Short track: Torino, una Fontana di successi

Pubblicato il autore: Jacopo Chiodo Segui

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Si è chiuso il cerchio. Arianna Fontana conquista il suo 18° oro in una rassegna continentale. E’ tornata a vincere e a gioire, dopo due anni in cui, quasi mai ne ha avuto la possibilità. Ancora sul gradino più alto del podio, ancora qui, al Palavela di Torino, dove nel 2006 a quindici anni vinse la prima delle sue cinque medaglie olimpiche. Una vittoria sofferta, quasi insperata, arrivata dopo essersi qualificata alle finali di tutte e quattro le competizioni (500, 1000, 1500 e 3000).

Era del 2009, l’ultimo trionfo a Torino della Fontana, una città, un pubblico, che però non ha mai smesso di sostenerla: “È un’emozione indescrivibile: ho avuto una grande spinta dal pubblico, che ci credeva più loro di me. Non potevo deluderliQuesto titolo mi aiuta molto dal punto di vista mentale: non avevo la testa giusta per le gare negli ultimi tempi. Mi darà grande carica”.

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Un successo maturato al termine di una gara difficile, che l’angelo biondo ha condotto alla perfezione, aiutata anche dalla fortuna. Nonostante prima dei 3000 conclusivi, i punti che separavano l’atleta italiana dalla russa Prosvirnova erano ben 15, Arianna, consapevole che una vittoria non avrebbe garantito il successo del titolo, non ha mollato, ci ha provato ed è stata premiata: “Sapevo che non sarebbe stato facile, ce lo siamo giocato fino all’ultimo io e Sofia ProsvirnovaFortunatamente sono riuscita a mettere davanti la mia gambetta nella Superfinale”.

La Russia si suicida: la Konstantivova, seconda, precede di 17/1000 la connazionale Prosvirnova. Tra il secondo e il terzo posto ballano sette punti, quelli che fanno la differenza. Arianna Fontana è campionessa.

E pensare che, la rincorsa all’oro era iniziata tutt’altro che bene, con quella squalifica nei 1000 dopo che Arianna Fontana, ad un passo dalla fine perde l’equilibrio e fa cadere la Van Kerkoff che la trascina con sè in balaustra. Squalifica, quinto posto relativo e situazione compromessa, unica nota negativa in una grande giornata: “Non è andata come volevo, c’è stata una spinta e mi sono ritrovata in una posizione che mi ha dato la squalifica. Fa parte del gioco e va accettato”.

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Come se non bastasse, la valtellinese chiude anche la staffetta, lo fa prima di tutte le altre squadre, superando prima l’Olanda e poi l’Ungheria. Primo posto e medaglia d’oro per il quartetto azzurro Peretti-Valcepina-Maffei-Fontana, capaci di confermare il trend positivo in questa disciplina, anche se, il riconoscimento più importante, il più prestigioso, mancava da parecchio tempo come racconta al termine la stessa Fontana: “Sono contentissima anche per la staffetta: era da 11 anni che non salivamo sul gradino più alto di un Europeo. Eravamo cariche essendo in casa e lo volevamo fortemente“.

La ventiseienne di Sondrio, in chiusura oltre ai consueti ringraziamenti, vuole fare una promessa e fissa un obbiettivo: “Dedico la vittoria a tutti i miei compaesani, che sono venuti sin qui per vedermi. E poi alle mie compagne di squadra, che mi hanno dato una mano nella Superfinale e a mio marito, che non era qui presente ma mi ha seguito in streaming. Sono contenta e carica, ho un obbiettivo l’Olimpiade di Pyeongchang 2018 , ancora è presto ci sono di mezzo tante altre gare, che sfrutterò per arrivarci prontissima“.

 

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