Tennis, Gabriela Sabatini: l’argentina compie 50 anni

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

Oggi 16 maggio l’argentina Gabriela Sabatini la tennista argentina naturalizzata italiana che tra la seconda metà degli anni ’80 e la prima degli anni ’90 ha fatto sognare tanti fans che l’adoravano sia per come giocava ma anche per la sua bellezza estetica, compie 50 anni.

Gabriela Sabatini, la sua carriera

La classe’70 iniziò a giocare a sei anni e vinse il primo torneo Junior a tredici (la più giovane di sempre a riuscirci), passando al professionismo già nel 1985 (a solo 15 anni), quando riuscì a conquistare la semifinale del Roland Garros, sconfitta dalla statunitense Chris Evert. Sempre in quell’anno conquistò il primo torneo Wta (Tokyo) grazie alla vittoria in finale contro l’americana Linda Gates. In tutto sono stati 27 le sue affermazioni nel circuito femminile così ripartiti: nove sul cemento, undici sulla terra e sette sul sintetico, l’unico neo della sua ottima carriera è stata non aver vinto mai sull’erba, arrivandoci molto vicino a Wimbledon (1991), ma in quell’occasione la tedesca Steffi Graf ebbe la meglio 8-6 al quinto set. Sono state altre due le finali del Grande Slam entrambe a Flushing Meadows e sempre con la Graf: la prima persa nel 1988, la seconda vinta nel 1990. A tutto questo vanno aggiunti anche dodici tornei di doppio. Famosa la rivalità con la tennista di Mannheim, con le due giocatrici che si sfidarono per quaranta volte con un bilancio di 29-11 a favore della teutonica.

L’argentina ha avuto un grande feeling con gli Internazionali di Roma dove ha ottenuto ben quattro successi (1988-89-91-92) tant’è che il pubblico del Foro Italico l’adottò simbolicamente come se giocasse per i colori italiani.

Diciamo che alla fine ha vinto di meno di quanto si potesse pensare all’inizio di carriera, ma purtroppo un handicap con cui ha dovuto convivere, è stato il servizio che non era all’altezza della giocatrici più forti dell’epoca. Si ritirò solamente a 26 anni, nel 1996.
In Argentina era ed è tuttora considerata un vero e proprio simbolo sportivo, ricordando che nel 2006 a Newport è stata introdotta nella International Hallo of Fame.

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