Il re sul viale del tramonto?

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui
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E’ di poco fa la notizia che Roger Federer non disputerà il torneo parigino del Roland Garros.
Con un post su Facebook il campione svizzero ha annunciato al mondo che Sto facendo progressi costanti ma non sono ancora al 100%. Sento che potrei prendere un rischio inutile giocando senza essere pronto. Non è stata una decisione facile da prendere ma l’ho fatto per potermi garantire di poter giocare ancora e di allungare la mia carriera.
Il disagio di Roger è tutto in queste frasi: subito dopo l’intervento al menisco effettuato dopo il torneo degli Australia Open nel quale era stato eliminato alle semifinali, lo svizzero aveva provato il rientro al Torneo di Montecarlo dove tutto sommato aveva palesato pure una discreta condizione fisica seppur poi si era dovuto arrendere al francese Tsonga, ma già al successivo Torneo di Madrid non aveva potuto partecipare e a Roma, agli Internazionale di Italia, aveva fatto pressoché solamente presenza essendo stato eliminato agli ottavi da un semisconosciuto austriaco di nome Thiem.
Proprio in questa competizione vi era stata la conferma della scarsa condizione fisica del campione, quando ha palesato evidenti problemi alla schiena che ne limitavano notevolmente sia i colpi che i movimenti.
La notizia del forfait di Roger Federer agli Internazionali di Francia è a dir poco clamorosa se si considera che lo svizzero non saltava una prova di Slam dal 1999, esattamente dagli US Open di Flushing Meadows proprio del 1999, e che da quel momento aveva collezionato ben 65 partecipazioni consecutive.
Quest’anno si è aperto per Federer con sole cinque partite di cui tre vinte e due perse: magrissimo bottino per un campione e fuoriclasse del suo calibro.
E proprio questa desolante situazione ha fatto storcere il naso ai più maliziosi non del tutto convinti che il problema fisico del campione svizzero sia solamente il menisco, per di più già da tempo operato con diagnosi clinica perfettamente riuscita.
Lo stesso Federer, però, intervistato recentemente durante il torneo romano, aveva lasciato aperto qualche dubbio, poiché a esplicite domande si era sempre rifiutato di rispondere trincerandosi dietro il fatto che non si sentiva pronto per disputare competizioni ad alto livello.
E’ pur vero che oramai l’elvetico ha 34 anni ma il suo fisico è stato integro se non logorato solamente dalla sua straordinaria e inimitabile carriera, sempre giocata al massimo della forma, non fosse altro per la grandezza degli avversari incontrati nell’ultimo decennio, fra tutti Rafa Nadal prima e Nole Dijokovic nel presente oltre a tanti altri giocatori forti come il connazionale Stan Wawrinka e il britannico Murray.
Il mal di schiena, purtroppo, è il pericolo costante dei tennisti e un grande fuoriclasse come Federer non può permettersi di ritornare in campo fino al momento in cui la sua forma fisica non sia al massimo: vedere un Federer in tono minore fa male agli occhi degli appassionati di questo sport che tanto hanno amato la semplicità, l’umanità, la spettacolarità nei colpi di questo grande atleta.
Vogliamo rivedere il Roger Federer di sempre, ovvero quel giocatore capace di incantare le platee. Vogliamo rivederlo giocare contro il suo rivale più forte di questi anni, quel Novak Djokovic, suo successore destinato quasi certamente a superare nel numero di tornei vinti proprio il maestro Federer.
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