Esclusiva, Paolo Artico: “Roma-Udinese aperta a qualsiasi risultato. Totti e Di Natale? Simili ma…”

Pubblicato il autore: Alessio Pompili Segui

Paolo Artico, ex preparatore atletico dell’Udinese nonché ex preparatore di fiducia di Antonio Di Natale, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla redazione di SuperNews sulla sua precedente squadra, impegnata domani contro la Roma di Rudi Garcia, affrontando come argomenti proprio il campionato con la prossima sfida contro i giallorossi, Totò Di Natale e la sua esperienza al PAOK.

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Domani nel decimo turno in programma per il campionato, l’Udinese affronterà la Roma. Come vede la sfida con i giallorossi?
Sono due squadre molto diverse. La Roma attualmente è prima in classifica e ha ambizioni molto forti, diverse da quelle dell’Udinese. Questo non vuol dire che l’Udinese non farà di tutto per fare risultato e portare a casa qualche punto. A Udine c’è una grande mentalità, una forte cultura del lavoro, soprattutto nella preparazione della partita durante la settimana. Per questo non escludo che possa esserci una sorpresa nel risultato di domani sera.

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Alla Roma mancheranno Salah e De Rossi, due assenze pesanti. Crede che queste defezioni possano favorire in qualche modo l’Udinese?
Parliamo di due giocatori molto importanti per la Roma, che stanno attraversando un grande momento di forma, ma Rudi Garcia ha una squadra all’altezza per sopperire a queste assenze. La Roma ha la fortuna di avere ricambi che le permettono di rimanere competitiva e chiunque scenderà in campo non farà rimpiangere gli squalificati. Sono sicuro però che l’Udinese di mister Colantuono cercherà i punti deboli della Roma per tentare di metterla in difficoltà.

L’inizio di stagione dell’Udinese non è stato dei migliori, ma nell’ultimo mese la squadra non ha subito sconfitte, allontanandosi dalla zona retrocessione. Quali sono gli obiettivi di questa squadra?
Sicuramente l’obiettivo primario è la salvezza. Io sono stato per quattro anni a Udine e posso dire che la società per prima cosa ha sempre puntato a salvarsi. Non dimentichiamoci poi che l’Udinese può contare anche sulle proprietà di Granada e Watford, quindi ha un ottimo parco giocatori, tutti calciatori che vengono valorizzati. Questo ha portato l’Udinese a cercare di qualificarsi in anche Europa League. L’obiettivo primario comunque resta la salvezza.

Lei ha lavorato con molti grandi campioni, italiani e non. Qual è il segreto di Di Natale per continuare a giocare ancora ad alti livelli?
Ho seguito giocatori del calibro di Roberto Baggio e Alvaro Recoba, ma per quanto riguarda Antonio Di Natale il suo segreto è stata la sua velocità, la sua rapidità. Essendo così veloce a 38 anni, è riuscito e riesce ancora a giocare ad alti livelli. Tutto ciò ha portato anche a delle positive conseguenze, come i pochi infortuni subiti da Totò, grazie a questo suo modo di essere. Inoltre va dato merito anche alla società, brava a centellinarlo quando necessario e risparmiargli sicuramente qualche infortunio.

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Attualmente Di Natale ha segnato 208 gol in Serie A, a meno 8 dalla coppia Meazza-Altafini e a meno 17 reti da Nordhal. Crede che Antonio voglia superare questi record prima di smettere?
Si, sicuramente. Antonio con me è sempre stato abituato a ragionare per obiettivi a breve termine, piuttosto che quelli a lungo termine. Gli obiettivi a breve termine per un giocatore esperto sono la cosa migliore e possono anche dare stimoli diversi rispetto ad obiettivi lontani nel tempo. Sono sicuro che già quest’anno Antonio riuscirà a colmare il gap con Meazza-Altafini e ancora più sicuro che l’anno prossimo continuerà a giocare per raggiungere Nordhal nella classifica di tutti i tempi della Serie A.

Totti e Di Natale: domani questa sfida diretta non ci sarà vista l’indisponibilità del capitano giallorosso. Secondo lei, sono due giocatori che si assomigliano?
Da un lato si, dall’altro no. Si assomigliano perché ovviamente sono due campioni assoluti. C’è da dire però che Totò è esploso a 30 anni, quindi un po’ tardi, e questa è la principale differenza tra i due. Totti a 23 anni era già un campione che poi si è confermato nel tempo, mentre Antonio ci ha messo un po’ di più. In rapporto però Totò ha davvero fatto cose straordinarie, segnando tantissimi gol e affermandosi tra i più grandi.

Come procede la sua avventura al PAOK?
Siamo stati bravi a qualificarci in Europa League dove nelle prime tre partite abbiamo pareggiato con  Gabala, Borussia Dortmund e Krasnodar. In classifica attualmente siamo quarti a quattro punti dal secondo posto occupato dal Panathinaikos, e proprio contro di loro abbiamo vinto 3-1 nell’ultima partita di campionato giocata domenica. Qui ho trovato una squadra con buona personalità da parte dei giovani, sui cui poter lavorare. Per quanto riguarda la stagione, ci sono tre-quattro squadre davvero buone, per il resto nulla di particolare. In definitiva però è un campionato buono e competitivo.

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