Davvero abbiamo bisogno di un altro Mayweather vs McGregor (questa volta nell’ottagono)?

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui


Sembrava una boutade, una delle tante provocazioni che corrono tra due campioni della loro categoria nonché pesi massimi del proprio ego. Invece, ci risiamo: le possibilità che avvenga un rematch Mayweather vs McGregor si fanno di ora ora più tangibili, o quasi.

Mayweather vs McGregor: il primo incontro

Partiamo dall’inizio, o meglio dalla fine dell’incontro di boxe tra Floyd Mayweather, il pugile che ha stracciato il record di incontri vinti detenuto da Rocky Marciano, e Conor McGregor, una delle icone mondiali delle MMA e capace di tenere per sé due titoli mondiali in contemporanea.
Il match che si è tenuto lo scorso 26 agosto alla T-Mobile Arena di Las Vegas si è poi concluso al decimo round con il ko tecnico di Notorious, che ha resistito finché ha potuto in una disciplina che non era la sua. McGregor, fedele alla sua linea, neanche il tempo di uscire dal ring per (non) rientrare ancora nell’ottagono aveva minimizzato la sconfitta.
Mentre l’avversario, sbrigata la pratica ed incassata anch’egli la lauta borsa multimilionaria, annunciava il definitivo ritiro, il fighter irlandese si lamentò della chiusura troppo repentina dell’incontro e giudicò Pretty Boy sicuramente esperto, ma non così forte o veloce.
In seguito McGregor si è goduto un periodo di aspettativa dall’UFC, anche per via della paternità, facendo innervosire il commissioner Dana White che ha in pratica intimato al fighter di decidere cosa fare del suo futuro, pena la perdita della cintura di campione dei pesi leggeri (ma questa è un’altra storia).

Mayweather vs McGregor: la provocazione di Pretty Boy

Sta di fatto che pare che la stella dell’UFC stia pianificando un ritorno o meglio, stia contrattando il suo comeback, magari con un nuovo contratto ancora più lucrativo; ma bisognerebbe vedere contro chi e per cosa. Ancora non si sa bene se il match Tony Ferguson vs Khabib Nurmagomedov, che si disputerà per l’UFC 223 di questo aprile, sarà valido per un interim dei pesi leggeri o chi vince diventerà il campione di categoria soffiando il titolo a McGregor.
Anche se Dana White ha affermato in precedenza che l’UFC può cavarsela benissimo ed andare avanti senza l’irlandese (“Non esiste uno sport in cui un solo atleta possa tenere in ostaggio un intero movimento“, disse al The Toucher and Rich Show) un ritorno in gabbia di un personaggio del genere potrebbe in realtà fare gola, ma come abbiamo notato si naviga a vista.
Ora, a complicare ulteriormente la situazione è la possibilità che il rematch Mayweather vs McGregor divenga realtà, questa volta non più boxando ma combattendo secondo le regole UFC in un ottagono. Conor ne sarebbe entusiasta, Pretty Boy non si era più di tanto sbilanciato sino alle ultime settimane.
Floyd ha pubblicato recentemente infatti delle clip sul suo profilo Twitter in cui lo si vede entrare nell’ottagono e provocare il suo avversario. Vedere per credere:

 

 

Stephen Espinoza, vicepresidente esecutivo di Showtime, il network televisivo che ha trasmesso l’incontro dello scorso agosto, ai microfoni di TMZ ha affermato da poco che potrebbe esserci effettivamente la possibilità che Mayweather trascini l’irlandese nel rematch nella gabbia. Il che aprirebbe una serie di incognite.

Mayweather vs McGregor: perché insistere?

Ad esempio, Conor è specializzato nelle MMA ma ha comunque mosso i primi passi nel pugilato, quindi la boxe non era per lui un territorio ignoto; il suo avversario, invece, ha praticato esclusivamente solo la disciplina che tante soddisfazioni gli ha dato: convertirsi alle arti marziali miste è un po’ più complicato rispetto al percorso inverso fatto dall’avversario.
Inoltre Pretty Boy è ormai un pensionato d’oro, anzi di platino, e in un eventuale rematch si giocherebbe giusto la faccia ma non la carriera. Conor invece deve decidere seriamente che fare del suo futuro, se continuare in UFC aspettando eventualmente di giocarsela contro Ferguson o Nurmagomedov, oppure rincorrere Mayweather per disputare un incontro che nulla aggiungerebbe né toglierebbe alla sua carriera (se non un mucchio di soldi, ovviamente).

 

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L’irlandese ha abbozzato per il momento davanti alle provocazioni del pugile alle quali ovviamente non intende piegarsi, ma siamo sicuri che la boxe e soprattutto la MMA necessitino di questo ennesimo combattimento tra galli?
Oscar De La Hoya, ex pugile ed imprenditore di successo, dichiarò l’anno scorso il suo sprezzo contro questo tipo di incontro, mettendolo a paragone con quello che lui definì invece un “match serio“, da lui organizzato, ovvero quello tra Canelo Álvarez e Gennady GGG Golovkin (e quest’anno ci sarà anche il rematch). Il grande promoter Bob Arum parlò di uno spettacolo di intrattenimento, e così via di scetticismo tra i pugili, un ambiente notoriamente purista.
Il mondo della MMA e in particolare della UFC, invece, cos’avrebbe da dire riguardo ad uno scontro nella gabbia tra Mayweather e McGregor? Passi lo spettacolo e il business, su quello non si discute né si critica. Chiunque di noi appassionati proverebbe una certa dose di curiosità davanti ad un match del genere, anche per vedere come si comporterebbe Pretty Boy nell’ottagono. E anche questo articolo contribuisce ad aumentare l’hype intorno a questo evento.
Ma il bel gioco dura poco, e vedere due atleti di livello eccelso (poi si può discutere a vita sulla loro personalità) doversi rincorrere a vicenda in una sfida a chi giganteggia sull’altro, quasi fosse una questione personale, una infinita schermaglia giustificata dall’egocentrismo e dall’avidità, mette un po’ di tristezza.
La boxe, la MMA e la UFC fortunatamente regalano già dello spettacolo di altissima qualità, lo abbiamo visto recentemente con i match Lomachenko vs Rigondeaux (anche se un po’ deludente) da una parte o il fight Stipe Miocic vs Francis Ngannou nell’UFC 220.
Altre battaglie, invece, è meglio che restino un unicum e non si tiri troppo la corda dell’intrattenimento ad ogni costo: se si spezza, si rischia di gettare i suoi protagonisti, se non un intero movimento, nel ridicolo.

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