Foggia: i 19 anni di inferno rossonero. Tutta la storia e le statistiche

Pubblicato il autore: Francesco Ippolito Segui
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Foggia: l’inferno è alle spalle

L’inferno rossonero. Non c’è titolo migliore per descrivere questi ultimi diciannove anni di storia del Foggia. Tutto è cominciato il 7 giugno 1998,  allo Stadio Arechi di Salerno. Allora la Salernitana guidata da Delio Rossi (foggiano di adozione) festeggiava una storica promozione in Serie A. Contemporaneamente i satanelli, perdendo 3-2, finirono in Serie C1​. La retrocessione in terza serie, dopo nove anni a dettare legge in A e B, fu solamente il preludio di due decadi sfortunatissime: da quel momento le poche gioie arrivate, una Coppa Italia di Serie C ed una Coppa Italia di Lega Pro, non sono riuscite a soddisfare i tifosi rossoneri. Fino all’arrivo di Giovanni Stroppa.

Dall’inferno della C1 alla C2

È il 23 agosto 1998 il vero inizio dell’inferno rossonero. Il Foggia, affranto e distrutto, prova a ricominciare dal Marcantonio Bentegodi, in vista del primo turno di Coppa Italia contro il Chievo Verona. L’allenatore rossonero è Lorenzo Mancano, nato a Foggia ed ex tecnico della primavera dei satanelli. Infatti la rosa è composta per la maggior parte da giocatori giovani, quasi tutti “svezzati” in terra dauna. In Veneto il Foggia resiste e pareggia 0-0, prima di essere eliminato al ritorno a causa di un 1-1 tra le mura amiche del Pino Zaccheria. Il campionato invece, appare già da subito in salita. Il tragico ritorno del Foggia in Serie C1 è datato 6 settembre 1998: una sconfitta per 1-0 al Provinciale contro il Marsala. Tra i tifosi iniziò a scendere la delusione, fin quando riuscirono a vedere un barlume di luce con Franco Sensi, già proprietario della Roma. Infatti l’imprenditore capitolino il 20 ottobre acquistò il 66% delle quote societarie. Purtroppo però la gestione Sensi fu un flop clamoroso: a fine stagione i rossoneri retrocessero in Serie C2, dopo aver perso i play-out con l’Ancona. Per i supporter rossoneri sembrava il punto più basso della storia del Foggia ed in effetti fino ad allora lo era. Il Foggia compie 80 anni in C2, dalla quale prova ad uscire subito attraverso il sadico (per il Foggia) meccanismo dei play-off: ma ancora una volta i rossoneri dovettero arrendersi agli spareggi, questa volta contro l’Acireale. Sensi chiude con il Foggia ed il presidente Antonio Nazzaro rimane solo alla guida della società, prima di andare nelle mani di Giorgio Chinaglia prima e Alessandro Tomaselli poi. Il Foggia prova l’assalto alla promozione la stagione successiva, ma per l’ennesima volta si arrende ai play-off, in finale contro il Paternò. La stagione che regala qualche soddisfazione ai tifosi dauni è la 2002-2003: sotto la presidenza di Franco Patano, il Foggia guidato da Pasquale Marino macina vittorie su vittorie, ottenendo un record di nove vittorie consecutive (violato dall’armata di Stroppa sabato scorso). A fine stagione arriva la fatidica promozione in C1, dopo uno 0-0 con la Lodigiani al Flaminio di Roma.

