Federer, è lui il più grande sportivo di sempre?

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Federer

Federer, come lui nessuno mai

Federer, ancora un trionfo per il fenomeno svizzero. E’ complicato, davvero complicato trovare le parole per descrivere l’ennesima vittoria di Roger Federer. Sesto Australian Open vinto in carriera, 20esimo torneo del Grande Slam. Il tutto nell’anno in cui compirà 37 anni. Sembra ieri quando conquistava il suo primo Wimbledon, era il 2002. Aveva la coda e intravedeva una carriera luminosa. I fatti hanno superato le più rosee aspettative. Un anno e mezzo fa sembrava arrivata la fine. I problemi alla schiena e al ginocchio lo avevano fermato per diversi mesi. Il suo 2016 era finito a giugno. Poteva ritirarsi, senza troppi rimpianti. Molto l’avrebbero fatto. Non lui, non Roger l’alieno. Si è curato, ha cambiato allenatore e modo di giocare a tennis. Proprio in Australia è rinato, un anno fa, vincendo una finale memorabile contro Nadal. L’atto conclusivo contro Cilic dell’Australian Open 2018, è stato meno epico ma lo stesso emozionante.

Sì, perché quando Roger da Basilea gioca a tennis trasmette emozioni. A lui stesso, al pubblico, anche ai giudici di linea che si impappinano che lo fanno arrabbiare. Le lacrime versate durante la premiazione a Melbourne lo rendono ancora più umano. Lui che di umano sembra avere poco. Gli avversari lo rispettano, con la reverenza che si deve ad un re. Cercano di batterlo, ma spesso alla lunga hanno la peggio. Una forza mentale incredibile, che gli consente di tirare fuori il meglio del suo favoloso tennis nei momenti importanti dei match. Lunga vita a Re Roger da Basilea, lo svizzero che ha conquistato il mondo.

Federer, il più grande di sempre?

Non è facile paragoni tra giocatori di diverse epoche, figurarsi tra discipline sportive differenti. Non c’eravamo quando Jesse Owens faceva impallidire Hitler. Non c’eravamo quando Eddie Merckx divorava gli avversari con la bicicletta. Non c’eravamo quando Fangio dominava gli albori del mondiale di Formula 1. Non c’eravamo quando Pelè segnava in ogni angolo del mondo con la maglia verdeoro del Brasile. Non c’eravamo quando Mohammed Alì volava come una farfalla e pungeva come un’ape. Eravamo bambini quando Carl Lewis, riscriveva i libri di storia dell’atletica. Campioni, fenomeni che hanno scritto e riscritto la storia dello sport, insieme a tanti altri. Ci siamo oggi, che vediamo Roger Federer dominare la scena mondiale del tennis da tre lustri. Uno sport massacrante. 11 mesi all’anno in giro per il mondo a combattere con calli e vesciche. Il tennis ha avuto grandissimi miglioramenti, nei materiali e nella preparazione. Alla fine però in campo si è soli, con una racchetta ed una pallina.

Federer è un campione a tutto tondo. Amato in tutto il mondo. Campione di longevità. Straordinaria longevità. Molto grandissimi del tennis si sono ritirati, spremuti, a 30 anni. Lui ne compirà 37 il prossimo 8 agosto e già pensa al 2019. Non ha voglia di smettere, ha solo voglia di continuare a giocare a tennis e vincere. La vittoria per lui non è ossessione, ma semplice conseguenza delle sue azioni in campo. Roger tira fuori dal suo cilindro magico dei colpi che lasciano spiazzati gli avversari. Dopo l’Australian Open probabilmente si fermerà. Tornerà forse ai Master 1000 americani, per poi cominciare a mettere nel mirino l’erba verde di Wimbledon. Non sappiamo se Roger Federer da Basilea è il più grande sportivo di sempre. Forse non lo sapremo mai. Per saperlo poi dobbiamo aspettare che si metta a riposo per crescere i suo gemelli. E questo momento sembra ancora lontano. Per fortuna.

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