L’Ancona ha il segno meno

Pubblicato il autore: stefano beccacece Segui


Nel nulla abituale delle ultime settimane, ci sono stati alcuni avvenimenti in casa Ancona nei sette giorni che stanno per concludersi. Tutti, o per lo meno molti, speravano che potesse succedere qualcosa di positivo nella riunione tenutasi al Touring di Falconara. Ma ci sono stati meno imprenditori di quelli previsti, e nessun addetto ai lavori. In un sol colpo è stata snobbata sia l’Ancona attuale che quella ipotetica che dovrebbe nascere una volta finita quella di David Miani ed Ercole Di Nicola. L’US Ancona 1905 può essere salvata solo con una fidejussione che copra il debito sportivo. E’  fondamentale per ottenere l’iscrizione al prossimo campionato di Serie D. Ma il tempo scadrà il prossimo 12 luglio, salvo presentare una domanda d’iscrizione incompleta per guadagnare tempo. Come succedeva già nel 2010. Comunque, c’è sempre meno tempo.

Meno tifosi allo stadio
All’incontro di lunedì,  si è presentata anche la Curva Nord, che ha chiarito ai  presenti che non seguirà l’eventuale nuova Ancona e che vuole venga salvata quella attuale. Il  comunicato emesso dalla Curva in seguito, è stato frainteso da qualche tifoso. C’è chi ha infatti creduto che gli ultras  abbiano chiesto il salvataggio della  società, comprendendo  coloro che la stanno gestendo. Certo, si può pensare: ma se non si appoggia un’altra Ancona finisce il calcio, ed inoltre la matricola di oggi nulla ha a che fare con quella originale, andata perduta qualche anno fa. Si può dire che in fondo, anche l’Ancona di oggi è nata dalla mal digerita trasformazione del Piano San Lazzaro. L’alternativa, però, rischia di essere una società che potrebbe giocare in una categoria tutt’altro che desiderabile –  l’Eccellenza nella migliore delle ipotesi – e con obbiettivi modesti. Se non si riuscisse ad avere una compagine solida, i biancorossi rischierebbero di di doversi accontentare di un assestamento nel dilettantismo regionale. Avrebbe senso ripartire senza ambizioni,  senza la Curva, e considerando che non è scontato un sostegno dei C.U.B.A. ad un progetto patrocinato da mister Imesa Sergio Schiavoni? Allo stadio Del Conero – se là si potesse giocare – potrebbero rimanere al massimo le vespe. Meno tifosi, decisamente meno tifosi.

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Meno due
Ad Ancona non si sa ancora se ci sarà una prima squadra di calcio, ma si sa che se dovesse avvenire il salvataggio della compagine attuale con qualche miracolo,  questa partirebbe da due punti di penalizzazione nel prossimo campionato di Serie D. Questo a causa del deferimento nei confronti del club e del suo amministratore delegato e legale rappresentante David Miani   per non aver pagato stipendi e contributi del primo bimestre 2017 entro la scadenza del 18 aprile. Meno due, l’unica cosa che aumenta, sono i decreti ingiuntivi, gli ultimi due da parte di un ex componente dello staff medico e di un ex collaboratore della società.

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Meno imprenditori interessati
Lunedì Schiavoni è intervenuto a Radio Tua. Lui ha detto che gli ottici di Roma – Balducci e Pomponio – potrebbero essere ancora interessati in caso di Serie D. Da parte loro abbiamo saputo che non sentono  parlare di Ancona da mesi. Ma sempre secondo la radio, gli ottici starebbero trattando per prendere il Fano.  Tutte le squadre trovano soggetti interessati, l’Ancona – specie quella di oggi, attenzionata dalla Procura Federale – invece no.

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