A un minuto dalla Serie B

La promozione restituisce fiato alla società, che si trova nel bel mezzo di una vera e propria crisi. Gli incubi però, a volte diventano realtà, ed il 6 aprile 2004 il Foggia Calcio viene dichiarato fallito. Sembra l’epilogo della storia del calcio a Foggia, ma invece qualche giorno dopo il club viene comprato dall’imprenditore Giuseppe Coccimiglio, che costituisce l’Unione Sportiva Foggia, ammessa ancora in Serie C1. Sul campo il Foggia arranca, ma riesce a trovare la salvezza. Il problema viene sempre dal fronte societario, che non riesce a far quadrare i conti. Coccimiglio nell’estate del 2005 lascia la guida della società ad una cordata di imprenditori foggiani, guidati da Tullio Capobianco. La società si muove sul mercato e trova una dimensione nella stagione 2006-2007, quando vince, il 25 aprile 2007 in finale contro il Cuneo, la Coppa Italia di Serie C. In campionato i rossoneri acciuffano i play-off, dove in semifinale superano all’andata la Cavese per 5-2, ma al ritorno si ritrovano sotto di tre gol al 90′: è Mastrununzio, a tempo praticamente scaduto, a segnare il gol che porta i rossoneri in finale, contro l’Avellino. Nel primo atto i rossoneri vincono 1-0 grazie ad una rete di Mario Salgado. La gara di ritorno, il 17 giugno al Partenio, può segnare la storia rossonera. Per 89 minuti il Foggia gioca in maniera ordinata senza concedere nulla. La Serie B è ad un soffio. Ma i sogni più belli vengono spezzati a un minuto e mezzo dal termine del match, quando un fortunoso tiro di Rivaldo Gonzalez, condanna i satanelli ai supplementari, poi persi per disperazione 3-0. Una botta troppo forte, dal quale il Foggia non si è mai ripreso. Negli anni successivi la maledizione dei play-off è continuata, con le eliminazioni con Cremonese Benevento. Nel 2009-2010 i rossoneri si ritrovano addirittura ai play-out, contro il Pescina. L’andata, ad Avezzano, finisce in vittoria per il Foggia, con un convincente 2-1, ma nel match di ritorno la tensione è altissima: a venti minuti dalla fine i padroni di casa sono sotto 2-0 ed un tifoso invade il campo per rincuorare la squadra. I rossoneri sembrano sulla via della retrocessione, quando al quinto minuto di recupero Caraccio segna di testa il gol che vale la salvezza.

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Zemanlandia 2 non ha successo: dalla Serie D ad oggi

Nell’anno del novantennale torna a Foggia come proprietario Pasquale Casillo, insieme al ds Peppino Pavone ed a mister Zdenek Zeman. Zemanlandia 2 però non ha successo come la precedente, nonostante i tanti talenti sfornati come SalamonInsigne Sau. Al termine della stagione 2011-2012 il club non si iscrive in Lega Pro. Il Foggia riparte dai dilettanti, dalla Serie D, toccando il punto più basso della sua storia: i rossoneri non erano mai scesi in quinta divisione. La squadra, guidata da mister Pasquale Padalino, viene ricostruita partendo da un blocco “made in Foggia”, con il capitano AgnelliQuinto ed Agostinone, senza dimenticare il barese Loiacono. I satanelli concludono il campionato al quinto posto, perdendo (ancora una volta) i play-off con il Matera. Ma questa volta non fa niente: la squadra viene ripescata in Lega Pro Seconda Divisione, giunta all’ultima edizione prima di essere soppressa a causa della riforma della Lega Pro. Nella ex C2 il Foggia conclude il campionato al sesto posto e conseguentemente, con il minimo sforzo, viene ammessa alla Lega Pro unica. Il nuovo tecnico dei satanelli diventa Roberto De Zerbi, che alla prima stagione, complice la discontinuità della squadra, centra il settimo posto. Nella stagione 2015-2016 invece cambia la musica: la famiglia Sannella prende la guida della società ed i risultati si vedono subito, con una vittoria per 2-1 al San Nicola nel derby d’Apulia contro i rivali del Bari in Coppa Italia. Grazie ad un Pietro Iemmello in forma (37 reti a fine stagione), il Foggia riesce a conquistare la Coppa Italia Lega Pro, la seconda della sua storia. In campionato il Benevento è irraggiungibile ed i dauni sono costretti, ancora una volta, ai play-off. Dopo aver eliminato Alessandria Lecce, il Foggia si ritrova in finale contro il Pisa di Gattuso. L’andata finisce malissimo, 4-2 per i nerazzurri. Nel match di ritorno i toscani mettono un pullman davanti alla porta ed il Foggia riesce a segnare solo all’88’, con un rigore di Iemmello, prima di subire il gol beffa di Eusepi al 92′. Per l’ennesima volta i play-off sono stati amarissimi per il Foggia.

