Barcellona-Real Madrid 2-2, pari spettacolare e … senza pasillo

Pubblicato il autore: giuseortu Segui

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

E’ terminato con il risultato di 2-2 un Clasico nato sotto la stella delle polemiche per il mancato pasillo, e finito con molte più tensioni e recriminazioni di quanto ci si potesse attendere. Se alcuni parlavano di una partita decaffeinata per una classifica che non aveva più nulla da dire alla partita, alla fine si è dovuto ricredere. La gara è stata dura, durissima, arbitrata da un arbitro scandaloso che ha permesso il gioco pesante portato da Ramos e Compagnia sorvolando su interventi meritevoli della doppia sanzione (su Ramos innanzitutto) e su alcuni da rosso diretto. Quello di Bale su Umtiti per esempio, che da dietro ha colpito il polpaccio del difensore francese affondando, come un martello, i tacchetti sull’arto, non solo non è stato punito con l’espulsione diretta, ma il Sr. Hernandez Hernandez non ha nemmeno pensato che fosse un intervento meritevole di cartellino giallo. L’arbitro ha acceso gli animi dei contendenti, ha permesso che la partita diventasse una corrida chiudendo entrambi gli occhi su falli criminali portati dai blancos sui blaugrana, per poi riaprirli immediatamente e decidere di applicare il regolamento solo sulle scorrettezze dei padroni di casa.

Risultato, Sergi Roberto espulso per una reazione scomposta su Marcelo, finito a terra come se fosse stato colpito in pieno volto da un destro di Mike Tyson di inizi carriera; Messi ammonito per un fallo su Ramos; Bale, che dopo la sua entrata criminale su Umtiti, ne è uscito indenne come uno scolaretto che ruba la marmellata dalla dispensa e poi si dilegua come se nulla fosse. Hernandez Hernandez, con la sua incapacità nel bloccare il gioco violento del Madrid, ha permesso alla gara di diventare incontrollabile e di assumere i contorni da sfida tra carcerati e secondini tanto cara a registi quali Aldrich, per poi decidere, come un antico Signore feudale che ha diritto di vita e di morte sulle sue terre, su chi amministrare (e come) la sua particolare e curiosa giustizia.

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La partita è stata così ricca di fiammate e di animosità. Iniziata con il pasillo negato al Barça Campeòn da Zidane e i suoi, sgarbo che fa il paio con la condotta violenta della sua squadra, la gara si è aperta con il vantaggio blaugrana di Suarez che ha segnato con un tiro al volo su splendido cross di Sergi Roberto. La partita sembrava indirizzata su binari azulgrana, ma pian piano il Madrid ha conquistato metri e zone di campo sempre più ampie. Così la partita è cambiata, i blancos hanno iniziato a gestire la palla e a diventare pericolosi. In questo modo sono giunti ficcanti contropiedi che hanno impensierito la porta difesa da Ter Stegen. In uno di questi è giunto il pareggio di Ronaldo, che ha spedito in rete una sponda di testa di Benzema, anticipando l’intervento di Piqué. I falli compiuti dal Madrid per impedire agli uomini di Valverde di prendere palla e creare il panico con il loro palleggio nella trequarti madridista, hanno esacerbato gli animi. Il clima è diventato bollente in campo e sugli spalti e a farne le spese è stato Sergi Roberto. Nel recupero del primo tempo il Barça si è ritrovato in 10 uomini. Non la migliore prospettiva per affrontare tutta la ripresa in inferiorità numerica davanti ad un Real Madrid che pareva godere dell’impunità arbitrale.

Valverde deve avere vestito bene i panni di analista e psicologo negli spogliatoi se è vero che la sua squadra è scesa in campo per giocare la seconda parte con la mente lucida e il cuore svuotato di quella rabbia che sarebbe stata più controproducente che altro. Il Barça ha serrato le fila, raddoppiato gli sforzi, le energie e la concentrazione, ed è diventata ancora più forte e solida. Zidane, dal canto suo, deve avere pensato che con un uomo in più la vittoria sarebbe stata una naturale conseguenza. Sulla scorta di questo ragionamento ha fatto uscire dal campo Ronaldo per risparmiarlo in vista della finale di Champions. L’assenza del portoghese, tuttavia, ha indebolito enormemente l’attacco dei blancos, favorendo il lavoro difensivo del Barça. I catalani hanno così sofferto meno in 10 contro 11 che quando regnava l’equilibrio numerico tra le squadre in campo. La squadra di Valverde ha così preso coraggio e si è unita ancora di più come fosse stata una legione romana che si difendeva a testuggine.

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In questo modo è stato il Barça a diventare più pericoloso dell’avversario. Messi ha imposto la sua classe e visione di gioco finché è stato sostenuto dalla forza fisica. Ma prima di calare, ha messo insieme due, tre strappi in velocità che hanno permesso, in uno di questi, di riportare in vantaggio la sua squadra. Il Barça, in 10, era tornata a comandare nel punteggio. Sul 2-1 ancora Messi ha avuto per due volte la palla del 3-1, ma Navas è stato grandioso nei suoi interventi a negare all’argentino la gioia della doppietta personale. E così, in uno dei capovolgimenti di fronte, è giunta la rete del definitivo 2-2 ad opera di quel Bale che sarebbe dovuto essere espulso nella prima frazione di gioco ben prima del suo avversario Sergio Roberto.

La partita è terminata con i blaugrana in campo che festeggiavano un pareggio che vale quanto una vittoria. Esso permette loro di aumentare il numero di partite da imbattuti, ora giunto a quota 42, e di instradarsi verso la chiusura del campionato senza subire una sola sconfitta. A meno tre partite dalla fine, questa casalinga contro il Real Madrid era certamente la partita più pericolosa per mettere a rischio questo record incredibile che renderebbe veramente immortali Valverde e i suoi ragazzi. Nel corso dei festeggiamenti del dopo gara, salutati da fuochi d’artificio partiti da bordo campo, è stato reso il giusto omaggio ad Andrés Iniesta al suo ultimo Clasico. In chiusura, infine, la ciliegina sulla torta. Sotto l’organizzazione di Gerard Piqué è stato celebrato l’auto-pasillo. Posto che il Madrid si era rifiutato di farlo ai blaugrana, come massimo schiaffo morale nei confronti della squadra di Zidane, lo staff tecnico blaugrana, con Valverde incluso, ha fatto da ala al passaggio della squadra al rientro negli spogliatoi tra gli applausi di tecnici e pubblico.

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