PARALIMPIADI RINVIATE CAUSA COVID-19. MA IL VIRUS NON FERMA GLI ATLETI

Pubblicato il autore: marilenalombardi95 Segui

La pandemia da covid-19 ha causato il rinvio delle paralimpiadi ma gli atleti non si scoraggiano.

Lo sport rappresenta per molte persona una valvola di sfogo, un momento ludico ed anche ricreativo in cui mettersi in gioco e ritrovarsi con i propri compagni di squadra.
Per molti atleti però, come i campioni paralimpici, lo sport ha rappresentato una tappa fondamentale della loro vita, diventando il punto di svolta e la rinascita di ognuno di loro.
Difatti, Bebe Vio, schermitrice italiana e campionessa mondiale ed europea, ha avuto grazie allo sport la spinta per tornare a vivere. Bebe Vio è nata il 4 marzo del 1997 ed all’età di 9 anni è stata affetta da una grave forma di meningite che le ha causato la perdita degli arti ed è stata, di conseguenza, molto male fisicamente e psicologicamente. È riuscita però a tornare a brillare appunto praticando la scherma ed ha vinto diverse medaglie. Per quanto riguarda la scherma vi è una classificazione a seconda del tipo e la portata della disabilità degli  schermidori. Il sistema di classificazione consente di competere contro altri con un anaologo livello di funzionalità. La scherma ha tre classi, A, B e C e le sedie sono ancorate al suolo durante le competizione.
– classe A: atleti con il movimento del tronco pieno e buon equilibrio;
– classe B: atleti senza movimento delle gambe, ridotta funzionalità del tronco e scarso equilibrio;
– classe C: atleti con disabilità in tutti e quattro gli arti.
Bebe Vio è, dunque, l’esempio concreto di come riuscire a fare di una debolezza il proprio punto di forza. Il suo motto è, infatti, molto significativo:”Se sembra impossibile allora si può fare”. Così afferma nel suo libro “Mi hanno regalato un sogno”. Bebe Vio sta inoltre affrontando la quarantena studiando, facendo palestra e stando con la propria famiglia, riscoprendo anche cosa significhi avere più tempo da trascorrere con i propri cari. Riscopre, inoltre, anche il valore dei ricordi, affermando che la sua Vittoria più bella fu quella dell’oro paralimpico nell’individuale a Rio, mentre la gara che le regalò più emozioni fu quella a squadre dove vinse la medaglia di bronzo.
I giochi paralimpici, nati in seguito alla seconda guerra mondiale, divennero il fulcro della riabilitazione di persone con disabilità; facendole sentire fiere di ciò che sono e non diverse o socialmente inaccettabili.
A causa, però, della pandemia da covid-19, le paralimpiadi di Tokyo 2020 sono state rimandate al 2021, ma tutto ciò non ha scoraggiato gli atleti che continuano ad inseguire i propri sogni ed ad investire ancora meglio il proprio tempo cercando ci allenarsi, come possono, per le prossime paralimpiadi.
Martina Caironi, campionessa paralimpica sui 100 metri piani ai giochi di Londra 2012 e sui 100 metri piani e argento sul salto in lungo a Rio 2006, ha infatti dichiarato:”Hanno preso la decisione giusta. In questo periodo ognuno di noi ha potuto toccare con mano la precarietà della vita e anche di alcune certezze che pensavamo di avere. Per quanto mi riguarda, da quando ebbi l’incidente nel lontano 2007, ho capito che tutto può cambiare da un momento all’altro e dunque quello che ci resta da fare è rimboccarci le maniche e affrontare di petto la situazione nuova che si ha di fronte.”
Il coronavirus sta lasciando dei segni profondi a tutta la popolazione e, sicuramente, questo periodo storico non verrà facilmente dimenticato ma è proprio la tenacia e la forza dei campioni paralimpici da prendere come esempio.
Oney Tapia, atleta paralimpico italiano, di origine cubana, specializzato nel lancio del disco e nel getto del peso, ha affermato:”Condivido questa decisione presa nel rispetto di tutta l’umanità. Ringrazio medici, infermieri e forze dell’ordine che stanno lavorando tantissimo per noi. Continuiamo a fare squadra e presto ne usciremo vittoriosi.”
Il coronavirus colpisce, dunque, qualsiasi persona senza fare distinzione di razza o di genere. La maggior parte della popolazione è allarmata, giustamente preoccupata, mentre gli sportivi paralimpici sono sempre i più coraggiosi. Avendo già subito sulla propria pelle cosa significhi veder stravolta la propria vita, non si lamentano ma sono piuttosto da stimolo per tutte quelle persone che si trovano in grave difficoltà.
Seguendo come esempio questi atleti e con la speranza di poter assistere alle paralimpiadi di Tokyo 2021, possiamo dire che insieme siamo in grado di combattere un mostro invisibile che sta facendo molte vittime non solo in Italia ma nel mondo intero e, soprattutto restando uniti, indubbiamente, ne usciremo fuori. 

  •   
  •  
  •  
  •