Il resto è storia. Il Foggia Calcio il 14 agosto 2016 esonera De Zerbi per ingaggiare Giovanni Stroppa. Il tecnico lodigiano, in silenzio ed umiltà, macina vittorie su vittorie, conducendo un girone di ritorno da fenomeni, arrivando sabato scorso a dieci vittorie consecutive. Al momento i rossoneri si trovano ad 80 punti. Ne basta uno solo domenica prossima, al Domenico Purificato di Fondi, per tornare in paradiso. Un punto che vale un’attesa lunga 19 anni.

Tutti gli avversari

Sono 145 gli avversari con cui ha giocato il Foggia durante il suo “castigo” infernale: il primo è stato il Chievo, l’ultimo proprio il Fondi. Ecco tutti gli avversari del Foggia in questi ultimi 19 anni di storia:

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Acireale
Akragas
Alessandria
Ancona
Aprilia
Arezzo
Arzanese
Ascoli
Atletico Catania
Atletico Roma
Avellino
Aversa Normanna
Bari
Barletta
Battipagliese
Benevento
Bisceglie
Brindisi
Campobasso
Carpi
Casertana
Castel di Sangro
Castel Rigone
Castrovillari
Catania
Catanzaro
Cavese
Celano
Chieti
Chievo Verona
Cittadella
Como
Cosenza
Cremonese
Crotone
CTL Campania
Cuneo
Fano
Fasano
Fermana
Fidelis Andria
Foligno
Fondi
Fortis Trani
Francavilla in Sinni
Frosinone
Gallipoli
Gavorrano
Gela
Giugliano
Giulianova
Gladiator
Grosseto
Grottaglie
Gualdo
Hellas Verona
Igea Virtus Barcellona
Ischia Isolaverde
Juve Stabia
Lanciano
L’Aquila
Latina
Lecce
Lecco
Legnano
Lodigiani
Lucchese
Lumezzane
Lupa Castelli Romani
Lupa Roma
Manfredonia
Marsala
Martina Franca
Massese
Matera
Melfi
Messina
Monopoli
Monza
Napoli
Nardò
Nocerina
Novara
Olbia
Padova
Paganese
Palermo
Palmese
Paternò
Pavia
Perugia
Pescara
Pescina Valle del Giovenco
Pisa
Pistoiese
Poggibonsi
Pomigliano
Pontedera
Portogruaro
Potenza
Pro Patria
Pro Sesto
Pro Vasto
Pro Vercelli
Puteolana
Ragusa
Ravenna
Real Marcianise
Reggiana
Reggina
Rimini
Salernitana
Sambenedettese
San Marino
Sangiovannese
Sant’Anastasia
Sant’Antonio Abate
Sassuolo
Savoia
Siena
Siracusa
Sora
Sorrento
Spal
Spezia
Taranto
Teramo
Termoli
Ternana
Tivoli
Torres Sassari
Trapani
Tricase
Triestina
Tritium
Turris
Tuttocuoio
Val di Sangro
Venezia
Viareggio
Vibonese
Vigor Lamezia
Virtus Francavilla
Vis Pesaro
Viterbese

Tutti gli stadi visitati

139 gli stadi visitati dal Foggia durante il suo esilio nel calcio minore: il Domenico Purificato di Fondi sarà il 140esimo. Oltre il Pino Zaccheria, lo stadio di Foggia, i rossoneri hanno utilizzato come stadio di casa per alcune partite (per indisponibilità dello stadio o per la decisione di giocare su un campo neutro) anche l’Aragona di Vasto, il Comunale di Lucera, il Domenico Monterisi di Cerignola, il Miramare di Manfredonia, il Partenio di Avellino, il Santa Colomba di Benevento (ora Ciro Vigorito), il Via del Mare di Lecce. Il San Paolo è stato lo stadio più grande visitato, durante la permanenza del Napoli in C1. Il San Bartolomeo di Castel Rigone invece lo stadio più piccolo, con una capienza di sole 800 persone.

