PyeongChang 2018, dopo 20 anni la Valanga rosa torna gigante con Brignone

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello Segui

BAD KLEINKIRCHHEIM, AUSTRIA - JANUARY 14: Federica Brignone of Italy in action during the Audi FIS Alpine Ski World Cup Women's Downhill on January 14, 2018 in Bad Kleinkirchheim, Austria. (Photo by Christophe Pallot/Agence Zoom/Getty Images)Erano 20 anni, da quando Deborah Compagnoni vinse l’oro a Nagano il 20 febbraio 1998, che la Nazionale italiana femminile non saliva sul podio olimpico in slalom gigante. Sulle nevi coreane di YongPyong, Federica Brignone ha messo fine a questo lungo digiuno. Lo ha fatto conquistando una meravigliosa medaglia di bronzo in una gara che l’ha vista protagonista sin dalla prima manche. Nella seconda, con tutta la pressione addosso, ha saputo gestire le emozioni mostrando una sciata bella e fluida facendo la differenza nella seconda parte del tracciato. Il bronzo della 27enne sciatrice valdostana dei Carabinieri – figlia d’arte, la mamma e’ l’ex campionessa Maria Rosa Quario ed il padre Daniele è maestro di sci – annulla quello che sarebbe stato un bilancio agrodolce per i colori azzurri. Infatti, dopo la manche del mattino tutte e quattro le italiane erano in lizza per il podio con Manuela Moelgg addirittura al comando. La senatrice della squadra, a 37 anni e probabilmente alla sua ultima stagione, non ha saputo esprimersi al meglio nella seconda manche finendo solo ottava. Non e’ la prima volta che la sciatrice altoatesina nelle manifestazioni importanti si trova nelle prime posizioni dopo la prima manche e poi fallisce clamorosamente. Ci si attendeva di più considerando i risultati della stagione e la prima manche sia da Marta Bassino che da Sofia Goggia, rispettivamente quinta ed undicesima. Campionessa olimpica si e’ laureata la statunitense Mikaela Shiffrin al secondo oro a cinque cerchi dopo quello di Sochi 2014 in slalom. Un po’ sorprendente l’argento della norvegese Ragnhild Mowinckel.

Le parole di Federica Brignone

“Questa medaglia per me ha un enorme significato. Posso dire che la festa non è finita perchè davanti a me ho ancora tante gare. Quando ho visto quei sette centesimi che mi separavano dalla Mowinckel ero dispiaciuta anche perché sapevo di non avere fatto una manche perfetta. Quando é scesa Manu e vedevo che perdeva così tanto stavo male per lei, mi sarebbe piaciuto salire sul podio assieme a lei”. Quella della Brignone è la quattordicesima medaglia azzurra nello sci alpino femminile ai Giochi. La prima fu il bronzo di Giuliana Minuzzo in discesa libera nel 1952 a Oslo, seguito, sempre per merito della Minuzzo, dal bronzo in gigante a Squaw Valley nel 1960. Si sono dovuti attendere 16 anni per la terza medaglia, l’argento in slalom speciale di Claudia Giordani nel 1976 a Innsbruck. Il primo oro arriva nel 1984 a Sarajevo per merito di Paoletta Magoni in slalom speciale. La medaglia successiva è un altro oro, quello di Deborah Compagnoni in supergigante ad Albertville 1992. Due anni dopo la sciatrice valtellinese e’ protagonista a Lillehammer, oro in gigante, colore di medaglia bissato quattro anni dopo a Nagano (assieme all’argento tra i pali stretti). Nel 1994 spazio anche ai bronzi in supergigante e discesa di Isolde Kostner. Il nuovo millennio si apre con l’oro di Daniela Ceccarelli ed il bronzo della Kostner in superg a Salt Lake City 2002 e, sempre nella località dello Utah, Kostner d’argento in discesa.

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