Tennis: A Parigi una semifinale leggendaria. Tra Federer e Djokovic la spunta il serbo, ma a vincere è lo spettacolo.

Pubblicato il autore: Davide Visioli Segui

Match spettacolo nella semifinale di lusso dell’ATP Masters 1000 di Parigi-Bercy tra Federer e Djokovic

Tennis: A Parigi una semifinale leggendaria. Tra Federer e Djokovic la spunta il serbo, ma a vincere è lo spettacolo.

Probabilmente questa doveva essere la vera finale del torneo Master 1000 di Parigi-Bercy, che come di consueto precede le finali ATP (quest’anno a Londra), invece il tabellone ha riservato un incrocio epico in semifinale, proponendo DjokovicFederer sullo stesso lato nel torneo.
Probabilmente questa è stata la vera finale. Sul Centrale esaurito in ogni ordine di posto di Parigi-Bercy, al termine di un match leggendario e dopo oltre 3 ore di battaglia durissima, chi accede alla finalissima di domani pomeriggio è Novak Djokovic per 7-6 5-7 7-6, restituendoci però un Roger Federer mai domo, che pur uscendo sconfitto, ha offerto la sua miglior performance dell’anno in un match epico, contro il numero 1 al mondo. Un Federer del genere probabilmente dovrà attendere poco per cogliere il successo numero 100 nel circuito.

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Difficile trovare le parole per descrivere l’emozione che ci ha lasciato questa supersfida e sopratutto l’altissimo livello di gioco che i due contendenti hanno impresso senza mai risparmiarsi sul campo.
Tre ore di autentico spettacolo, che hanno deliziato il pubblico del Centrale, con un tennis stellare.
La gara l’ha fatta sua alla fine Nole, arrivato con un pelo più di lucidità, in vista del traguardo finale di un drammatico tie break. Il serbo era stato capace di guadagnarsi durante il match ben 12 palle break, senza però mai riuscire a sfruttarle (arrivando per questo a beccarsi anche un “warning” dal direttore di gara in un momento di frustrazione durante il terzo set). Quando l’inerzia del match sembrava pendere leggermente in favore dello svizzero, ecco che Djokovic ha trovato il filotto decisivo con un 7-3 nel tie break finale, dopo essersi aggiudicato quello del primo set per 8-6 (con l’aggiunta di 7 aces di cui 6 realizzati solo nei game finali, zero doppi falli e solo 8 punti concessi a Federer al tramonto del match).

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Al 47° confronto in carriera (questo il 25° per Djokovic, contro i 22 per Federer), con 34 Slam ripartiti tra i due, Federer e Djokovic hanno impressionato non solo per qualità e intensità, tenendo incollati spettatori e appassionati, ma anche nei numeri, con l’incredibile cifra di 251 punti complessivi e un parziale finale che recita 128-123 in favore del serbo.
Per Federer condannato da un paio di errori di troppo al crepuscolo del match, sul decisivo tie break, poco da rimpiangere visto il livello eccezionale mantenuto per 3 ore, nella sua migliore prestazione dell’anno. Lo svizzero rinvia la centesima perla di una carriera leggendaria alle ATP Finals di Londra, giungendo in uno stato di grazia tale da esser simile a quello ammirato a inizio stagione agli Australian Open.
Per Djokovic la resurrezione è ormai conclamata. Nole è tornato il martello che è sempre stato, ponendo pressione costante persino sul più difficile tra i suoi avversari. Quel robot che imperversava nelle sue stagioni migliori, è riapparso quest’anno da Wimbledon in poi, anche se va sottolineata la contemporanea assenza di alcuni tra i migliori interpreti del gioco e avversari come Stan Wawrinka ed Andy Murray, Rafa Nadal e Juan Martin Del Potro, tutt’ora infortunati.
Ciò nonostante, le sue fortune le ha costruite ritrovando gioco e mentalità vincente, con le sue forze.

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Alla sua quarta finale consecutiva su cinque in questo 2018, divisi tra due Slam e due 1000 (Wimbledon, US Open, Cincinnati e Shanghai), Nole se la vedrà domani pomeriggio in finale contro il russo Karen Khachanov che nell’altra semifinale meno “nobile”, ha superato agevolmente l’austriaco Dominic Thiem per 6-1 6-4.
Il russo di 198 cm, per fronteggiare il numero 1 al mondo, dovrà giocarsi le sue chances dal servizio, tentando di comandare il gioco per impedire che Djokovic imponga il proprio ritmo di scambi.
Una grande prova di maturità per il giovane russo; una conferma per Novak Djokovic che oggi ha impressionato, scrivendo assieme a Roger Federer, una delle più belle pagine della storia moderna del tennis.

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