PyeongChang 2018: trappola nel ghiaccio per l’Italia

Pubblicato il autore: Daniele D'Amico Segui


Nella finale per il 5° posto, l’Italia batte il Giappone ma viene cancellata per un’invasione di Bugari che all’arrivo, inciampando, ferisce in modo grave il bronzo dei 10.000. Oro alla Norvegia e, tra le donne, al Giappone.

Italia congelata con beffa finale

Termina con un’amara squalifica l’avventura del terzetto azzurro dell’inseguimento a squadre maschile della pista lunga. Nicola Tumolero, Andrea Giovannini e Riccardo Bugari, domenica esclusi dalle semifinaliste per 46/100, che pure nella finale per il 5° posto, con 3’41”05, precedono il Giappone di 57/100, a gara finita vengono cancellati dall’ordine d’arrivo per un’invasione di corsia di Bugari a pochi metri dall’arrivo. Ma non c’è mai limite al peggio: lo stesso Bugari, immediatamente dopo il traguardo, inciampa su Tumolero (mentre parlano fianco a fianco), ferendolo all’altezza del tendine d’Achille destro. La prognosi prevede due settimane senza carico e tre mesi di stop. L’erede di Enrico Fabris domani tornerà in Italia.

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A fine gara ai micorfoni della Rai, Andrea Giovannini ha dichiarato che “al di là dell’infortunio, era dura trovare le giuste motivazioni per questa finale in quanto non sarebbe cambiata la vita” e Riccardo Bulgari ammette l’errore di velocità all’arrivo  che ha determinato la caduta.

Le medaglie

In modo sorprendente il titolo va alla Norvegia (3’37”52) che in finale precede la Sud Corea padrona di casa, dopo che in semifinale, con tanto di record olimpico (3’37”08), aveva eliminato l’Olanda. Orange sconfitte anche tra le donne: l’oro è del  team giapponese.

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