Poker del Real: svanisce per la Juve il sogno triplete


Anche quest'anno la finale di Champions League è giunta al termine e per la seconda volta consecutiva la coppa dalle grandi orecchie è stata vinta dal Real Madrid. Quella di ieri sera è stata la duodecima per la squadra di Zinedine Zidane, seguita dal Milan che in totale ne ha vinte sette.
Negli ultimi quattro anni il trofeo è sempre rimasto in Spagna: tre sono state le vittorie del Real e una del Barcellona nel 2015 contro la squadra di Allegri.
Se il Real vanta il record di vittorie, dall'altra parte i bianconeri detengono un record meno invidiabile: 5 sconfitte consecutive in finale dopo la loro ultima vittoria datata 1996. Eppure i pronostici erano a favore della Juve che negli ultimi anni ha scritto la storia italiana, vincendo 6 scudetti consecutivi. A vantaggio dei bianconeri c'erano anche le statistiche: dal 1989 in poi, infatti, ogni sette anni a vincere la Champions era una squadra italiana. In quell'anno il Milan ha vinto l'ultima "Coppa dei Campioni" contro lo Steaua Bucarest a Barcellona. Sette anni dopo, nel 1996, a vincere è stata la Juventus battendo l'Ajax ai rigori a Roma. Anche nel 2003, in una finale tutta italiana tra Milan e Juventus, a decidere è stato il rigore di Shevchenko. Nel 2010, infine, il trofeo è andato all'Inter di Mourinho che per la prima volta ha conquistato il triplete. Ieri, di nuovo dopo sette anni, tutto sembrava già scritto, purtroppo però la Juventus ha dovuto fare i conti con un super Cristiano Ronaldo, perdendo la possibilità di aggiudicarsi il triplete.

Il poker del Real
Nonostante un primo tempo equilibrato, in cui la Juve ha a tratti dominato, la seconda parte del gioco è stata molto più complicata per i bianconeri. Il primo ad andare a segno è stato, come si poteva immaginare, il fenomeno del Real, Cristiano Ronaldo, al 20esimo minuto del primo tempo. Vantaggio che non è durato molto perché al 27esimo Mandzukic ha trovato il pareggio grazie ad una prodezza in rovesciata.
L'inizio della fine per la squadra di Allegri è iniziato al 62esimo grazie ad un goal di Casemiro, deviato da Khedira. Dopo solamente 2 minuti CR7 trova di nuovo la rete anticipando la difesa bianconera che in questa occasione non era riuscita a leggere bene l'azione. Infine, al 90esimo, Asensio ha definitivamente chiuso la partita nel 4-1.

La maledizione di Buffon
Niente da fare, quindi, per la Juventus che sembra non riuscire a porre fine alla maledizione della finale. Un dramma anche per Buffon che continua a rincorrere la vittoria senza riuscire ad assaporare la gioia di alzare la tanto sospirata coppa. Nel dopo partita, ai microfoni di Mediaset, il capitano bianconero si è mostrato molto emozionato, con la voce rotta dal pianto: "Pensavamo di aver fatto tutto il necessario per poter arrivare a giocarci la finale e poterla vincere. Abbiamo fatto un grandissimo primo tempo nel quale abbiamo messo alle corde il Real, poi mi lascia a bocca aperta e interdetto una cosa: negli episodi non ne gira mai uno bene. Però è anche vero che per arrivare a vincere la coppa in alcuni momenti bisogna essere più forti delle avversità. Abbiamo corso tantissimo nel primo tempo e forse siamo andati fuori giri senza riuscire a concretizzare il vantaggio e questo ci dispiace. Nella ripresa, la loro forza e la loro attitudine a vincere queste gare si è vista e hanno vinto meritatamente. È normale avere rimpianti e rammarico."

La situazione a Torino
Grande dispiacere, quindi, per i tifosi bianconeri che hanno sperato fino all'ultimo di poter finalmente conquistare la Champions e di conseguenza il triplete. Dispiacere che è diventato ancora più forte dopo essere venuti a conoscenza di ciò che è avvenuto in Piazza San Carlo a Torino. Centinaia di persone, che si erano riunite per supportare la loro squadra nella finale, si sono messe in fuga dopo un falso allarme. L'ipotesi più accreditata è che qualcuno abbia fatto esplodere uno o più petardi scatenando il panico. Nella fuga, la gente ha provocato una ressa in cui sono rimaste ferite 1527 persone, la maggior parte delle quali riporta ferite lievi.
La delusione più grande è proprio legata a questo episodio: lo sport che di fatto dovrebbe riunire le persone, troppe volte genera violenza.