E se alla fine i Mondiali di Cortina slittassero al 2023?

Pubblicato il autore: Damir Cesarec Segui


Gli occhi sono tutti puntati al prossimo 1.mo luglio quando la Federsci internazionale si pronuncerà sulla richiesta di spostamento dei Mondiali di Cortina al 2022. Una soluzione che continua a far discutere (“E’ prematuro rinunciarvi già ora”, protestò nei giorni scorsi Federica Brignone), ma l’unica al momento praticabile dato che la stagione 2020/2021 appare fin d’ora un intricato rebus. Difficile pensare che l’emergenza coronavirus possa rientrare in tempi brevi, pertanto gli organizzatori sarebbero costretti a mettere in scena una rassegna iridata a porte chiuse. Uno scenario che il presidente federale Flavio Roda non intende prendere in considerazione.
“E’ stato fatto un lavoro enorme da parte di tutti e con grande qualità, dalle nuove piste alla logistica – ricorda il numero uno della FISI –. Dobbiamo quindi salvaguardare tutto ciò. Abbiamo dovuto rinunciare alle finali di Coppa del Mondo, un danno economico non indifferente, oltre che la mancata prova generale verso i Mondiali. Abbiamo ragionato su mille scenari e capiamo che c’è chi giudica la richiesta di spostamento frettolosa, ma va chiarito che per noi diventa una necessità visto che l’investimento in caso di cancellazione potrebbe rappresentare una tragedia. Arriveremmo a gennaio 2021 già con una spesa attorno ai 25 milioni di euro, creando potenzialmente un buco enorme. Considerata la situazione legata alla pandemia, che è ancora in piena evoluzione, diventa difficile andare avanti senza uno scenario differente. Sappiamo che non è la soluzione ideale, ma è l’unica che ci permette di avere maggiori garanzie”.

FISI, CONI e Fondazione Cortina 2021 hanno dunque le idee chiare: l’obiettivo è organizzare il Mondiale ampezzano nelle migliori condizioni possibili e, soprattutto, il più possibile al riparo dalle code della pandemia.

Mondiali «cannibalizzati»

La patata bollente passa quindi alla FIS, chiamata a prendere una decisione molto delicata. Infatti, accogliere la richiesta di spostamento significherebbe andare a stravolgere completamente il calendario 2021/2022, che a quel punto vedrebbe le Olimpiadi di Pechino a febbraio, i Mondiali di Cortina a marzo e le finali di Coppa del Mondo in aprile. Una strada difficilmente percorribile in quanto sovrapporre due grandi eventi a distanza di poche settimane l’uno dall’altro avrebbe diverse controindicazioni, dallo stress degli atleti al fatto che i Giochi rischierebbero di “cannibalizzare” i Mondiali.
E propria questa concomitanza ha fatto scattare l’allarme in casa dell’Associazione albergatori di Cortina, che starebbe ora valutando di chiedere un ulteriore rinvio dei campionati iridati al 2023 proprio per il timore che le Olimpiadi possano far passare in secondo piano l’evento ospitato dalla Perla delle Dolomiti. Una soluzione, a onor del vero, abbastanza ragionevole dal momento che non provocherebbe particolari stravolgimenti, se non lo slittamento dei Mondiali di Meribel/Courchevel di 12 mesi, ossia al 2024, un anno privo di grandi eventi in agenda.

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