione. Ma da quel momento l’azzurra non mancò mai di tenacia: nel 2012 fu inserita tra i tedofori delle Paralimpiadi di Londra e in più occasioni fece da testimonial, come l’Expo e programmi televisivi per far conoscere la scherma su sedia a rotelle. Tra gli ultimi, Bebe ha posato per Anne Geddes a favore della campagna #WinForMeningitis.
Oltre la malattia, i risultati ottenuti finora vedono la medaglia d’oro ai Campionati Mondiali del 2015 per il fioretto individuale e ai Campionati Europei del 2014 in entrambe le competizioni.

E dopo la sorpresa di Jovanotti, suo amico e cantante preferito, che al ritorno sull’aereo le ha dedicato la canzone “Ragazza magica”, Bebe così lo ha ringraziato: “Mi fa sempre queste sorprese, mi commuove ogni volta, è davvero carino” e ha aggiunto “Se ripenso alla vittoria mi vengono i brividi, sognavo da tanto quel momento, per questo dico a tutti di crederci davvero perché è stupendo.”

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