Adriatico
Agostino De Cicco
Alberto De Cristofaro
Alberto Picco
Alberto Pinto
Aldo Campo
Alfredo Giraud
Alfredo Viviani
Amerigo Liguori
Angelo Massimino (ex Cibali)
Antonio Bianco
Aragona
Arechi
Arena Garibaldi-Romeo Anconetani
Artemio Franchi
Arturo Collana
Arturo Valerio
Atlantico D’Amuri
Augusto Bisceglia
Breda
Brianteo
Bruno Benelli
Bruno Nespoli
Bruno Recchioni
Carlo Angelo Luzi
Carlo Speroni
Carlo Stagno d’Alcontres
Carlo Zecchini
Centro d’Italia-Manlio Scopigno
Cino e Lillo Del Duca
Ciro Vigorito (ex Santa Colomba)
Città di Arezzo
Claudio Tomei
Comunale di Lucera
Comunale di Palma Campania
Comunale di Teramo
Comunale di Trani
Cosimo Puttilli
Degli Oliveti
Degli Ulivi
Dei Marsi
Del Conero
Domenico Conte
Domenico Francioni
Domenico Monterisi
Domenico Purificato
Enrico Rocchi
Enzo Blasone
Enzo Mazzella
Enzo Ricci
Erasmo Iacovone
Esseneto
Euganeo
Ezio Scida
Falcone-Borsellino
Flaminio
Franco Fanuzzi
Fratelli Paschiero
Gaetano Bonolis
Giglio
Gino Cannarsa
Giovanni Celeste
Giovanni Mari
Giovanni Paolo II di Francavilla Fontana
Giovanni Paolo II di Nardò (ex Granata)
Giovanni Zini
Giuseppe Domenico Tursi
Giuseppe Sinigaglia
Guido Angelini
Guido Biondi
Guido D’Ippolito
Gustavo Ventura
Italia
La Favorita
Libero Liberati
Libero Masini
Luigi Pastena
Luigi Razza
Marcantonio Bentegodi
Marcello Melani
Marcello Torre
Mario Piccirillo
Matusa
Mimmo Rende
Miramare
Municipale
Nereo Rocco
Nicola Ceravolo
Nicola De Simone
Nunzio Fittipaldi
Nuovo Romagnoli
Nuovo Stadio Comunale di Lumezzane
Olimpico di Serravalle
Oreste Granillo
Paolo Mazza
Partenio-Adriano Lombardi
Pasquale Janniello
Pier Luigi Penzo
Piercesare Tombolato
Piergiovanni Mecchia
Pietro Fortunati
Pino Zaccheria
Polisportivo Provinciale
Porta Elisa
Progreditur
Quinto Ricci
Raffaele Mancini
Renato Curi
Rigamonti-Ceppi
Ripoli
Riviera delle Palme
Romeo Malservisi-Matteo Matteini
Romeo Menti
Romeo Neri
Rubens Fadini
San Bartolomeo
San Filippo-Franco Scoglio
San Francesco
San Nicola
San Paolo
San Vito-Gigi Marulla
Silvio Piola di Novara
Silvio Piola di Vercelli
Simonetta Lamberti
Stefano Lotti
Teofilo Patini
Tommaso Fattori
Tonino Benelli
Torquato Bresciani
Tupparello
Ugo Gobbato
Vanni Sanna
Vecchio Alberto De Cristofaro
Via del Mare
Vigilante Varone (ex Comunale di Sant’Antonio Abate)
Vincenzo Presti
Virgilio Fedini
Vito Curlo
Vito Simone Veneziani
XXI Settembre-Franco Salerno

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